
Dalla nostra inviata Marta Bollini, queste le parole di Pedro Martinez, coach di Valencia, durante la conferenza stampa di lancia del match con Olimpia Milano.
«Milano è una buona squadra, molto solida dal punto di vista difensivo. Gioca a un ritmo un po’ diverso dal nostro, ha giocatori molto intelligenti, ed è ben allenata. È una delle squadre più difficili che potessimo incontrare in questo momento».
E riguardo alla decisione dell’Eurolega di tornare a giocare in Israele? Sembra che siate l’unica squadra spagnola a dover disputare entrambe le partite in Israele. Cosa ne pensi?
«Guarda, innanzitutto da sportivo dico che auspichiamo sempre la normalità delle competizioni. Ci piace che Hapoel e Maccabi possano giocare in casa, e che quando li affrontiamo non sia a porte chiuse, com’è successo di recente. Questo è ciò che vorremmo accadesse.
Ora, uscendo dall’ambito sportivo, ci sono molte più sfumature. Non siamo molto tranquilli, a dirla tutta. Quando vediamo le notizie, ci sembra che la situazione non sia normalizzata come ci piacerebbe. Quindi la mia domanda è: perché il 25 novembre non è sicuro giocare in Israele e invece il 5 dicembre, solo dieci giorni dopo, lo dovrebbe essere?
Chi ha preso la decisione – tra l’altro senza dover viaggiare – sono i dirigenti. Noi invece sì, dobbiamo viaggiare. Vorremmo che ci spiegassero perché secondo loro il 25 non è sicuro e il 5 dicembre sì. Questo ci tranquillizzerebbe molto. Finché non avremo queste spiegazioni, non possiamo dire di essere sereni».
Nel 2004 il Valencia Basket si rifiutò di giocare. È un’opzione che state valutando anche voi?
«Guarda, io sono solo l’allenatore, quindi questa domanda non spetta a me. Io, come ho detto prima, sono per la normalità. Questo è sport. Non vogliamo essere parte del problema: ci piacerebbe solo che ogni squadra potesse giocare le sue partite, in casa e in trasferta, con regolarità. Ma se mi chiedi, da allenatore del Valencia Basket e non da chi ha tutte le informazioni, ti dico che tranquilli non siamo. Ovviamente ci daranno garanzie di sicurezza – ci mancherebbe altro – e cercheremo di affrontare la situazione nel modo più normale possibile».
Un’ultima domanda sul mercato. Dopo la partenza di Sestina, il club sta cercando un sostituto? Avete in mente un profilo preciso o cercate semplicemente il miglior giocatore disponibile?
«Per prima cosa, stiamo competendo con i giocatori che abbiamo, che riteniamo di buon livello. Siamo molto preoccupati per l’infortunio di Yankuba Sima: non si è praticamente mai allenato con noi da quando è arrivato in ritardo e ora ha anche avuto una ricaduta. È una brutta notizia.
Stiamo andando avanti con gli altri, incrociando le dita per non avere altri infortuni, soprattutto nel reparto lunghi, dove siamo un po’ al limite.
Sulla questione Sestina: la sua uscita è stata una decisione completamente condivisa con il club. Non vogliamo che diventi una scusa per non prepararci o non competere. Detto questo, il club si sta muovendo per trovare un giocatore che prima di tutto si adatti bene, che sia in grado di inserirsi con facilità, che ci dia sicurezza e che alzi il livello della squadra. Non ci accontenteremo del primo che capita.
Non abbiamo nemmeno l’urgenza di trovarlo subito per Milano o La Penya. Se arriva, bene. Se no, andiamo avanti con chi c’è, con tranquillità. Meglio fare la scelta giusta un po’ più tardi, che sbagliare per la fretta».
Non cercate quindi un tiratore nello specifico? Sestina era soprattutto quello.
«Un tiratore lo avevamo, appunto. Noi vogliamo il miglior giocatore possibile sotto ogni aspetto, non solo tecnico. Qualcuno che possa adattarsi al nostro modo di giocare, difendere e migliorare il gruppo. Perché se prendessimo uno che non migliora ciò che abbiamo, non avrebbe senso. Abbiamo già una rosa lunga.
Certo, ora con l’infortunio di Sima siamo un po’ più corti nel reparto lunghi, ma stiamo comunque competendo con una certa normalità. Il problema è che trovare questo tipo di giocatore, ora, sul mercato, non è facile. Ma stiamo tranquilli: se saremo fortunati con gli infortuni, possiamo reggere».
E come stai vedendo la squadra, tra Eurolega e Liga Endesa?
«Bene. Ovviamente il giorno che vinci sei più contento, quello che perdi un po’ meno. Ma in generale vedo la squadra in buona linea. Ora dobbiamo coinvolgere di più Montero, che non ha fatto la preparazione, poi è tornato dalla nazionale e dopo cinque allenamenti è stato operato. Oggi ha fatto il terzo allenamento da quando è rientrato.
Queste sono le situazioni su cui stiamo lavorando. Più avanti toccherà a Yancuba. Tutto questo rallenta un po’ il gruppo, sposta i ruoli, richiede scelte che coinvolgono tutti. Cerchiamo di viverla con serenità, ma non è semplice».
Ancora su Nathan Sestina.
«Gli auguro il meglio e, se possibile, che domani non giochi troppo bene, che aspetti la prossima partita. Ma in questo momento è un avversario e abbiamo per lui il massimo rispetto possibile. Ha molte informazioni su di noi perché la settimana scorsa era con noi e dobbiamo aspettarci una sua buona prestazione, oltre alla logica motivazione di giocare contro di noi perché le sue qualità risalteranno ora più di quanto purtroppo si siano viste con noi».
