Ci sono cose per cui il metaverso e tutto il suo squilibrio non basta. Un roster a 18 giocatori al 14 ottobre è tra queste.
Metro di paragone: in Nba puoi tesserare 15 giocatori, si giocano 82 partite + playoff, 48′ a gara, in 6 mesi e non in 9.
E’ una follia ragionarla, è una follia accettarla, è una follia metterla in pratica.
E’ impossibile allenarsi, è impossibile creare una chimica di squadra, è impossibile non perdere metà roster per sfiducia.
Il roster dell’Olimpia Milano, se verrà finalizzato l’acquisto di Sestina (manco fosse la Cappella omonima), potrebbe riempire la sala del karaoke cinese Diamante in Paolo Sarpi; avrebbe bisogno di tre plance di risiko per giocare tutti o di cinque tavole per il Twister; giocare una partita di Football Australiano. Oltre la realtà, oltre la fantasia.
Diciotto giocatori divisi in gruppi: chi è arrivato già in infermeria e ha avuto bisogno del supplemento delle visite mediche; chi ha più infortuni alle spalle che shottini di Vodka e più risonanze che gol delle Madive contro il Brasile di Pelè; chi si sente già fuori dal progetto tecnico perché giocherà minuti in EL solo in caso di epidemia di colera; e chi, comunque, giocherà 30′ quando sarà disponibile.
In un mondo in cui conta la qualità pura e in cui le partite le decidono i soliti noti, Milano sparpaglia risorse annacquando la qualità sulla media e non sui picchi. Il contrario di come si costruiscono i roster. Il mondo alla rovescia.
Ah, in tutto questo Milano ha perso a Monaco di Baviera contro il Bayern Monaco (che l’hanno scorso ha fatto i play-in ruotando letteralemente in 8…) giocando una ripresa che mi ha ricordato quella volta in cui, da 6enne, mi sono maciullato un dito in un motorino di avviamento e avevo paura di darlo a mia nonna e ho pianto per ore tra male, dolore e spavento. Venti punti in venti minuti: roba che sarebbe sanguinare gli occhi alla statua di una divinità politeista.
Cosa mi è piaciuto
Avete visto il secondo tempo?
Cosa non mi è piaciuto
Avete visto il secondo tempo?

Dai guaz, quasi ci sei! Ce la puoi fare. Ripeti con me: Messina vattene! Poi ti sentirai meglio. La verità fa bene.
Uno sproloquione… La sintesi guazz : MERDE
Messina é in delirio di onnipotenza.
Società imbarazzante.
E se con NBA Europe chiudono il cerchio, vendendosi al calcio, dopo 40 anni di tifo e supporto, seguirò un altra squadra.
Vergognosamente ridicolo
Non si preoccupi sig. Guazzoni, si sta ponendo, come spesso le capita, un falso problema trascurando quelli, anzi quello, fondamentale e causa prima e unica del naufragio, a poco a poco la nostra guida tecnica suprema ridurrà il roster al minimo indispensabile da lei auspicato logorando le muscolature dei soliti noti abbondantemente chilometrati con minutaggi spropositati e lacerando le muscolature di altri che per struttura fisica non possono e non devono fare i comunque inutili movimenti da pesi piuma previsti nella sua monocorde difesa, vedi le inconcepibili rincorse ai piccoli avversari a 8 metri dal ferro ordinate a Nebo (che nelle poche volte visto in campo obbligato a questa difesa assurda mi fa rischiare un esaurimento nervoso per cotanto spreco di pivot).
18 campioni o diciotto mediocri….a voi il dilemma, d’altronde tolto mirotic di campioni non se ne vedono.
Messina più bollito di Mourinho e incompetente come dirigente
Uno che fa giocare Shields da 4 ,capisce di basket come io fi astrofisica nucleare
Chiedo scusa,non scriverò più, davvero.