
Mundo Deportivo offre importanti retroscena in vista dell’incontro di mercoledì prossimo a Ginevra tra FIBA, EuroLeague ed NBA. E’ uno sviluppo giornalisticamente importante dopo il nostro articolo di ieri.
Secondo José Ignacio Huguet, obiettivo di EuroLeague è ritrovare una strada comune con NBA, dopo aver rifiutato tempo fa un’offerta di collaborazione dalla lega americana, che si proponeva come partner commerciale.
Da allora NBA ha iniziato a percorrere una nuova strada in autonomia, senza più contattare EuroLeague, per un clima da freddo polare che si è palesato alcuni mesi fa, quando il CEO di EuroLeague Paulius Motiejunas andò a New York senza riuscire ad incontrare Adam Silver.
Mercoledì, a Ginevra, EuroLeague si giocherà le ultime carte per tornare in un progetto che pare però ormai essere troppo avanti. Mundo Deportivo cita come squadre coinvolte da NBA Barcellona, Real Madrid, Fenerbahce e Olimpia Milano, con coinvolgimento di club calcistici come PSG e Manchester City, e di città come Berlino. Non viene invece citata Londra.
Ad oggi la nuova, grande scissione del basket europeo pare alle porte, con EuroLeague destinata ad uscire sconfitta. Ed ignorata. Mercoledì prossimo una tappa decisiva.


La tomba del basket . Nba uno spettacolo per panzoni americani
Forse per questi casini, francamente disgustosi, il nostro dirigente ha molto da pensare e partecipare, quindi non può occuparsi di allenare la squadra e farla giocare per il suo valore reale.
Forse…
Sarà bellissimo. Si giocherà in Arene nuove, grandi, luccicanti e piene di gente facoltose che magari non saranno in grado di capire le regole del basket, ma NBA vuole solo lo show. E verranno eliminati chi ha contribuito a fare la storia europea del basket, come greci serbi, croati, lituani ed anche altri. Ma questo è il futuro, alleluia!
Neppure l’Olimpia ha un’arena nuova,. grande e luccicante. Secondo questo metro l’Olimpia fa la fine dei greci, serbi, croati e lituani ed anche altri. Ecco, noi siamo gli altri.
Lo ripeto da oltre 3 anni. Inevitabile cambiamento, USA ha bisogno di crescita e Europa e’ il passo piu’ semplice, diretto e chiaro come immediate terreno di conquista e espansione NBA.
La triste realta’ e’ che l’Europa ormai quasi in tutto si e’ asservita agli USA da oltre 70 anni e il basket non sara’ l’eccezione. Eurolega penso cerchera’ di opporre resistenza per 2-3 anni, quello e’ il cash che hanno da mettere in gioco prima di andare belly up…hanno (Eurolega) un buon prodotto di basket, solido tecnicamente e oer intensita’ sportiva ma malamente gestito e monetizzato purtroppo.
Gli americani, (che conosco bene avendo vissuto in USA oer 35 anni), prevarranno a botte di investimento, branding, capitale e media rights. Troppa liquidita’ in arrivo, troppa urgenza e ossessione in NBA per trovare crescita che non riescono piu’ a creare negli States, Troppe partnership di media oer elevare la lega (streaming a scala, non DAZN).
Questa crescita la “compreranno” in EU prima, UA dopo e Asia in terza sequenza. Quello e’ il piano sin dal 2005 quando i primi dettagli furono disegnati Al tempo del Buon Stern…Silver e’ solo la nuova incarnations executive, ci siamo e il basket in Europa cambiera’, godiamoci l’interim per 2-3 anni…quella e’ la parentesi di coesistenza che nella mia testa ha senso prima che EL perisca sotto I colpi NBA.
Ruberanno “talent” (big stars) promettendo max salaries, e Vedremo varie stars jumping ships fino Al 2028-2029 quando EL non avra’ energie e risorse per stare a galla e cedera’, forse rimanendo in life suppprt come “development league” annessa alla NBA, stile G league.
Quello e’ il target NBA: massima supremazia e lento relegations di EL come lega minore e annessa.
In questi casini avere un top management di club visionario e una proprieta’ stabile e con accesso a capitale segna il futuro di un club. Da sperare x Milano che Messina e Dall’Orco (+ giovane Del Vecchio) giochino bene le lore carte. Milano rimane per NBA un mercato prioritario per ragioni di business: densita popolazione, entertainment center (concerti e multi sport), e income/capita. Idealmente vorrebbero coinvolgerlo, la nuova arena Olimpia verrebbe costruita da zero, non un grande problema finanziario. Soldi ce ne sono.
Vediamo cosa succede…
Concordo con la tua analisi, @MauroC.
C’è però da dire che il pubblico americano non è, per gusti e cultura, come quello di certe piazze europee, come Madrid, Barcellona, Istanbul o Mosca. Il “prodotto nba” sfonderà ed avrà successo, per carità, soecie sui più giovani, ma credo che porterà all’allontanamento di molti tifosi della mia età (sessantina, per intenderci). Ce ne faremo una ragione ma è certo che l’attuale prodotto EL è di ottimo livello, sapendo coniugare tecnica, tattica, atletismo, talento. Mi mancherà!