La FIFA dice no: Israele non verrà escluso dallo sport

Alessandro Maggi 6

Israele non si tocca. Gianni Infantino ha ribadito che la Fifa non intende escludere Israele dalle competizioni calcistiche internazionali

Israele non si tocca. Gianni Infantino ha ribadito che la Fifa non intende escludere Israele dalle competizioni calcistiche internazionali. E questo con ovvie ricadute sugli altri sporti, basket incluso.

“La Fifa non può risolvere i problemi geopolitici, ma deve promuovere il calcio in tutto il mondo attraverso i suoi valori unificanti”, ha dichiarato al termine del Consiglio riunito a Zurigo.

Il presidente ha risposto implicitamente alle richieste di sospensione della federazione israeliana avanzate dopo il conflitto a Gaza, precisando che l’organizzazione “non assumerà un ruolo politico diretto”. Infantino ha ricordato che “il compito della Fifa è mantenere aperti i canali di dialogo attraverso lo sport”.

Il numero uno del calcio mondiale ha poi rivolto un pensiero alle vittime dei conflitti: “Il messaggio più importante che il calcio può trasmettere oggi è quello di pace e unità”.

6 thoughts on “La FIFA dice no: Israele non verrà escluso dallo sport”

  1. Lo sport non c’ entra con la politica. Certo, Gesù Cristo è morto di freddo, i politici sono tutti onesti e al servizio della gente, non esiste cambiamento climatico, io mi son portato a letto un dacco di gnocche famose, delle quali non farò i nomi perché alcune sono ancora al top della fama. Infantino (e tutti gli altri) famm un piasè, va a ciapá i rat.

  2. “Il messaggio più importante che il calcio può trasmettere oggi è quello di pace e unità”.
    Credo che i cittadini di Gaza saranno profondamente gratificati da queste profonde parole! Grazie intantino e grazie alla fifa, federazione da sempre estranea alla politica…o no?

  3. Sono stato varie volte da quelle parti e mi sono fatto alcune precise convinzioni sulla base di quello che ho visto con i miei occhi,non avevo perciò nessun dubbio che sarebbe finita così,la lobby ebraica che governa con pugno di ferro dappertutto ( USA e Russia in primis)figuriamoci se lo avrebbe permesso.

    Sono quanto di più lontano possa esistere da folkloristiche Flotille e scioperi generali bislacchi del tutto inutili alla causa palestinese,ma questa doppia morale tra cattivi e morti di serie A e B e’ oramai del tutto intollerabile,a partire dalle piccole cose come un banale torneo sportivo di nessuna importanza rispetto alla oppressione feroce perpetrata (da sempre )da quei gentiluomini di Israeliani nei confronti dei Palestinesi,che siano di Gaza che dello West Bank..

    A questo punto che riammettano pure i russi e finiamola qui con questa baggianata.

  4. Israele… Uno stato creato dopo la seconda guerra mondiale, ha assunto un potere politico internazionale illimitato, con la complicità di tutto l’Occidente. E ora sono in pochi ad avere il coraggio di voltargli le spalle. Non ce l’ho con gli ebrei, per carità. Per altro a Gerusalemme convivono (quasi) pacificamente tre religioni, segnale di grande civiltà.
    L’ ipocrisia delle istituzioni sportive è comunque ridicola

    1. Ti ricordo sommessamente che a Jerusalem i cittadini israeliani non ebrei hanno la cittadinanza israeliana di serie B (come in India le caste)

      Credo che la paventata (non ancora certa) attuazione del piano di pace abbia giocato un ruolo decisivo nel far tramontare l’ipotesi esclusione delle squadre israeliane

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