
Il dibattito sulla possibile esclusione di Israele dalle competizioni calcistiche Uefa solleva interrogativi anche sul basket europeo. EuroLeague ed EuroCup, però, sono tornei privati, con regole diverse.
Dall’Inghilterra arriva la notizia che potrebbe scuotere lo sport europeo: secondo il Times, l’Uefa sarebbe pronta a sospendere Israele da tutte le competizioni calcistiche, inclusa la Nations League e l’Europa League, con decisione attesa la prossima settimana. La misura non riguarderebbe il Mondiale, che è di competenza Fifa. Il governo israeliano ha già annunciato di voler contrastare il provvedimento.
Nel basket il discorso è più complesso: EuroLeague ed EuroCup non dipendono da federazioni come l’Uefa, ma sono gestite da una lega privata di cui il Maccabi Tel Aviv è azionista, insieme ad altri grandi club europei. Un’eventuale esclusione di una squadra israeliana richiederebbe una scelta interna della lega, ben diversa da una decisione politica o federale.
Attualmente il Maccabi Tel Aviv, che come detto è azionista, e l’Hapoel Tel Aviv giocano in EuroLeague. In EuroCup abbiamo l’Hapoel Gerusalemme. In BCL, di matrice FIBA, l’Hapoel Holon e il Bnei Herzliya.
“Non capisco le persone che sospendono squadre o atleti. Non ha nulla a che fare con la violenza. Siamo qui per rappresentare lo sport e resteremo uniti”, ha dichiarato coach Dimitris Itoudis a margine della vicenda auspicando che le squadre del Paese possano continuare a partecipare alle competizioni europee.
Il confronto tra il precedente della Russia, comunque diverso nelle relazioni internazionali, e la posizione dell’EuroLeague rende chiaro che la questione, nel basket, è tutt’altro che immediata.

Devono essere tassativamente escluse.
Squalifica, come giusto
Sospensione che dovrebbe gia essere effetiva da mesi. Israele e responsabile di un genocidio, lo sport non puo essere complice.
Riscrivo di nuovo.
Devono essere esclusi al pari della Russia.
Vero che lo sport non c’entra nulla con le guerre, ma quello che abbiamo davanti agli occhi è terrificante. Non fare nulla signifca accettare qualcosa di inacettabile. Ripeto le parole del sacerdote di Gaza: stare in silenzio davanti a ciò significa che ognuno di noi ha perso la sua umanità. Sarà solo un gesto simbolico, ma va fatto subito.
Non se ne dovrebbe neanche parlare! Non sono un paese in guerra, ma stanno commettendo un Genocidio! Vanno sbattuti fuori e per molto tempo! Almeno finché non ci sarà una totale ammissione di colpa e la restituzione di tutti i territori rubati ai palestinesi!
Io personalmente non guarderò le partite contro la società degli assassini ma auspicherei, se non venissero cacciati, che le società si rifiutassero di scendere in campo. Un po’ di speranza me le danno le squadre spagnole… vedremo
Voi pensate seriamente che un intervento sulle società sportive abbia un qualsiasi riscontro su quanto sta accadendo?
L’esclusione delle società Russe ha fermato per caso la campagna ucraina di Putin?
Tutto molto lodevole.
L’indignazione, la rivalsa, i provvedimenti, le manifestazioni (sporcate da pretestuosi infiltrati delinquenti a cui frega sega della Palestina).
Le questioni geopolitiche e gli interessi forti ridono una volta di fronte alla decisione di escludere le società sportive israeliane dalle competizioni.
Chi ci rimette saranno solo le leghe (e lo sport in senso assoluto) mentre sui campi di battaglia tutto si svolgerà come qualcuno ha deciso.
Che sicuramente non è il solo Netanyau in mediooriente o Putin in Ucraina.
State ancora a farvi leggere le favole…
Siamo quasi tutti d’accordo su di chi siano le responsabilità di questa “guerra”, gli unici contrari sono coloro che siedono sulle poltrone, il paradosso della società.
Incrociamo le dita, una netta presa di posizione nello sport sarebbe già un segnale forte
Io lo scrivo dal mese di aprile. E in EL sono addirittura due le squadre israeliane. Che poi giocano sempre in trasferta, in palazzetti vuoti, falsando un po’ la competizione.