
Nella giornata di giovedì RealOlimpiaMilano ha potuto intervistare in esclusiva Christos Stavropoulos, GM di Olimpia Milano. Ecco le domande e le risposte del dirigente greco. Tra EuroLeague, club e Ettore Messina.
E’ arrivato a Milano nel 2019, ora siamo nel 2025. Come giudica questa esperienza fino ad oggi? Si aspettava una permanenza così lunga, considerando quanto lo sport cambi rapidamente?
«Per me questa è la settima stagione. Fin dal primo giorno sapevo che le aspettative erano altissime. In questi sei anni ci sono state molte difficoltà, non dimentichiamo che abbiamo affrontato anche una pandemia, ma se tracciamo un bilancio credo che siano stati raggiunti risultati importanti. Abbiamo vinto campionati in Italia, Supercoppe e Coppe Italia. Siamo arrivati alle Final Four e sono convinto al mille per cento che ci saremmo potuti tornare un anno dopo se non ci fossero stati tanti infortuni. Nel complesso il percorso è positivo. Naturalmente non basta, vogliamo sempre fare meglio. Quest’anno abbiamo costruito una squadra esperta e profonda, come ormai serve in Eurolega. Ma la parola chiave resta “salute”: senza quella, diventa impossibile esprimere il lavoro che staff e giocatori fanno ogni giorno».
Parliamo di Eurolega. All’estero si è scritto che lei non fosse d’accordo con la scelta delle Final Four all’Oaka. Inoltre Messina ha detto che preferirebbe subito passare a 22 squadre. Qual è la sua posizione?
«Milano fa parte del board degli azionisti e lì abbiamo discusso spesso del futuro della competizione. Quando si è parlato di allargare a 20 squadre, noi eravamo favorevoli, ma non con l’attuale formato, che diventa massacrante per i giocatori. La mia proposta era quella di dividere in due conference, non necessariamente geografiche, ma strutturate in maniera chiara, con sorteggi e fasce di livello. La maggioranza però ha scelto di mantenere questo format, anche per ragioni economiche. In prospettiva, credo che l’Eurolega crescerà ancora: ci sono tante richieste di nuove squadre e prima o poi si arriverà a un numero più ampio. Quanto a Dubai, penso sia stata una decisione giusta: è un’area che si sta aprendo allo sport e può dare un contributo importante».
C’è poi la questione calendari. Il Forum sarà indisponibile per tre mesi: vi aspettavate un atteggiamento diverso da EuroLeague?
«Sarà certamente un periodo complesso. Giocheremo in un impianto più piccolo, con capienza dimezzata, quindi non potremo accontentare tutti i tifosi. D’altra parte siamo orgogliosi di poter dare un contributo a un evento importante per la città e per il Paese come un’Olimpiade. Vorrei chiarire che i calendari non li facciamo noi, ma le leghe, italiana ed Eurolega. Devono tener conto di tutte le indisponibilità dei palasport, non solo del nostro. Alla fine giocheremo dieci partite di Eurolega e cinque di campionato fuori dal Forum. Ma se guardiamo al calendario, il 90% delle squadre che l’anno scorso hanno fatto i playoff verrà affrontato comunque al Forum».
Esclusi però il Real Madrid e il Fenerbahce.
«L’ultima partita al Forum sarà contro la Virtus, domenica 14. Le sfide con Real e Fenerbahce si giocheranno invece all’Allianz. Siamo sicuri che i nostri tifosi ci seguiranno anche lì: l’atmosfera sarà ancora più calda, perché l’impianto è più raccolto».
State pensando a soluzioni anche per la campagna abbonamenti?
«Sì, a breve ci saranno comunicazioni ufficiali».
Come descriverebbe l’evoluzione del rapporto con Ettore Messina in questi anni? Spesso si dice che Messina abbia troppi incarichi e che questo lo distragga dal ruolo di allenatore, ma a me risulta che ci sia una forte delega.
«Con Ettore c’è grande armonia. All’inizio non ci conoscevamo molto, ma negli anni abbiamo costruito anche un rapporto umano che va oltre quello professionale, e questo è fondamentale. Noi passiamo più tempo insieme che con le nostre famiglie: è importante stare bene. Io e la mia famiglia viviamo stabilmente a Milano da sette anni, per noi ormai è casa. Quanto alla gestione, Messina fa l’allenatore a tempo pieno. La sua esperienza e i suoi consigli sono un valore enorme: ci confrontiamo ogni giorno e credo sia un grande vantaggio per la società».
Una domanda su Milutinov: questa estate si era parlato di un suo accordo con l’Olimpia, poi sfumato. Cosa può dirci?
«Milutinov è un giocatore dell’Olympiacos. Gli faccio un in bocca al lupo, ma per noi la questione è chiusa».
Quindi non ci sono altri dettagli da chiarire?
«Preferisco non parlarne, non avrebbe senso aggiungere altro».

Non vorrei che il tutto si risolvesse dicendo: tutto bene benissimo, se negli ultimi 3anni abbiamo fallito in Euroleague, la colpa è ascrivibile alla sfiga degli infortuni che ci ha bersagliato, perché sarebbe un analisi autoassolutoria e semplicistica