Il futuro del Gruppo Armani e di Olimpia Milano: l’eredità di Re Giorgio

Alessandro Maggi 12

Il futuro dell’Olimpia Milano passa inevitabilmente attraverso quello del Gruppo Armani, un impero da oltre 2 miliardi di ricavi annui

Futuro Olimpia Milano

Il futuro dell’Olimpia Milano passa inevitabilmente attraverso quello del Gruppo Armani, un impero da oltre 2 miliardi di ricavi annui e con circa 8.700 dipendenti. Giorgio Armani, scomparso dopo aver costruito dal nulla un colosso del lusso, ha lasciato un’azienda solida, con oltre 600 store nel mondo e un patrimonio stimato oltre i 12 miliardi di dollari. Al centro della successione ci sarà la Fondazione Giorgio Armani, ente nato nel 2016 con finalità filantropiche ma pensato come vero architrave della governance futura.

Accanto alla Fondazione, il nome chiave è quello di Pantaleo “Leo” Dell’Orco, storico braccio destro e uomo di assoluta fiducia, già visto in passerella accanto ad Armani nelle ultime sfilate. Dell’Orco, che ha contribuito a consolidare il brand e ha legato il suo nome anche al progetto EA7, sarà una figura centrale per dare continuità alla visione del fondatore. Con lui, la sorella Rosanna e i nipoti Andrea Camerana, Silvana e Roberta avranno ruoli di primo piano, in una “famiglia-azienda” che Giorgio ha costruito con metodo e dedizione.

L’amore di Armani per lo sport e per Milano resta un’eredità concreta. Dal 2004 il suo marchio è sulle maglie dell’Olimpia, che ha salvato in due momenti di crisi, fino a diventarne proprietario nel 2008. In oltre vent’anni ha investito più di 200 milioni tra capitale e sponsorizzazioni, riportando il club tra le grandi d’Europa e creando progetti di radicamento come l’Armani Junior Program, che ha coinvolto migliaia di giovani cestisti. L’Olimpia Milano, grazie alla lungimiranza di Re Giorgio e alla struttura di successione già definita, potrà guardare al futuro con la certezza che il basket resterà un tassello fondamentale della sua eredità.

Fonte: rielaborazione da articoli del QN, Corriere della Sera e Repubblica

12 thoughts on “Il futuro del Gruppo Armani e di Olimpia Milano: l’eredità di Re Giorgio

  1. Giudizi e opinioni non richieste date tra l’altro a distanza lasciano il tempo che trovano, ma visto il contesto di cambiamento in atto nel basket europeo e il flusso di capitali in arrivo ($5 billions pronti a essere dispiegati per la lega touring venduta agli investori da Maverick Carter con LeBron James come front man di branding) prevedo interesse per Olimpia Milano tanto da gruppi di investimento (internazionali) che da investitori privati. C’e’ NBA Europe che bussa alla porta, l’espansione Eurolega in convergenza e nuove opportunita’ parallele se il progetto LBJ prende piede.

    Quei tre assi dovrebbero fungere da piattaforma di lancio tra qui e il 2030 per la pianificazone di un progetto sportivo competitivo da parte di un nuovo gruppo in ingresso. Non so se una cordata locale abbia fattibilita’ visto l’interesse tiepido che il basket sembra ancora incontrare in Italia numeri alla mano (e comparato a altri mercati europei).

    L’ipotesi di continuita’ e’ sempre possibile ma la vedo sportivamente poco fattibile venendo a meno la persona cardine da cui nacque il progetto iniziale, e in assenza di una figura forte di proprieta’ che possa dare un imprinting per un futuro in alto. E’ questo il momento perfetto per un’uscita dignitosa e la chiusura di un progetto ventennale.

    La valutazione dell’asset potrebbe essere un problema nel caso in cui ci sia internamente un’attribuzione di valore piu’ alta di quanto il mercato sconti visti i pochi risultati ottenuti in campo europeo nel corso delle ultime due decadi, di solito utilizzato come fattore di crescita (team ad alta percentuale di vittorie nel triennio precedente alla vendita hanno valutazioni piu’ elevate di team in declino sportivamente parlando). Olimpia in campo europeo ha un valore netto in stallo se non in declino e questo giustificherebbe una sconto. C’e’ poi un problema di sovravalutazione dei ricavi da sponsorizzazione, inflazionati a bilancio per il trattamento effettivo di contributi in conto capitale (e dedotti a costo in fondazione e per Gruppo Armani), che coprono una realta’ di perdite effettive artificialmente gonfiando l’attivo.

    Ma quelli sono dettagli che i professionisti sanno come gestire se c’e’ intenzione e interesse. Per l’Olimpia a mio avviso sarebbe importante girare pagina e guardare al futuro, rischiando si ma dandosi una chance per fare il salto di qualita’ dal punto di vista sportivo, cha ancora manca almeno sullo stage europeo. E’ probabile che un investitore internazionale guardi all’europa come il vero metro di misura, e sconti LBA come un “terreno di allenamento” a priorita’ secondaria (sebbene comunque importante), che sarebbe un cambiamento sostanziale (e necessario) di mentalita’ per l’organizzazione.

    Opinione la mia forse poco popolare, ma penso sia ora tempo di cambiare e guardare avanti.

    1. Ciao Mauro e grazie per il PoV “losangelino”😉

      Tutti quel che hai scritto oltre ad essere molto interessante, come sempre, offro uno spunto diverso.

      Io sono ancora profondamente toccato dalla gravissima perdita di un personaggio e uomo a dir poco leggendario e, sinceramente, il tuo post è primo che mi riporta a parlare di basket e della mia Olimpia, scusa .. nostra Olimpia.

      Certo pensando a Bogoncelli e ad Armani lassù mi viene si da pensare a un finale stile star wars che qualcuno aveva parafrasato.. ma quello era un lieto fine e per ora io ho solo molta resistenza x la mancanza di Giorgio Armani per l’Italia per Milano per lo sport per il basket e per l’Olimpia.

      Non so quale possa essere il possibile futuro immediato o prossimo che sia, ma sono sicuro che la famiglia farà il bene e il meglio per un piccolo miracolo, fra i tanti, quale sia l’Olimpia facendo tesoro delle indicazioni e volontà del Sig Armani, così come solo un uomo di altri tempi x etica e morale avrebbe voluto

      Se in USA pensano che il lutto possa portare a scelte di cessione credo dovranno prima fare i conti con la famiglia che credo e penso amino l’Olimpia.

      Un salutone Mauro

      1. Verissimo quello che dici, come ho notato sotto in risposta @iellini.

        Non metto in dubbio ci siano aspetti “emozionali” a Milano per la simbologia di individuo e del gruppo e il rapporto stretto con la citta’.

        Non ho tra l’altro alcuna indicazione concreta che ci sia alcun interesse nei confronti dell’asset “Olimpia” da qui, troppo presto per dirlo e troppo fresca la notizia; e comunque per rispetto delle parti in causa chiunque farebbe passare del tempo prima di avanzare contatti. Niente che si muovera’ nell’immediato.

        L’idea finanziaria di fondo pero’ e’ che, almeno in termini di traiettoria media, le successioni sono momenti di discontinuita’ in controllo, e momenti di discontinuita’ aprono finestre e opportunita’ nel periodo decisionale, che di solito sono 12-18 mesi. E’ il contesto attuale di mercato e’ un contesto di crescita e di afflusso di capitali, il che generalmente crea contatti e offerte, se ci dovesse interesse alla vendita (sottolineo “se”).

        La mia opinione e’ totalmente priva di qualsiasi interpretazione o previsione su cosa Famiglia e CDA ritangano piu’ opportuno fare nel rispetto del volere e degli interessi di gruppo.

        Salutoni anche a te!

      2. Mauro come ben sai x me le opinioni sono sempre da rispettare e la tua come sempre è interessante e degna di lettura e considerazione.
        Io sono un po’ più sentimentale ed emotivamente coinvolto, ma sappiamo entrambi che quel che si certo che abbiamo perso una leggenda e nessuno conosce il futuro se non che continueremo ad amare l’Olimpia che fu del Bogos di Gabetti e di Armani ..

        Buon we sperando di vedere una bella italia sia nel calcio che nel basket .. ora mi faccio un giro al parco e dintorni a vedere clima F1 con Ferrari che promette bene anche se siamo solo alle libere .. e stanotte c’è Sinner .. che Laura’ che ghem semper de fa 🤣🤣🤣

    2. Vedi MauroC il paradigma che utilizzi ha criteri solamente economici e questi sono importanti ma non sempre aiutano a capire la realtà.

      Cosa succederà non sappiamo, io so solo che: 1- Armani si è tenuto il suo marchio benché si siano fatti avanti in molti per rilevarlo. 2- la scelta di rilevare l’Olimpia è stata una scelta di cuore non in base a criteri economici, legata alla morte del fratello e all’amore per la città di Milano 3- in prima fila alle partite c’era Armani e Dell’Orco sempre insieme
      4- i rapporti fra i due non erano solo d’affari ma c’era il sentimento di amicizia e condivisione. 5- Armani l’ha detto più volte che era tempo che stava lavorando alla sua successione e quindi avrà lasciato un “testamento”.

      Quindi come vedi la realtà può avere diverse narrazioni. Vedremo cosa succederà

      1. Non lo metto in dubbio, motivo per cui ho chiuso il post con il caveat di “opinione personale e impopolare”. Da ricordare, dammi un minimo di credito al riguardo, l’ho spesso ammesso come autocritica in ogni post che abbia mai scritto, culturalmente ho chiari svantaggi nel vedere le cose sotto una prospettiva di business differente da quella Italiana, per formazione e per avere vissuto lontano dal paese per ormai 30 anni.

        La mia non era tanto una previsione su quello che succedera’, non ho la palla di cristallo. Ma so che ci sara’ interesse di investimento da parte di terze parti straniere. Vero, come tu osservi, che la Famiglia potra’ sempre rifiutare e andare avanti tenendo il controllo. Quello non so prevederlo. Ma capitale in Europa sta arrivando da New York e dalla West Coast. Quello e’ un fatto che posso condividere con certezza da passate relazioni di lavoro con cui sono in contatto. Capitale nel senso di 5 bilioni di dillari di investimento in assets sportivi.

        A quello si connette la mia chiusura personale, su cui si puo’ chiaramente essere in disaccordo. Personalmente penso l’Olimpia abbia bisogno di prendere un percorso diverso per l’Europa e questa potrebbe essere l’opportunita’ e il momento. Lo dico da un punto di vista analitico/finanziario/sportivo, non da quello emotivo e umano. Ammetto su questi ultimi di non avere un granche’ in gioco in un senso o nell’altro, e’ corretto quello che dici che altri (incluso chi e’ attualmente in societa’) potrebbero valutare in modo piu’ ampio e con altri valori, su cui ammetto di aver poco da contribuire.

        Come vedi nessuna pretesa da parte mia, solo un’opinione come altre.

      2. Apprezzo la tua analisi che sviluppa un ragionamento serio in termini di business, ma credo che il caso Armani abbia anche aspetti diversi più legati ad un approccio magari provinciale ma che privilegia l’identità del marchio.

        Ma come dici tu non sappiamo le strade che verranno percorse.

        Per fare un paragone io preferivo il Milan di Berlusconi e l’Inter di Moratti a quelli attuali anche se capisco che la storia va in un altra direzione.

  2. Qualche annetto,non molti, e l’Olimpia si ritrova punto e a capo. Solo che non ci sono più i Giorgio Armani a salvarla. Ahimè, vedo fosco….

  3. Penso che nel breve periodo il futuro dell’Olimpia dipenda dalle ultime volontà di Giorgio Armani, e credo che la Fondazione provvederà a tenere costanti gli investimenti per almeno un biennio durante il quale, se ci saranno offerte, verranno prese in considerazione sempre nell’ottica di lasciare l’Olimpia in mani affidabili..

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