
Dan Peterson ha parlato della morte di Giorgio Armani sul QS. Ecco alcuni passaggi della bella intervista concessa a Sandro Pugliese.
«Per me è stato come il Leonardo da Vinci di questi tempi, l’italiano più famoso nel mondo, non solo nella moda, ma proprio in generale. Un genio del business, lo dimostra come tante case di moda si sono avviate verso la chiusura o la cessione in questi anni, mentre il gruppo Armani è sempre andato in crescita. Con grande saggezza ha saputo gestire tutto, nelle sue aziende, come anche nello sport. Il mondo ha perso un gigante».
«Sappiamo tutti cosa ha fatto per il basket in questi anni, forse solo lui davvero poteva riuscire a gestire un progetto ampio come è diventato quello dell’Olimpia. Non solo risultati importanti sul campo, ma ha voluto rendere l’Olimpia un progetto per tutta la città coinvolgendo i ragazzi e i cittadini a tutti i livelli».
«Quando ho fatto la prima partita era poco dopo capodanno e lui era ancora in vacanza. Poi la prima volta che ha potuto eravamo a Cremona ed è venuto a vedere la squadra. Parlava spesso con me, avevamo un rapporto diretto. Una presenza discreta, ma vera con la squadra, era davvero vicino».
«Tante volte lo abbiamo visto al Forum seguire la sua squadra in tutti questi anni. Qualsiasi fosse il punteggio, anche nelle partite peggiori, rimaneva sempre fino alla fine della gara, senza andar via anticipatamente o stizzito. Come a dire, “ragazzi non preoccupatevi, io ci sono sempre, quando va tutto bene, ma anche nelle difficoltà, sono con voi”. Valori che non sono scontati, ma che fanno la differenza».


Due miti assoluti