
Il Foglio oggi in edicola dedica un’intervista, a firma Umberto Zapelloni, a Simone Fontecchio. Il titolo è: «Fontecchio mentality per l’Italbasket».
In questo contesto, l’autore dell’articolo prende spunto da questa dichiarazione dello stesso giocatore: «In Italia ci sono due squadre in Eurolega, se non si trova spazio andate all’estero dove vi fanno giocare», per scrivere: «Lui sognava di farlo a Milano, con Repesa aveva trovato anche un buon minutaggio, poi è arrivato Messina e il panorama è cambiato. È dovuto andare a cercare minuti lontano anche se in allenamento i suoi compagni gli chiedevano: “Ma perché non ti fa giocare?”. Messina, qualche tempo dopo, ha serenamente ammesso l’errore».
Simone Fontecchio è arrivato a Milano nel 2016, quando coach di Olimpia Milano era Jasmin Repesa. In quella stagione non trova molto spazio, giocando 28 gare in LBA e 10 in EuroLeague, con il formato a girone unico a 16 squadre.
Nella stagione successiva il tecnico non è Ettore Messina, ovviamente, ma Simone Pianigiani. E’ qui che lo spazio per Fontecchio scende sensibilmente, tanto che a dicembre passa in prestito alla Vanoli Cremona.
Nel 2018-2019 è di nuovo in Olimpia Milano, sempre con Simone Pianigiani allenatore. La situazione non cambia, solo 4 le gare in EuroLeague per Fontecchio. Nell’estate successiva, all’arrivo di Ettore Messina, il giocatore ha contratto scaduto e va alla Pallacanestro Reggiana. Un anno dopo lascia l’Italia, senza mai essere stato allenato da Ettore Messina quindi.
Che tre anni dopo commenterà, con grande onestà (come, in questo caso, riporta anche l’articolo de Il Foglio): «Evidentemente qui non è stato abbastanza aiutato nel suo percorso, e nella lista mi ci metto anche io. Quando nel 2020 parlammo, nella mia testa non credevo di potergli concedere più di 5’, 10’, visto che c’erano Micov o Brooks.
In primo luogo io, dovevo dare magari meno minuti a Micov o Brooks e mandare in campo Simone Fontecchio. Credetti di agire nel suo interesse dicendogli questo. Lui scelse Berlino ed esplose».
Simone Fontecchio ha ricordato lui stesso come andarono le cose allora: «Quando sono arrivato all’Olimpia c’era chi credeva in me: Jasmin Repesa. Nel primo anno a Milano ho avuto spazio, poi lui se n’è andato ed è cambiato tutto. Ma forse io ero troppo giovane».
E in merito alle parole di Ettore Messina: «Ero molto giovane, avevo bisogno di maturare, e decisi di farlo altrove. Alla fine, visto il mio percorso, la scelta è stata giusta».
Insomma, Simone Fontecchio e Ettore Messina si sono solo sfiorati. Il coach biancorosso non ha mai allenato il leader offensivo di Italbasket, solo ne ha valutato in quel momento il rendimento potenziale in Olimpia Milano, accettando di buon grando la sua uscita.

beh già uno che prima di allenarlo pensa di non potergli dare piu’ di tot minuti la dice lunga sulla sua idea dei giovani
Pianigiani è stato l’artefice dell’addio di Fontecchio, senza se e senza ma…
Neanche Messina è esente da colpe come da lui stesso ammesso.