Olimpia Milano, la classifica del dolore. La Flop 5 dell’era Armani

Alessandro Maggi 6

L’Olimpia Milano dell’era Armani è una storia di trionfi, ma anche di cocenti delusioni. Ecco la Flop 5, ovvero la classifica del dolore

Olimpia Milano Flop

L’Olimpia Milano dell’era Armani è una storia di trionfi, ma anche di cocenti delusioni. Nell’ultima LIVE di RadioRealOlimpia ci siamo chiesti quale sia stato il più grande fallimento dal 2008 ad oggi.

Andiamo quindi con la nostra personalissima classifica. Molto discutibile, ma comunque un primo spunto di analisi per tutti voi. Andiamo a scoprirla insieme.

Scorri in fondo per cambiare pagina e proseguire nella lettura

6 thoughts on “Olimpia Milano, la classifica del dolore. La Flop 5 dell’era Armani

  1. Bel post, con lo scopo evidente di annacquare la serie di flop ripetuti e ancora caldi del nostro eroe!

  2. Il solo fatto che questo presunto dolore si riferisca alla sola LBA, la dice lunga su quelle che secondo questo forum sono le priorità dell’Olimpia by Armani.

    Nel frattempo nessuna Eurolega è stata vinta. Che cosa importa vincere ventordici, 33, o quarcinque scudetti. Davvero frega a qualcuno?

    La classifica del dolore dell?Olimpia Milano by Armani dovrebbe limitarsi all’unica competizione importante per le Scarpette Rosse. L’Eurolega. E ci sarebbe da piangere lacrime amare per ogni anno dell’era Armani, dato che di Eurolega il mitico GA non ne ha vinta una che fosse una.

  3. Un’era cbe puo’ essere “salvata” (nell’immagine ma non in sostanza) per effetto della progressiva involuzione del campionato LBA con varie storie di fallimenti societari, buchi di bilancio, assenza di capacita’ di investimento e regressione tecnica che ha creato solchi fra chi puo’ spendere un minimo e chi no.

    Ma nulla cbe possa essere considerato “glorioso”. Al contrario.

    Olimpia Milano ancora viene pero’ considerata nel settore come uno dei club europei piu’ “gloriosi”, beneficiando delle vere imprese fatte in un lontano passato dove di soldi ce n’erano Pochi ma c’era carattere da vendere. Immagine pero’ che Va scemando, la gloria ormai troppo lontana nel tempo (30 e passa anni cominciano a essere tanti)

    L’era Armani e’ stata Un’era commerciale e di Marketing, ma poco rilevante dal punto di visto competitivo, quello che conta almeno.

    1. Ciao Mauro, la tua analisi non è storicamente del tutto esatta.

      La Milano Armani ha cominciato e continuato con un fragile crescendo, debole, ma costante.
      Quando in campo c’erano i Mordente e company, insieme a stranieri improbabili, nel senso di nomi gloriosi di facciata, ma piuttosto tenui in campo, tranne un Borousis, mi viene in mente, eppure avendo visto l’orlo del baratro, si era contenti di tifare, di esserci anche se i risultati non erano esattamente promettenti, eppure si vedeva uno sforzo, un impegno, anche di fronte a un’impossibilità evidente, anche se al Forum non eravamo nemmeno 4.000-
      Però era bello lo stesso!

      Eppure oh, quelli non mollavano. Non so, seguirli era interessante, perché qualcosa poteva sempre succedere.

      Poi il primo scudetto, di un’importanza immensa, perché segnava il ritorno di Milano, il gigante Siena battuto in una battaglia strenua, The Shot!
      Tutto il Forum che scende in campo e Armani in persona che incurante dei rischi di troppo amore, fende la folla per raggiungere l’altro lato del parquet, dove si consegnano i premi.
      Un delirio.

      Poi arriva Messina, dopo un paio di stagioni promettenti ma sfortunate di Pianigiani, arriva Messina e si capisce che facciamo sul serio, le aspettative sono enormi: non ci si contenta più dell’impegno, con lui, si aspettano risultati e di prestigio.
      Il suo discorso d’arrivo è meraviglioso, non so quante volte l’ho riascoltato.
      Che tonto, io.
      E arrivano i primi risultati.
      Con un favoloso Chacho e la sua truppa.

      Tutto sembra allinearsi, ma il Chacho va via – perché vuole vincere, perché non crede che a Milano si possa farlo? Perché di basket ne capisce più di noi, forse… – e va via anche l’altro fondamentale play maker, con tutto il rispetto per Baiesi che non crede più alla parola play maker, beato lui, poveri noi.
      Tutto sembrava allinearsi e quella Milano e quel Messina avrebbero potuto ancora attrarre a Milano l’Europa premium dei giocatori, a saperli scegliere.
      Ma non è facile, e infatti niente si è più allineato.
      E Messina non è andato, è rimasto.

      La scintilla quindi c’è stata, ed è stata pure buona, il mio tifo aveva raggiunto un livello di fede, certo, nel Chacho, e poi come sabbia tra le dita, è sfumato il sogno, il crederci, l’abbonamento, quel senso di sport e di competizione vera che ci faceva affezionare alla squadra anche quando il nostro centro era il grandissimo, per quei tempi, Mason Rocca… !

      Adesso siamo ad aspettare l’acqua che scorra nei Navigli, senza credere più in niente, ingolfati di retorica, spernacchiati da uno che sa di essere intoccabile, e che ci dice che il livello europeo non è per noi!
      E Armani, un po’ invecchiato, non ha comunque più folle da fendere.

      E che fiducia possiamo avere in uno che dopo gli innumerevoli errori, s’è preso un vecchietto come Caseur, onorabile, ma sfiancato, che correndo in contropiede s’è azzoppato da solo, come succede troppo spesso da noi che al doppio della sua età, ancora ci ostiniamo a giocare per la birretta finale, in orari indecenti, ma indecenti soprattutto per le mogli , meno per noi 😄

Comments are closed.

Next Post

Il Piccolo titola: "Tonut aspetta". La situazione

Pe ritrovare l’Olimpia Milano in rassegna stampa bisogna andare in data odierna su Il Piccolo, che titola: «Tonut aspetta»
Olimpia Milano post Brescia, pre Trento

Iscriviti