
Un uomo Olimpia. Un uomo speciale. Nella miriade di voci di mercato, e rabbie popolari per la fine prematura della corsa playoff, il mondo biancorosso si è fermato per salutare Mario Fioretti.
Mario Fioretti a LBATV: Una cosa che toglierei a Milano? Una cosa non basta
Mario Fioretti ha parlato a LBATV con Max Menetti prima della palla a due di Olimpia Milano-Derthona, finale delle Frecciarossa Final Eight 2026
Mario Fioretti: Dovremo essere più lucidi e performanti contro Milano
Mario Fioretti si prepara ad una finale da ex contro Olimpia Milano dopo la grande impresa della sua Derthona con la Virtus Bologna
Non poteva essere altrimenti per chi ha messo piede per la prima volta nel club nel 2003, uscendo come sempre in punta di piedi 22 anni dopo. In uno scorrere infinito di ricordi, Mario è la figura che in silenzio ha lavorato al fianco di Attilio Caja, Lino Lardo, Sasha Djordjevic, Zare Markovski, Piero Bucchi, Dan Peterson, Sergio Scariolo, Luca Banchi, Jasmin Repesa, Simone Pianigiani e Ettore Messina.
Dall’Olimpia Milano crepuscolare di inizio millennio a quella scintillante di ambizione dell’era Armani, con un passaggio in Nazionale. Mario Fioretti ha visto tutto, ha vissuto tutto sulla sua pelle. Ha conosciuto l’attesa e il trionfo, la crescita e la rivoluzione, la sconfitta e la vittoria, da favorito e da sfavorito.
Il mondo è cambiato, anche per lui («da quando sono entrato qua dentro mi sono sposato, le mie figlie sono nate che lavoravo già qua dentro»), sempre con quello stemma sopra il capo. Che ha sentito suo, e suo è stato ed è, sin nel profondo.
Mario Fioretti è il “Mister Olimpia” contemporaneo, e mai tributo sarà all’altezza del lascito. Dan Peterson, dell’allievo di Bobby Knight, disse: «E’ lo Spielberg del basket» per la sua capacità di assemblare i video post-gara.
Nel dicembre 2022, dopo la clamorosa rimonta con il Monaco in EuroLeague con lui in panchina, Ettore Messina pubblica una foto del suo assistente con la scritta: «The Goat». Proprio il coach-presidente lo volle al suo fianco davanti ai giornalisti dopo la conquista delle Final Four 2021, e ancora nel dopogara nefasto con la Virtus dello scorso fine settimana disse: «Eravamo in questa sala stampa insieme, quando siamo tornati alle Final Four per testimoniare il suo lavoro. Ha finalmente un’occasione importante, siamo contenti per lui, ma siamo tristi perché va via un pezzo di storia del club. Sono sicuro farà bene».
E per lui anche Leo Dell’Orco, presidente di Olimpia Milano, ha preso la parola: « Il dispiacere per la partenza di un autentico uomo Olimpia come Mario Fioretti è compensata dall’orgoglio che proviamo come società nell’assistere alla sua ascesa al ruolo di capo allenatore di un ambizioso club di Serie A. Siamo felici che abbia l’opportunità che si merita e di averlo accompagnato nel suo percorso. Mario non sarà mai un avversario, resterà sempre uno della famiglia Olimpia».
Mario Fioretti, l’uomo Olimpia, un uomo speciale. Le bandiere non si ammainano, continuano a sventolare. Buona fortuna coach.


Ma se era veramente così speciale perché lo hanno lasciato andare via?
Normalmente qualsiasi azienda ben amministrata cerca di trattenere i migliori elementi che ha,se Dell’Orco non si e’ limitato alle solite frasi di circostanza che si usano in questi casi e credeva seriamente a quello che ha detto pubblicamente,fare andare altrove questo novello Pat Riley de noantri sarebbe stata l’ennesima boiata che segue le numerosissime già viste sul fronte giocatori.
Quanto alle parole di Messina lasciano il tempo che trovano,se lo,riteneva veramente così in gamba sarà ben contento oggi di essersi tolto di casa un potenziale aspirante al suo trono .
Avanti così,gli asini restano in casa,i purosangue ( o presunti tali )a pascolare altrove…
Magari fa un anno la e poi torna qua da 1, chi lo puo’ sapere
Per me è stato Fioretti a volersene andare dopo aver capito che con Messina non ci sarebbe stato spazio per lui da head coach. Forse cercava nuovi stimoli, e la società non ti può bloccare se hai una chanche da head coach altrove dopo una vita in Olimpia.
Io ho la massima stima di Fioretti, anche solo per aver sopportato Ettore Messina per 6 anni. Non dev’essere facile.