Olimpia Milano, la parola d’ordine è “non oggi”: è il tempo di crederci, insieme

Ore 20.45, Forum di Assago. Olimpia Milano-Virtus Bologna. Dentro o fuori. Non serve aggiungere altro per spiegare il peso della serata che ci aspetta

Olimpia Milano

Ore 20.45, Forum di Assago. Olimpia Milano-Virtus Bologna. Dentro o fuori. Non serve aggiungere altro per spiegare il peso della serata che ci aspetta. Non è solo una partita. È la resa dei conti di una semifinale scudetto che ha già scritto pagine di tensione, errori, orgoglio e speranze. Ma il verdetto, quello vero, arriva oggi.

L’Olimpia è spalle al muro. Se perde, la stagione finisce qui. Se vince, si guadagna il diritto di provarci ancora, portando la serie a gara-5. In trasferta, sì. In salita, certo. Ma viva. E questo, stasera, è tutto ciò che conta.

Non è il momento delle analisi fredde, delle sentenze o delle polemiche. Oggi si sta uniti. Il Forum deve essere un fortino, un muro di passione, una voce sola per spingere i ragazzi in maglia biancorossa. Perché la Virtus è il rivale storico, quello che fa battere il cuore più forte, quello che accende ricordi e rivalità antiche. Ma proprio per questo, non si può mollare.

Si parte dalle cose semplici, quelle che dovrebbero essere proprie del gioco: difendere con rabbia, controllare i rimbalzi, attaccare con pazienza, scegliere bene i tiri, punire le debolezze dell’avversario. Serve concentrazione, organizzazione, ma soprattutto voglia. Quella che non deve mancare mai quando la posta in palio è il diritto a continuare a lottare.

Nikola Mirotic lo sa. Potrebbe essere la sua ultima notte in biancorosso prima del passaggio al Monaco. E nessuno vuole che finisca così, nell’ombra di una semifinale interrotta troppo presto. Milano si aspetta una gara da leader, da fuoriclasse, da Mirotic. Come ci si aspetta il cuore di Zach LeDay, definito da Pippo Ricci il “supereroe” della squadra, ma che nelle ultime uscite ha vissuto troppi alti e bassi. E poi Shavon Shields, il campione silenzioso, l’anima delle tre Milano scudettate. Uno che sa come si fa. Uno da seguire.

La Virtus farà la sua parte, con tutto il talento e la fame che la contraddistinguono. Ma oggi non si guarda al nero degli altri, si guarda al rosso e bianco che abbiamo dentro. All’orgoglio Olimpia. Alla maglia che rappresenta una città intera, un’identità cestistica. Non oggi è la parola d’ordine. Non oggi ci si arrende. Non oggi si molla.

Il Forum deve diventare una sola voce. Una sola spinta. Un’unica energia. Perché oggi non si gioca solo una semifinale. Oggi si gioca la possibilità di credere ancora. Insieme.

6 thoughts on “Olimpia Milano, la parola d’ordine è “non oggi”: è il tempo di crederci, insieme

  1. Condivido il senso dell’articolo,rinviamo le discussioni e le inevitabili polemiche a domani o più in là,la Virtus ha ribaltato con grande merito il trend della serie ma i giochi non sono ancora chiusi e noi potremmo sbancare nuovamente Bologna.

    Quanto a stasera noi vinceremo (e non di poco) e questo accrescerebbe ancor di più il rammarico per avergli lasciato l’ultimo jolly in mano.

    Di rivincere il titoletto mi importa relativamente ma uscire con Bologna sarebbe veramente un qualcosa di assolutamente inaccettabile.

  2. me la segno vinceremo e non di poco…sa tanto di gufata……qusi quasi proverei gillespie….

    1. Dopo gara 2 erano in molti a dare la serie finita 3 a 1 per l’Olimpia. Io ho fatto gli scongiuri, ma non sono serviti.

    2. Anch’io con questo caseur e Bolmaro .. ma con questo mannion Bolmaro serve

      Un saluto e forza Olimpia

  3. Shavon Shields è da seguire se non tiene la palla per 20 secondi come fa spesso.

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