
L’Olimpia Milano stacca il pass per le semifinali scudetto chiudendo la serie contro Trento sul 3-1, e lo fa grazie a una prova maiuscola di Leandro Bolmaro, protagonista assoluto della decisiva gara-4. L’argentino ha brillato con 17 punti in 22 minuti, frutto di un eccellente 6/7 da due, 1/2 da tre e 2/2 ai liberi, accompagnati da 3 rimbalzi, 2 recuperi, un assist e un’efficienza complessiva di 20.
Una risposta importante da parte di Bolmaro, che dopo la frattura alle ossa nasali rimediata il 3 aprile in allenamento, aveva trovato poco spazio in campo: appena sei presenze in Serie A e l’esclusione per turnover in gara-1 contro Trento. Il suo ritorno in rotazione è coinciso con l’infortunio di Josh Nebo, ma ora il suo contributo appare determinante.
Quella contro Trento è stata la sua migliore prestazione stagionale per minutaggio dal 31 marzo e la seconda in doppia cifra dopo i 10 punti messi a referto contro Scafati. Ma soprattutto, Bolmaro è stato parte del quintetto (insieme a Flaccadori, Brooks, Shields e Ricci) che ha cambiato il volto della partita, guidando Milano alla vittoria in un quarto finale giocato con grande intensità.
Le parole di Ettore Messina a fine gara hanno sottolineato l’importanza del suo apporto: «Una volta andati sotto di 1, abbiamo giocato un quarto di enorme cuore guidati da Shields e Bolmaro, poi gli altri sono andati dietro. Una partita che sembrava non riuscissimo a portarla a casa, ma ci siamo riusciti. Siamo contenti di aver superato una difficile eliminatoria».
Con Nico Mannion ancora in difficoltà e Neno Dimitrijevic fuori rosa, il ruolo di Bolmaro nella serie di semifinale (che vedrà Milano affrontare la vincente tra Virtus Bologna e Reyer Venezia, in gara-5 domani sera) potrebbe diventare centrale. La fiducia acquisita in gara-4 è un segnale forte per il finale di stagione.
