Olimpia Milano post Trento | Vincere senza sorridere. Nebo cambia tutto

Alessandro Maggi 4

Olimpia Milano post Trento, e uno. Subito sovvertito il fattore campo, ma non era tanto questo il tema della serie

Olimpia Milano post Trento

Olimpia Milano post Trento, e uno. Subito sovvertito il fattore campo, ma non era tanto questo il tema della serie. 

La squadra entra bene nel confronto, interpretando meglio il finale, con Mirotic a sporcare due rimbalzi chiave e LeDay a piazzare una tripla importante. Manca freddezza dalla lunetta, e Cale ha comunque una ghiotta occasione per il pareggio.

Ettore Messina sorprende con la scelta iniziale, Leandro Bolmaro fuori. E sulla singola gara ha ragione, visto l’ottimo ingresso di Diego Flaccadori. L’ex di serata è il primo a capire la semplice regola della sfida: attaccare in uno contro uno.

Quello che nel primo, nel terzo e nel quarto quarto praticamente non fa Nico Mannion. Lo salva il secondo parziale, in un confronto con Quinn Ellis che premia il giocatore di Paolo Galbiati.

Con lui il sistema difensivo dei padroni di casa è altra cosa. Siamo probabilmente di fronte a qualcosa di speciale per atletismo, personalità, capacità di stare in campo al massimo livello. I biancorossi lo attendono con fiducia per la prossima stagione.

Ma, intanto, c’è questa da chiudere con onore. Bene il risultato, che arriva con il 5/23 da 3, con la coppia LeDay-Mirotic “nella normalità” (per quanto decisiva), e con la difesa che Ettore Messina inseguiva da mesi.

Male il 18-4 di avvio, e qui viene da chiedersi su cosa si lavori da mesi se, all’ingresso in campo, la figura è sempre la medesima. Male Shavon Shields, quasi svogliato, per quanto abile nel conquistarsi un rimbalzo offensivo importante nel finale.

Male Josh Nebo. E parliamo del suo stop. Perché il centro ex Maccabi, nonostante il pessimo avvio di squadra, è il giocatore che cambia totalmente la partita. Sporcando ogni rimbalzo, quindi imponendo la sua fisicità che non permettendo a Trento di innescare la transizione. 

Selom Mawugbe, nel confronto, ne esce quasi a pezzi ma… dal campo a uscire è Josh Nebo. Per lui la serie potrebbe essere finita qui, mentre Trento rischia di salutare Zukauskas, restando con i soli Bayehe e Mawugbe come lunghi. Se Atene piange, Sparta non ride.

4 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | Vincere senza sorridere. Nebo cambia tutto

  1. “Con lui (Ellis) il sistema difensivo dei padroni di casa è altra cosa. Siamo probabilmente di fronte a qualcosa di speciale per atletismo, personalità, capacità di stare in campo al massimo livello. I biancorossi lo attendono con fiducia per la prossima stagione.”

    Non capisco il senso di montare un giovane di belle speranze che ancora non ha dimostrato nulla. E poi mi chiedo se ha veramente visto la partita.
    Che si scrive pur di magnificare Messina.

  2. Su Ellis, non sono stato favorevolmente colpito per nulla dalla sua prova (non so e ancor meno capisco cosa ci abbia visto Maggi di buono), che sia in arrivo non mi conforta per nulla

    Della partita mi è piaciuta l’intensità (veramente da playoff); detto questo abbiamo giocato male, ma Trento nel secondo tempo ci ha superato (in condotta scellerata), mentre noi, seppur a marcia indietro, li abbiamo superati; nulla di esaltante ovviamente, visto anche come, l’unica nota positiva del match, alla fine è risultata stonata (sto parlando di Nebo)

    Portiamo quindi a casa una vittoria importante, ma, l’infortunio di Josh, la prova deprimente di Shields e la mano quadra del team nelle triple, non ci fanno sorridere più di tanto

    Questo turno con una Trento così insipida lo passeremo, con la Virtus avremo bisogno di un altro Shields, di un Mirotic che oltre a battersi bene come ieri la butti anche dentro e di Nebo che, seppur nel deserto di idee che il nostro playmaking sa offrire, in LBA fa la differenza

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