La Visione del Guazz – Sette domande a Ettore Messina

guazzoni 16

Caro Ettore,

sono contento che tu abbia nuovamente incassato la fiducia della proprietà in vista della prossima stagione. Resto convinto che alternative reali migliori di te non ce ne siano per il progetto Milano, quindi meglio andare avanti con il noto che sperare nell’ignoto.

Non sono affatto contento invece di quanto è accaduto finora in stagione, per quanto ho visto in campo, per quanto percepito fuori e perché l’ennesimo scudetto – questa volta – non potrebbe regalare la piena sufficienza. E vediamo poi se arriverà, visto che vedo una squadra in ‘modalità 104’ quando la palla pesa un pochino. Almeno apprezzo che per l’ultima con il Baskonia abbiamo già tagliato i rami secchi e messo in campo gli italiani che serviranno ai playoff.

E per tre mesi mi sono anche divertito. Sei andato contro i tuoi dogmi, hai lasciato andare a briglia sciolta i giocatori, hai offerto una bella pallacanestro (contro i miei canoni) con scalpi importanti e gare impressionanti. Ma le ultime settimane sono state troppo dura da accettare: non competere è una cosa inaccettabile per me, figurarsi per te. Abbiamo chiuso 17-17, ma per il terzo anno in fila siamo dodicesimi.

Allora, già che ci siamo, ti pongo sette domande che mi frullano in testa da un po’. Domande che secondo me rappresentano parte dei problemi avuti in questi tre anni. Perché, dopo 6 stagione, penso che conosciamo il tuo modus operandi, le tue peculiarità, le tue necessità e le tue convizioni.

  1. Perché iniziare sempre la stagione con già 15 elementi a roster? Dopo due mesi, due italiani sono già desaparecidos e due stranieri sono già in difficoltà emotiva facendo dentro e fuori le rotazioni tra Eurolega e campionato. E questo inoltre toglie la possibilità di intervenire “duro” durante la stagione con i vari Nunn/Loyd/Theis/etc.
  2. Perché vidimare acquisti mediocri? Non parlo di Pangos che era probabilmente la miglior scelta possibile in quel momento, parlo dei vari Poythress, McCormack, Lo, McGruder, Valentine, Mitrou-Long, etc. Giocatori di 30 anni – o giù lì – che sai bene sono quel giocatore ‘nella norma’ che non aggiunge molto al contesto.
  3. Perché vidimare acquisti di giocatori assolutamente non pronti e tutti da sviluppare – condizione necessaria è permettere a loro di sbagliare ma Milano per i suoi obiettivi non se lo può permettere – o comunque completamente fuori contesto? I Kamagate, i McCormack, etc… Gente fuori dal progetto, se va bene, dopo la Supercoppa. Si chiamano ‘tassa Cory Jefferson’: e per la tua Milano questo, a mio avviso, è imperdonabile.
  4. Perché non informarsi sui giocatori che arrivano? Ed è la cosa che mi manda più ai matti di tutte forse. Perché che Dimitrijevic fosse un giocatore molle di carattere, non un infaticabile lavoratore, una testa un po’ così lo sapeva qualunque addetto ai lavori. Per referenze: chiedere a Valencia, ai locali notturni di Valencia, alle ragazze di Valencia. E quante possibilità c’erano che uno così potesse integrarsi con il tuo ‘tough love’? Meno di zero. Ma noi no, firmarlo come playmaker titolare, in un ruolo dove sei leader o sei inutile. Risultato: in 6 mesi una buona partita (finale di Supercoppa), un buono spezzone (a Baskonia), il resto mandare la posta in via Olgettina dove c’è la sede dell’Amsa.
  5. Perchè non investire su handler di assoluto affidamento, un vecchio lupo di mare? Costano, lo so. Ma alla fine vincono Sloukas/Nunn, Rodriguez/Llull, Larkin/Micic… Iniziare la stagione con Dimitrijevic e Bolmaro (che mi piace anche come giocatore ma è un Hall, non è un Chacho) ha segnato la fine delle ambizioni. E rischia di succedere lo stesso tra un anno se arriverà Ellis al posto del macedone.
  6. Perché continuare con la stessa struttura societaria se i risultati europei sono così insoddisfacenti? E’ chiaro che dove un tempo arrivavano le intuizioni Punter, LeDay, Hall, oggi invece non ci sono gli stessi guizzi. Io non chiedo la testa di nessuno ma almeno integrazioni di competenza, affidarsi a qualcuno che abbia capito i problemi canonici di questo progetto.
  7. Perché Milano da tre anni ha più infortuni dell’esercito ucraino? Again: io non chiedo la testa di nessuno, siano preparatori, medici, fisioterapisti ma è evidente che qualcuno abbia responsabilità nel metodo. E, ripeto, se non si vogliono legittimanente cambiare le persone, almeno si cambi il metodo.

16 thoughts on “La Visione del Guazz – Sette domande a Ettore Messina

  1. @Maggi, complimenti per la guazzesca sceneggiata napoletana di cui sei stato regista. Abbiamo avuto l’ennesima conferma, che non siete liberi di pensiero, ma ……molto ma proprio tanto vogliamo dire …..sponsorizzati…( grandissimo eufemismo)….Ognuno fa ‘ quel che può Buona fortuna !!!!!

    1. Grande….meglio restare con il noto…mai cambiare la strada che in tre anni con spesa per 100 milioni non è mai arrivata in post season….. perché prendere un giovane allenatore con idee nuove molto più aderenti al nuovo basket….di fatto alleni una squadra americana….vedi Paris….prende Thiago Splitter….ci sono tanti allenatori al momento meglio di Messina….altrimenti potremmo chiamare Gamba o Recalcati che hanno vinto una medaglia….

  2. Si sono reconciliati nel nome del pobo. Non ho mai visto giornalisti o pseudo giornalisti così pavidi. Ma pensi di far carriera in sto modo?

  3. Che ci siano alternative migliori puo’ darsi ma e’ inutile domandarselo ogi dopo l’ulteriore investitura di Armani a Messina. E’ solo perdita di tempo. Trovo invece che le domande siano lecite e colgano il punto. Con 3 giocatori l’Afrmani odierna sarebbe nelle prime 6 forse nelle prime 4: 1 play guardia di personalita’ e anche un po’ di fisico (fra i non fisicati solo Short sarebbe acettabile per me) una guardia bivalente forte al tiro e magari bella da vedere come Brooks ma anche capace di difendere come Hall. Un’ala-centro alternativa a Nebo Le Day Mirotic. Con 3 cosi’ cambi il mondo. Due li avevamo ed erano “fra i migliori del ruolo” cioe’ Hall e Melli e li dovevamo far convivere con Le Day Mirotic e Nebo (Melli) e con Brooks Bolmaro Tonut (Hall). Il Play mancava dopo Chacho. Ne abbiamo preso di egoisti come Napier ma secondo me serviva di meglio nel senso caratteriale. Cerchiamo quelli che possano reaslmente sostituire Chacho Melli e anche Hall ed abbiamo una delle 4-6 migliori d’Europa.

    1. Quindi se dovessimo:
      sostituire il Chacho, magari con Sloukas,
      poi una guardia bivalente forte al tiro e magari bella da vedere come Brooks ma anche capace di difendere come Hall,
      facciamo Punter,
      un’ala centro, magari Toko,
      e poi facessimo tornare Hall e Melli,
      anch’io sono d’accordo che potremmo andare alle F4.
      Secondo me, c’è un qualche problema nel realizzare questo piano.
      E il primo problema è quello di convicerli a venire a Milano.

      Magari la realtà è che forse dovremmo iniziare a preoccuparci di tenere quelli buoni …

      Quella di ieri potrebbe essere stata l’ultima di Nikola in EL, per Milano.
      Quest’anno si +è sbatuto come non mai in carriera, per finire 11^. Siamo così sicuri che gli ultimi anni li voglia passare qui a battere Brescia e Trento ?

  4. Tagliare i rami secchi (giocatori) e’ utile per salvare e rinvigorire l’albero, ma in questo caso era meglio tagliare “l’albero (allenatore) decotto e sorpassato. In questi anni l’allenatore ha tagliato così tanti rami secchi che se avevamo tagliato lui avremmo sicuramente risparmiato “denari” per acquistare un top player e forse avremmo fatto risultati migliori.

  5. Ottimo articolo Guazz! Finalmente hai evitato i luoghi comuni degli ultimi interventi e sei andato al nocciolo delle questioni senza andare sopra le righe.
    Forse non ci risponderà ma il POBE è uomo d’onore e secondo me, sicuramente prenderà in considerazione le tue domande.

  6. “Articolo” con più fallacie logiche di un intervento di Orsini. Anche costui è finito ostaggio del personaggio che si è creato su questo blog però bella e soprattutto originale l’idea dei numerini: piccoli Carletto Fabbricatore crescono. (Quello però se non altro ha il dono della sintesi ).❤️❤️❤️

  7. Per andare ai play off bastava sostituire Nebo.
    Certo avessimo preso uno tra Calathes, Carsen Edwards o anche solo tenuto Napier, probabilmente potevamo anche permetterci il lusso di avere un cesso come Gillespie sotto le plance

  8. Dio esiste!

    Lo pensavamo perso nella sua versione “ ufficiale “mentre come un Giano bifronte il nostro Napiero Guazzoni riappare d’incanto dopo una gloriosa vittoria e pontifica di nuovo bizzarre teorie baskettofile in tutte le salse nei confronti di questa infima suburra.

    Lo ringraziamo sommessamente di tutto questo e gli auguriamo certo lunga vita ma ci viene il sincero dubbio che dietro questa aurea di augusta divinità si nasconda in realtà solo un buffoncello codardo sparito con la coda tra le gambe dopo la disfatta di Bologna.

    Quanto alla redazione che la finisca una buona volta di mandarlo avanti pervicacemente come il buon Ciccio dei fratelli De Rege.

    Il dubbio che questo personaggetto non sia del tutto presente a se stesso ce lo fornisce già nella sua versione ufficiosa ( Napiero),continuare ad infierire su di lui esortandolo a scrivere certi pezzi strampalati,ad ancor peggio pubblicarli,non vi da tutto questo lustro.

    Trovate voi il coraggio di scrivere queste fregnacce in prima persona ,assumetevi voi questa responsabilità davanti a tutti ,troppo comodo continuare a servirsi di questo Arlecchino de noantri…

  9. Mamma mia, un Guazz super moderato nei toni delle critiche, quanto sperticato in passato (anche se andiamo molto in la nel tempo) negli elogi e nelle lodi al suo pastore

    Bella quella su Dimitrijevic, la sua scarsa attitudine al lavoro, ma non per le ragazze di Valencia…..approposito, Guazz, ma ce l’avevi mai fatto sapere su queste colonne?…..e se tu lo sapevi, non potevi avvertire Messina?

    Però citare Nunn o quelli del suo livello è veramente uno sgarbo eccessivo nei confronti di Napieeeero e delle scarse, per il livello top, risorse societarie

    Da fedele scudiero, Guazz rimane comunque fedele al suo pastore, andando per illustri, ma non confacenti, citazioni; lui, il Guazz, dopo tre anni dimmerda preferisce farne un quarto (anno) dimmerda, perché l’alternativa a lui era……L’IGNOTO!!!!!

    Con affetto: ma va a ciapa’ i ratt !!

  10. Il primo paragrafo basta e avanza…..

    “contento che tu abbia nuovamente incassato la fiducia della proprietà”
    “convinto che alternative reali migliori di te non ce ne siano per il progetto Milano”
    “meglio andare avanti con il noto che sperare nell’ignoto”.

    Non ho parole.

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