
Olimpia Milano post Barcellona. E’ stato un disastro, come un disastro sono state le gare con Fenerbahce, Paris e Real Madrid. Quando non sei davvero in partita per più di una decina di minuti, quando non hai niente da dare se non una mezza rimonta tardiva quando l’avversario alza il piede dall’acceleratore, non si può parlare d’altro.
E diventa difficile quando negli ultimi tre anni non sei riuscito ad andare alla post-season. Come solo ASVEL ed Alba. Non è ancora tempo di processi, per quelli attendiamo la matematica, ma ci portiamo avanti. D’altronde delle squadre con 18 vittorie hai scontro diretto a favore con Barcellona e Stella Rossa (che gioca oggi con il Real), di quelle a 17 solo con il Madrid. E qualcuna questa sera può allungare, o allungherà.
Ma, per i processi, c’è tempo. Non tanto, ma c’è. Parliamo di ieri sera? La domanda iniziale era se questa squadra avesse qualcosa ancora da dare in questo contesto. La risposta è stata un “no” secco.
Il Barcellona non era falcidiato dalle assenze, di più. Quando Milano ha messo la testa avanti sono bastati i centimetri di Fall per ricacciarla indietro. Poi Brizuela e Sarr, le seconde se non terze linee, hanno tirato fuori la bara, e Punter ci ha messo i chiodi buttandola nella fossa.
Ovviamente complimenti a Dame, ha un futuro importante davanti, speriamo non si perda in NCAA, perchè è già a tutti gli effetti pronto per il professionismo vero. Tornando all’Olimpia, la sensazione passata ieri è che il roster non fosse adatto alla missione.
Non tanto per le scelte, quanto per lo sviluppo. Neno Dimitrijevic da mvp di Supercoppa è diventato giocatore da 2’. Nico Mannion da opzione a elemento da 31’. Armoni Brooks un tiratore da 0/3 nella serata più importante. Gillespie un centro da 1’, contro i 9’ di Caruso.
Ci sono Nikola Mirotic e Shavon Shields, generosi, il resto è rimasto dietro, anche se va apprezzato l’impegno di Stefano Tonut, che tra alti e bassi, si è ritrovato in campo 26’ con una squadra che in Europa era cresciuta senza di lui.
Lo capiamo, il progetto iniziale era correre con Josh Nebo innesco a rimbalzo e in protezione del ferro. L’ex Maccabi non c’è mai stato, pesa, ma i miracoli li hanno fatti in due. Senza Zach LeDay, logoro e infortunato, si è persa la via. Si vive di gente che toglie le castagne dal fuoco, di elementi usurati dal troppo impiego, di infortuni che non sono più solo sfortuna ma frutto della gestione, e ci si ritrova nuovamente fuori dall’Europa che conta.
Dopo tre anni non è più il tempo di puntare ai playoff, ma di chiedersi se tra scelte e gestione si sia in grado di inseguire quell’obiettivo. Dietro scelte e gestione c’è solo una persona, Ettore Messina. Si è partiti 1-5 in stagione e si è partiti a -10 o -7 in tutte le gare decisive.
La resa è stata totale. Non è tempo per i processi, attendiamo la matematica. Ma ci portiamo avanti. L’Olimpia Milano di Ettore Messina, in Europa, si è sempre sfaldata nei momenti chiave. Prima potevano essere gli infortuni, poi un gruppo inadatto, adesso Josh Nebo? I troppi “ma”, i troppi “se”, sono gli alibi del fallimento.
Al Forum parte del pubblico ha lasciato a 7′ dalla fine. Riassunto di uno spettacolo che ha stancato. Andare avanti così diventa complesso, verrebbe da dire “è tempo perso”. In Olimpia ci sono tante professionalità importanti, in panchina e in dirigenza. Andrebbero coinvolte di più in un processo di analisi, per capire davvero cosa si sia sbagliato in questi anni. Ma, come detto, quello solo dopo la matematica. Che è in arrivo.

Un commento molto duro, ma ampiamente condivisibile purtroppo. Credo anche frutto della delusione delle ultime partite di Eurolega, perché all’indomani delle vittorie con la Stella Rossa o con il Monaco, si scriveva che questa squadra avesse dei valori veri, soprattutto di carattere, mostrati nel corso degli ultimi mesi quando dopo mazzate importanti erano seguite risposte abbastanza convincenti. Per non dire che dopo aver vinto con Brescia e Trento si scriveva che quando si deve alzare il livello Milano c’è. Ahimè, solo in Italia, forse. In Europa, il roster a livello guardie è inadeguato, punto. Messina sbaglia a scegliere i giocatori, sarà il budget, la fiscalità, tutto quello che si vuole, ma se non si corregge questa parte della squadra, non andremo mai da nessuna parte
Sono commosso, davvero! Finalmente una critica aperta a messina. Ne sono felice, era ora!
Solo un appunto su Brooks: difficile fare i miracoli se sei un tiratore e il coach non ha cresto uno straccio di gioco per farti uscire dai blocchi e in generale per fare attacco in movimento e quindi favorirti. Cosa che invece c’era per esempio con il povero Baron. Ma Brooks la mano ha dimostrato di averla eccome, i punti nelle mani anche. Ma se devi tirare SEMPRE e solo dal tuo palleggio, le cose vanno bene al livello di difesa LBA. In EL è tutto più difficile. Per me resta una delle migliori prese degli ultimi anni.
Mannion, stesso discorso. Può essere una presa ottima (e lo è stata) ma non puoi pretendere che faccia il play-ragioniere. Con lui si corre e magari si butta via qualche pallone, ma con il potenziale di farne 30 a quarto. Il ragioniere doveva essere il macedone (che comunque secondo me non è così male). Il ragioniere non performa e il coach che fa? Fa fare a Mannion anche il suo lavoro, anzi solo quello. Il rendimento cala ovviamente e la squadra non funziona. Ma quando Mannion ieri sera alla fine deve aver pensato “ma vafff, ora ti faccio vedere io”, guarda caso le cose sono andate bene.
E avanti così con innumerevoli esempi che dimostrano quale sia il problema. Molti l’hanno capito, ora finalmente pare anche la redazione di ROM.
Ciao Andrea P.
Mi permetto di rispondere al tuo post con un paio di considerazioni che in parte concordano con la tua disamina.
Mannion e’ un play “da corsa” però ieri sera lo abbiamo visto consumare sempre 10-12” almeno per passare metà campo e impostare il primo passaggio .. troppi
Nessuno pare lo spinga a sfruttare meglio la sua velocità
Hai ragione non è un play ragioniere🤣🤣🤣
Un cenno al fine partita .. partita persa .. andata .. più leggerezza .. pressione svanita .. e lui si è messo a giocare a suo modo .. e nessuno gli ha tirato le redini.
Solo considerazioni sparse .. un saluto e forza Olimpia
La verità è che questa squadra tolto Mirotic e con Leday che giustamente sta pagando le fatiche di una stagione vissuta a 1000 è squadra da metà classifica…… la verità è che il ns pseudo allenatore è bollito da almeno 10 anni….. la verità è che Punter ne vale 2 forse 3 di Shields e per pochi spiccioli post colonia il furbone in panchina se l’è fatto scappare per poi invece buttare milioni di euro in un susseguirsi di mezzi giocatori cambiati l’anno dopo xchè inconsistenti….e sarà cosi anche quest’anno con i vari Brooks, dimitrevic ecc….la verità è che senza un asse play-pivot di livello europeo nn vai da nessuna parte (chach-hynes ci hanno portato ad un tiro dalla finale…..)….chissà quanti milioni del sig. armani dovrà ancora buttare per non arrivare sempre ad aprile a sperare di vincere il solito TITOLO italico x salvare l’ennesima stagione fallimentare????????
Messina nn ha le palle per dimettersi ci vorrebbe qualcuno con le palle di cacciarlo…peccato che verosivilmente le 2 figure confluiscono nella stessa persona che è stata gran furba a proteggersi le chiappe…..
Come già detto, roster costruito malissimo, squadra mediocre e con pochissimi giocatori di livello EuroLega, idee tattiche confuse, gestione dei giocatori confusa, scarsa capacità di intervenire efficacemente in corsa su roster e gestione tecnica, scarsa capacità dalla panchina di aiutare la squadra in difficoltà, anzi spesso e volentieri scelte tecniche che la affossano (inizio quarto quarto di ieri come esempio per nulla isolato). Non so se se questo sia sufficiente per auspicare un cambio della gestione tecnica e sportiva della società, diversamente si può proseguire ancora a lungo.
Ci tengo ad evidenziare come queste cose le abbia sempre dette anche quando si vinceva, perché la fragilità della squadra (principalmente per mancanza di un credibile asse play-pivot), la povertà tecnica del roster e la confusione della gestione tecnica erano comunque evidenti e valide a prescindere dai risultati e sarebbero comunque evidenti e valide anche se si raggiungessero i play in e poi e play off e poi l’infinito ed oltre.
Infine, di quanto detto fino ad ora, si può tranquillamente fare un copia e incolla relativo agli ultimi tre anni di questa gestione tecnica e societaria ed i tre campionati vinti, oltre a non modificare di una virgola quanto detto fino ad ora, non possono essere considerati un risultato soddisfacente in relazione al budget investito ed ai risultati attesi al livello di EuroLega.
ricapitolando: da tre anni si cerca un sostituto alla coppia carismatica Chacho/Delaney ma non si trova; da tre anni Shavon è costretto a giocare in solitaria per mancanza di un degno sostituto quale ala piccola (esponendolo ad infortuni costanti); da tre anni il gioco latita e se non si trova il 45% da 3 è finita sempre e contro chiunque; da tre anni la squadra arriva ad aprile lessata e svuotata e per fortuna non si fanno i PO di EL così almeno in LBA si può competere; da tre anni gli scarsi risultati portano il POBO a rifare mezza squadra con conseguente necessità di tempo e fortuna a badilate per ricostruire identità e automatismi; da tre anni il POBO prende giocatori inadatti al credo difensivo del suo coach (poco importa se siano la stesa persona). L’unica attenuante è l’infortunio che ci ha privato di Josh Nebo (miglior rimbalzista della passata EL) assenza che nei mesi avrebbe dovuto comunque essere assorbita o con un sostituto adeguato o dando fiducia ai cambi presenti o con una serie di accorgimenti tattici (in parte visti con la coppia Miro/Zac a surrogare il centro che però hanno portato alla fusione atletica dei due).
Stagione da buttare? No, se ci fosse umiltà nell’imparare dagli errori commessi e determinazione nel ricostruire senza distruggere.
Maggi finalmente un sussulto di dignità. Concordo su tutto tranne su una cosa . Il tempo dei PROCESSI è già scaduto.
Basta !!!!!! E non commettere l’errore che fai da due anni, di POMPARE a MILLE un eventuale scudettino LBA per giustificare la conferma di Messina. Faresti solo il male dell’Olimpia . I cicli finiscono .
Quello di Messina a Milano era già finito tre anni fa. Fatevene tutti una ragione…….ma se la devono fare soprattutto Armani e Dell’Orco che assistono inermi a questo scempio.
La cosa più brutta di questa vicenda è la faccia tosta di Messina che scarica sempre le sue colpe ad altri, e al quale non passa neanche per l’anticamera del cervello di rassegnare le dimissioni. Che vergogna !! !!!
# Aiutate l’Olimpia a liberarsi di Messina#
avevo suggerito di prendere un buon cambio per mirotic e le day, e’ arrivato gillespie…….ora mirotic e le dy sono stanchi…..chissà come mai.
Tutti a parlare dell’0-7 iniziale.
Ma com’è andato l’inizio del 4^ quarto ? E’ iniziato sul -11 e dopo meno di 3 minuti time out perchè eravamo -20, 9 a zero di parziale.
Figlio di quel fantasioso quintetto Flaccadori, Bolmaro, Brooks, LeDay e Caruso.
Quando ho visto quel quintetto ho pensato per un attimo che Messina è il Salvador Dalì del basket: un genio assoluto che nessun comune mortale potrà mai capire.
Ma solo per un attimo.
Più probabilmente è stato l’ennesimo tentativo di chi non ormai non capisce e non gestisce + nulla.
Come ha già scritto MT, si può condividere tutto tranne che il tempo dei processi.
Però caro Maggi, ieri scrivevi che ci voleva il Leday dell’andata, quello dei 33 punti.
Ma non serviva la partita di ieri per capire che non ha più nulla da dare, xchè giocare 30 o + minuti a partita, tutte le partite, sfianca chiunque.
Paghiamo in primis la scelta di non sostituire Nebo. Ma anche qui avevi scritto che in giro non c’era nulla di valido.
Abbiamo giustificato tutto, e adesso che tutto ci sta sfuggendo, facciamo quelli che scendono dal carro del POBO, in attesa di vedere come va a finire. Con uno scudetto si può risalire, tanto si sta comodi.
Non cambierà nulla anche nella prossima stagione, rimarrà anche chi 6 mesi fa diceva che con Neno e Leandro si voleva ricostruire la coppia Chacho/Delaney.
Solo Salvador Dalì poteva vedere in Neno il nuovo Chacho.
P.S.
Anch’io penso che Neno non sia così scarso, però a Milano funziona così, da qualche annetto.
Ciao, condivido quasi tutto tranne la postilla su Neno. Secondo me è un giocatore con buone doti tecniche e realizzative ma che per molti aspetti (carattere, tenuta difensiva, gestione del ritmo, playmaking) non è certamente di livello EuroLega e molto probabilmente neanche di livello LBA (quando i ritmi e l’intensità fisica aumentano).
Vabbe che le cose possono cambiare in fretta, ma queste analisi già erano state fatte prima della remuntada in Euroleague, quando uscivamo da un baratro pieno di sconfitte; poi ci siamo illusi con il grande periodo di LeDay….adesso torniamo a bomba, alla radice di un problema, che non è di questa stagione, ma dura da 3 anni
Quindi mi tocca ripetere cose già dette e riferite: i panda, la fiscalità, ArmaniGroup che si è legata mani e piedi a Messina (che ormai sono una cosa unica)…..in settimana Peterson che trasmette a Messina il bastone-testimone dello spirito Olimpia….e via con sta paccoltiglia retorica raccogliticcia
Insomma, non se ne esce, altro che processi sentenze e condanne…..il tempo in Olimpia Milano si è fermato
Quello che più mi irrita è che nelle altre squadre le seconde e terze linee hanno rendimenti più elevati, con giocatori che hanno qualche giornata di gloria. Da noi, da quanto non succede?
Non si può fare una stagione in otto: si scoppia per forza, specie se si contano anche le gare di lba. Non dici che Flaccadori, Caruso, Diop e Tonut ci possono salvare, ma devono poter giocare sereni, per dare riposo ai big. E quando sono in campo, devono godere di un sistema di gioco che non può essere palla a Shields, Mirotic o tiro da tre. Questo è mancato, nelle ultime stagioni
A proposito di serentà:
ieri quando Sarrè partito in contropiede e poi ha sbagliato il passaggio a Punter (palla persa) prima Dame si è scusato verso i compagni, poi si è girato verso la panchina e Pennaroya lo ha applaudito.
Io penso ci vorrebbe più equilibrio nelle disamine e nel pensiero, in generale e specificatamente su questa versione di Olimpia 2024-2025.
Eurolega è ormai un format che ricalca appieno il campionato: parlare di fallimento quando ci sono 7 squadre racchiuse in due W, dopo 32 turni (!!) significa “sbraitare tanto per…”.
L’equilibrio regna sovrano e ciascuna delle squadre che resterà invischiata nei PI o fuori dai giochi, avrà avuto talento e/o chance per farcela.
Per me attributi quali ‘disastro’, ‘fallimento’ etc sono da riservarsi ad altre stagioni e/o team. Parlo della singola stagione.
Nello specifico delle ultime gare, invece, si era già evidenziato dopo la 26esima che la nostra Eurolega ce la eravamo bevuta ben prima perché il calendario non ci era amico: avevamo 6 gare consecutive vs chi ci era davanti o comunque avversario di livello. Naturale, quasi scontato, fare 1-5/2-4/3-3. Non so cosa ci si aspettasse, francamente.
Ora, rimane solo da provare a vincere le ultime due, queste sí realmente alla nostra portata, e vedere che accade.
Ora abbiam niente da perdere e magari giocano più tranquilli. Magari son stanchi di prendere schiaffi (e questa stagione ne han preso più d’uno) e le perdiamo entrambe.
Posso concordare che fallimento sia una parola forte, ma la verità è sotto gli occhi di tutti: son tre anni che la squadra non è all’ altezza di questa competizione.
Poi, c’è stato anche di peggio, in passato, eh.
A me la parola processo non mi è mai piaciuta, non mi sembra adeguata.
Una sola verità: in ogni altro sport, in ogni altra squadra, dopo anni di fallimenti europei con budget di primordine e soprattutto dopo 3 gare consecutive come le ultime 3 dove è emersa in tutta evidenza l’assenza di gioco e di giochi adatti ai giocatori a disposizione e di spirito di squadra ma si è invece palesata la presenza di confusione totale e di scelte legate al caso, un po’ come tirare i dadi e vedere che giocatori escono e sperare vada bene, come certifica il quintetto ad inizio dell’ultimo quarto, in ogni altro sport e squadra dicevo un allenatore o si farebbe da parte o verrebbe messo da parte. Ogni altro discorso non ha senso oramai.