
Così Ettore Messina ha commentato la sconfitta contro Tortona: “Abbiamo iniziato la partita con nessuna energia mentale e poca fisica ed il primo tempo è stato estremamente mediocre, nel secondo tempo abbiamo avuto una bella reazione emotiva e tecnica. Giocando e aprendoci una possibilità, ma il divario era troppo grande ed alla fine siamo arrivati con la benzina corta. Abbiamo faticato sulle loro guardie. Peccato, sarebbe stata una bellissima rimonta, mi tengo il secondo tempo ed i minuti di Gillespie e ci prepariamo per la prossima settimana”.
Il problema del calendario: “Difficile giocare queste partite ravvicinate, dopo aver giocato in trasferta il venerdì, come visto anche da altre, non solo qua in Italia. Abbiamo provato, come a Cremona e Trapani, di spostarla al lunedì, ma questa non era possibile, visto il prossimo doppio turno”.

Per una volta, concordo con Messina
Non ha senso giocare a meno di 48 ore da una partita di EL, per di più disputata all’estero
E allora mandi in campo chi non gioca mai, come Caruso, Bortolani e qualche ragazzo in perdere per perdere…..
Avevano letteralmente la lingua di fuori alla fine. Giocare dopo meno di 48 ore con parecchi assenti espone anche al rischio infortuni. Ci sarà tempo per il campionato ora testa alle prossime 2
Aggiungo che la cosa che per me sarebbe stata da fare era mettere in campo di piu’ chi gioca meno sin dallo starting five. Che stasera molti dei nostri fossero stanchi di fisico e di testa credo fosse una cosa nota allo staff. Ci stava poter perdere, era preferibile farlo rimettendo in ritmo i Caruso e Bortoloni tenendo i “titolari” per il secondo tempo. In fondo loro nel primo hanno preso un ventello.
Ripeto ormai noiosamente (e con stavolta prometto di fermarmi) che in NBA si gioca non solo ogni 48 ore sempre, ma a volte ogni 24 (o 16 considerando i trasferimenti). E in USA I trasferimenti sono voli di (spesso) 4-5 ore) con fusi orari addizionali che ulteriormente sfidano il fisico.
Nessuno si lamenta, almeno pubblicamente. Se si perde, si ammettono gli errori e ci si muove verso la partita successiva senza la solita litania dello sfibramento mentale invalicabile. Il discorso “intensita’” (assumendo che in Europa ci si stanca di piu’) non regge per chiunque abbia osservato lo sforzo fisico di una partita NBA dal vivo, possibilmente vicini all’azione. Vi assicuro c’e’ fisicità notevole, esplosività’ di movimento, difese con gambe e piedi che si muovono e pressione di performance, pena il taglio di contratto o un trade indesiderato.
Direi che siccome ci troviamo a parlare di professionisti che giocano nel 2024, con progressi e tecnologie che facilitano il recupero, budget relativamente copiosi, e rose generalmente profonde con alternative di cambi e rotazioni di individui e cha fanno solo quello nella vita (a volte giocando 20-25 minuti a partita al massimo), i discorsi “stanchezza” andrebbero contestualizzati e ridimensionati.
Lo fanno in NBA, non capisco perche’ non debba farlo chi gioca (e guida giocatori) in LBA.
Un saluto, benché’ annesso al commento cinico (ma penso veritiero)
@Mauro C , concordo in toto. Il calendario lo si conosceva da tempo. La scuse sulla stanchezza e sugli infortuni lasciano il tempo che trovano. Tutte le squadre ne sono colpite. Se si costruitsce un roster di 16/18 giocatori, e spremi come limoni sempre gli stessi questi sono i risultati. Se non fai fare 20/30 minuti a Caruso e Bortolani contro Tortona , non puoi pretendere che siano pronti per la E.L. quando sei costretto a schierarli per forza. Mirotic dopo la grande prova contro i turchi andava preservato ( non è più giovanissimo e un gran fisico non lo ha mai avuto). Le sconfitte come le vittorie sono sempre conseguenze di scelte e atteggiamenti.
Bah i roster in NBA sono più ampli, il livello medio non è inficiato dalle assurde regole sui panda e soprattutto entrambe le squadre che si affrontano hanno suppergiu gli stessi impegni, non una riposata e l’altra con la fatica di 48 ore prima da smaltire.
Detto questo brava Tortona e interessanti le sue guardie.
Se pensiamo che l’intensità di una partita NBA di regular season ad una di EL siano uguali, … bisognerebbe dirlo a Bodigora così magari cambi il motto Every Game doesn’t Matters
Mi permetto una veloce risposta, non per fare polemica, ma perche’ vedo che questo del rapporto NBA-Eurolega e la relativa intensita’ fisica (e stanchezza presunta in via differenziale) e’ atavico e condiviso da molti, a mio avviso erroneamente.
Lo dico avendo seguito entrambe da anni, incluso dal vivo dove e’ piu’ facile giudicare l’espressione atletica. C’e’ inoltre da aggiungere il fatto che una partita NBA e’ di 48 minuti, rispetto ai 40 europei, quindi il 20% piu’ lunga.
Per chi sostiene che le rose NBA sono strutturalmente piu’ ampie, la realta’ guardando transazioni, minuti giocati e utilizzo medio parla di una media di 15 giocatori in NBA, stessa “profondita’” di un team di Eurolega. l’NBA e’ facilitata (da ammeterlo) in caso di infortunio, in cui la flessibilita’ e l’accesso a risorse in sostituzione e’ piu’ facile.
Sul discorso “intensita’, mi rendo conto che lo slogan EL e l’intensita’ sugli spalti (Belgrado, Atene) spingono e sostengono una narrativa volta a creare una spaccatura tra il basket europeo (“vero basket”) e il “circo” americano, dove non esiste difesa e i giocatori razzolano sul parquet al “trotto”, senza spingere e/o affaticarsi fino all’arrivo della primavera.
Penso sia un luogo comune e una narrativa di marketing che ha alcune verita’ regolamentari (ad esempio il modo in cui vengono chiamati i falli in europa e’ diverso e piu’ permissivo di un gioco piu’ fisico rispetto all’NBA) ma che non ha riscontro concreto quando metti le due partite fianco a fianco dal vivo. Lo slogan “every game matters” poggia poi su un numero di partite giocate inferiore (34 in EL vs. 82 in NBA), che di fatto rende ogni gara “piu pesante” in termini matematici intesi come peso sui movimenti in classifica.
Quello che invece si nota ad un riscontro fisico da vicino e’ un atletismo di un professionista NBA che fa apparire “semplici” e meno “provanti” movimenti atletici e azioni che per molti altri giocatori europei sono piu’ “intensi” atleticamente parlando, per cui l’idea e l’apparenza di “maggiore sforzo”. Ad esempio: i lunghi e gli esterni NBA sono generalmente piu’ agili, veloci e con riflessi di piedi e gambe superiori, in parte per sistemi di preparazione e allenamento mirato, sopratutto in off season dove si costruisce potenziamento e conditioning.
E la prova del nove la fanno sempre i giocatori eurolega che approdano in NBA: dal lamentarsi per una frequenza di partite insostenibile (quando in europa) all’accettare un sistema professionistico che non concede scuse. Ti pagano (come coach e giocatore), devi giocare. Come non esiste l’idea di “stanchezza mentale”: si da per scontato che la testa quando vai al lavoro la devi avere.
Un po’ come chiunque operi macchine complesse in fabbrica, o un avvocato che redige un contratto. Il fatto di essere “stanchi mentalmente” non scusa la scarsa prestazione, generalmente si vanno a cercare gli erorri commessi e si cerca di non farli.
Per l’amor di Dio: stanchi si puo’ essere e a volta la voglia di scendere di campo non e’ al 100%…ma mi sembra questa litania del “non e’ facile performare dopo 48 ore” venga utilizzata sovente e spesso in modo indebito, e spesso come modo per tagliare corto una critica di gioco o di prestazione, sapendo che comunque la scusa e’ spendibile e accettata dal pubblico.
Il che dal mio punto di vista non ha senso….
Per vedere l’intensità di una partita non serve andare la Madison Square Garden o a Belgrado.
Ti do ragione su un punto: c’è una narrativa che sostiena il discorso della scarsa intensità delle partite NBA.
Ed è una narrativa che per me parte da lontano:
ad inizio anni 80 Dan Peterson commetava al sabato alle 14 su Italia 1 le prima partite NBA.
Lui, sosteneva questo: nella RS si gioca i primi 5-6 minuti, e gli ultimi 5-6 se la partita non è già stata decisa.
Questa non vuol essere una disputa con te ne con nessuno.
Il tema era: è corretto far giocare sempre i soliti a distanza di 48 ore ?
Ricordo che la scorsa stagione, con il Fener (di venerdì) giocammo un OT e poi giocammo con Napoli la domenica a mezzogiorno, fuori casa.
E anche lì perdemmo, giocando con i soliti.
Secondo me anche se vinci hai torno , se poi perdi …