Zach LeDay: Tutto può ancora cambiare, ma dobbiamo lottare

Alessandro Maggi 9

Zach Leday, ala di Olimpia Milano, ha parlato con MozzartSport nelle ore che portano al confronto con il Partizan a Belgrado

Olimpia Milano post Real Madrid

Zach Leday, ala di Olimpia Milano, ha parlato con MozzartSport nelle ore che portano al confronto con il Partizan a Belgrado, team in cui ha trascorso 3 stagioni.

“Arrivai pensando solo a fare il mio lavoro, a giocare a basket, invece ho trovato una famiglia e una scuola. Una scuola di basket, ma anche di vita…”

“Non so cosa dire esattamente, le emozioni ci sono già e ci saranno anche quando scenderò in campo. Non vedo l’ora di giocare la partita perché il Partizan e tutte le persone del club sono speciali per me. I legami costruiti sono indissolubili. Sono stati 3 anni speciali, e non intendo solo per il basket”.

“Sono migliorato molto, dal punto di vista cestistico, come persona e come compagno di squadra. Tutto. Abbiamo creato qualcosa di speciale nello spogliatoio. Ci sono stati alti e bassi, vittorie pazzesche e sconfitte forse ancora più pazzesche, ma quel tipo di legame è un qualcosa che contraddistinguerà  quel periodo del Partizan. Il rapporto con l’allenatore e la sua filosofia, che ha aiutato a progredire ognuno di noi come giocatore. Poi c’è il legame con i tifosi, che è davvero una storia a parte. È stato tutto inaspettato per me e ci sono tanti momenti speciali”.

E sul match di oggi: “So che dobbiamo lottare perché anche il Partizan lotterà fino all’ultimo respiro. La stagione è ancora all’inizio, tutto può cambiare, ma dobbiamo lottare perché so bene cosa ci aspetta, sia sul parquet che sugli spalti”.

9 thoughts on “Zach LeDay: Tutto può ancora cambiare, ma dobbiamo lottare

    1. Ma non ti accorgi che Mirotic non cce la fa fisicamente, non alza i piedi da terra, è una cosa pietosa…..

    2. Mirotic può lottare nei suoi limiti di tempo, lo dico io che di certo non sono un suo fan, quest’anno poi dimostra quantomeno di volersi sbattere in difesa, non sempre con risultati sensibili, ma ci prova.
      Il suo problema è che al rintocco del 20esimo minuto di impiego, la sua carrozza torna a essere una zucca.
      Tutto qui, secondo me, ed è strano che non se ne accorgano.
      Cenerentola scappò, a lui lasciano l’umiliazione di restare a palazzo, tutti a ridere di lui, a innervosirsi con lui, a chiedergli qualcosa che non può e non ha mai potuto dare.
      Fa quasi un po’ di tenerezza, povero Mirotic.

      Non è difficile predire che se continuano a torchiarlo per 30 minuti a partita, peraltro senza risultati, si romperà.
      La decisione di rispettarlo la prenderà il suo corpo 😞

      1. Mi riaggancio a quello che dice Palmasco.
        Melli al Fener gioca 20.9 minuti a partita. Perchè è questo che si fa nel basket di oggi, + veloce e fisico.
        Ti metto in campo, dai il massimo, poi ti cambio.
        Se avessimo avuto un squadra sensata, lo scorso anno Mirotic e Melli avrebbero dovuto spartirsi i minuti del posto 4.
        Poi magari insieme i pochi minuti decisivi.
        Invece abbiamo uno che è rimasto al concetto di quintetto base, come quando giocavano D’antoni e Meneghin.
        Melli parte sempre dalla panchina, ma poi gioca sempre i minuti decisivi. Come tanti altri campioni in altre squadre.

        Questo è uno dei tanti, e lo sottolineo tanti, difetti / limiti di un coach che non è + all’altezza di quello che dovrebbe fare.

  1. Il “grinding” penso debba essere un concetto scontato, un dato di fatto e non un extra….

    Potrei ricredermi fra un mese, ma mi sembra che questa squadra abbia bisogno di qualcosa di fondamentalmente diverso per fare “clikkare” il gruppo. Non dilunghiamoci in commenti tecnici noiosi, che potremmo anche fare, ma i problemi da affrontare vanno ben oltre l’idea della “lotta”, che pur e’ un buon punto di partenza.

    E se quella viene a meno, ho l’impressione che pochi del gruppo sopravviveranno la stagione….Messina sembra sia’ essere salito in cattedra pubblicamente attaccando la squadra con parole forti (cha hai giocatori spesso non piacciono quando esternate pubblicamente via stampa). O quello suscita una relazione immediata, o siamo in bilico per ulteriori passi indietro ho paura.

    Stasera sara’ un buon test di carattere per vedere mentalmente a che punto e’ la squadra

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