Guido Bagatta: Squadra in estrema difficoltà al di là degli infortuni

Alessandro Maggi 8

Resa totale per Olimpia Milano sul campo di Aquila Trento, questi alcuni passaggi del commento a fine gara di Guido Bagatta su Discovery

Guido Bagatta

Resa totale per Olimpia Milano sul campo di Aquila Trento, questi alcuni passaggi del commento a fine gara di Guido Bagatta su Discovery.

«Un’altra squadra in estrema difficoltà al di là di tutto quello che ovviamente rappresentano gli infortuni, i tre pivot fuori fanno la differenza, l’unico playmaker fuori fa la differenza ma poi in campo ci vanno anche gli altri, Milano ha un roster lungo quindi non credo ci sia per un divario del genere».

«Giovedì ci sarà la “Chacho Night” a Milano, e arrivarci così insomma… d’accordo festeggiare ma la testa del coach e la testa della squadra sarà ovviamente da un’altra parte. Madrid non è la squadra dell’anno scorso, sta facendo fatica in Eurolega, però lì sotto ha tre giocatori che Milano, voglio vedere come potrà marcare speriamo che qualcuno degli infortunati ritorni perché altrimenti saranno veramente dolori a meno che non si faccia una prestazione del 70% dei tiri dal tiro da tre». 

8 thoughts on “Guido Bagatta: Squadra in estrema difficoltà al di là degli infortuni

  1. “Milano ha un roster lungo”
    Caro Guido qui c’è un personaggio che sta scrivendo in continuazione che il nostro roster corto, che 15 giocatori non bastano.

  2. Non ho mai stimato Bagatta, sin dai suoi esordi, ma stavolta sono d’accordo: Madrid ci maciullera’ sotto canestro. E questa volta la mancanza di Nebo e gli altri due, si farà sentire eccome. Speriamo non sia un’altra debacle colossale.

    #messinavattene

  3. Questa squadra (piu’ giovane, nuovi inneschi, alcuni pilastri che se ne sono andati) aveva bisogno di un inizio piu’ incoraggiante per acquisire fiducia in se stessa e nel sistema. Forse non tanto per noi, quanto per credere in se stessi.

    In questo momento, a tutta una serie di problemi tecnici e strutturali di sistema di gioco e sincronie che dovevano trovare bilanciamento, si aggiungono interrogativi di carattere. Sono (i giocatori) sufficientemente forti di testa per reagire e non sprofondare in dubbi e incertezze sul loro lavoro e sui pilastri in cui il sistema di gioco riposa? Riusciranno a trovare voglia e energie per costruire fiducia nel gruppo o cadranno vittima del pessimismo e delle critiche (meritate fin qui?).

    Perche’ a questo snodo, ti trovi psicologicamente in uno stato in cui Messina e’ costretto a fidarsi dei giocatori e i giocatori a fidarsi dei compagni e di Messina. E se questa fiducia comincia a declinare per effetto di brutte e costanti sconfitte, quel film che vediamo da tre stagioni fra Ottobre e Aprile, ha sempre maggiori probabilità’ di ripetersi…

    Come ho visto quel film dispiegarsi da fuori? Prima, le assenze causano sbilanciamenti di ruolo e utilizzo, alcune pedine vengono messe in responsabilità’ che non le appartengono e falliscono nel dare risultati, vari elementi del gruppo cominciano a dubitare in se stessi e nelle proprie capacita’ di operare nel “sistema Milano”, Messina comincia a perdere fiducia in alcuni giocatori. Si provano rotazioni e soluzioni in extremis per uscire dal buco, ma mancando una direzione precisa non si fa altro che aumentare le incertezze e creare ulteriore pressione. Il nervosismo sale. Alcuni membri piu’ anziani del gruppo cominciano a mostrare frustrazione e il ciclo negativo di umori, energia e fiducia continua a creparsi.

    Finche’ non si raggiunge il fondo verso la primavera. A quel punto sembrerebbe che, non potendo andando piu’ a fondo, il gruppo arrivi a un “come to Jesus moment” (sorta di momento della verità’, emozionale e mentale). Si raggranellano le forze, si recuperano gli infortuni con una gestione piu’ accorta di minuti e pressione (oltre che con meno gare in calendario), e il gruppo si riunisce alla ricerca del “titolo” che dia un senso alla stagione, la LBA.

    E da li’, un po’ perche’ la pressione mentale e le aspettative di EL si sono lasciate indietro, un po’ perche’ il livello competitivo diventa piu’ abbordabile, la squadra e Messina trovano un nuovo bilanciamento per chiudere la stagione, spesso tendendo a giocare un basket che appare migliore di quanto visto nei mesi precedenti, e spesso centrando l’obiettivo minore.

    Purtroppo questa storia ricorrente parte (almeno con i roster degli ultimi 3 anni, che mancano di vera leadership e bilanciamento del sistema di gioco) con quel buco depressivo che sembra originarsi nei primi 5 mesi di stagione, prendere forza da una serie di schiaffi in EL che minano fiducia e possibilità’ di sviluppo, ritorcendosi poi in LBA al weekend, in cui la squadra fatica anche con avversari notevolmente inferiori, almeno sulla carta.

    Peggiorano la situazione le bugie perpetrate sulla stampa, i “non avevamo piu’ nulla dentro”, la “stanchezza” e le scuse annesse per gestire le aspettative di una parte del pubblico, i media, l’immagine della società’ e del brand…tutto pone l’enfasi su quanto all’esterno non funziona e non mette il progetto nelle condizioni di brillare. Quando in realtà’, almeno a mio avviso, i problemi andrebbero cercati altrove.

    Ma fortunatamente sono solo un osservatore esterno, possiamo (noi) solo guardare e esprimere opinioni su cio’ che vediamo. I problemi vanno risolti da chi finanzia il progetto (se c’e’ interesse) e da chi e’ pagato per farlo (se ci sono le giuste motivazioni). E in questo, in tutti questi anni, ho visto poca capacita’ e flessibilità’ nel reagire, virare verso il nuovo, ridisegnare secondo un senso compiuto. Cambiamenti in superficie se ne sono fatti, ma in sostanza seguendo le medesime linee guida e la medesima impostazione. Un po’ come mettere del “lipstick on a pig”, con qualche “pig” piu’ bello di altri. Senza offesa, modo di dire qui da noi in USA che faccio fatica a tradurre in Italiano

    1. Ma, alla fine, qualcuno di noi (di quelli che con onestà intellettuale cercano di adoperare una critica cum grano salis rispetto a ciò che vedono) può ritenersi sorpreso dello (mai come in questa stagione) sfacelo al quale stiamo assistendo? Viste le partenze, visti gli arrivi, sarebbe potuto andare meglio? Suvvia, no, neanche con un altro HC; le colpe di Messina stanno nel non aver saputo costruire lo straccio di un progetto credibile, ma non nel 2024…..da ben tre anni a questa parte e queste sono colpe gravi e se le deve decisamente accollare….e dovrebbe trarne le conseguenze

      Spero che Giovedì gli appassionati del Forum li sommergano di fischi

  4. Si, la squadra, a dispetto dell’allenatore, è in grande difficoltà……meno male che abbiamo un grande allenatore in grado di portarla fuori dalle secche…..😂😂

  5. Ma dove erano questi giornalisti esperti mentre Messina costruiva una squadra piena di lacune? Dov’era Bagatta mentre Messina vagava in USA alla ricerca di un play che ha trovato a 40 km da casa pagandolo molto di più di quello che avrebbe pagato allora? Perché tutti a parlare di Milano corazzata invincibile quando dopo un mese di basket giocato siamo clamorosamente indietro su tutto? Come ha commentato Bagatta l’arrivo di Causeur come cambio di Shields? Gli infortuni capitano, non ci puoi fare (quasi) niente ma almeno uno straccio di gioco lo devi dare, la voglia di sudare la devi mettere e capire che se ti chiami Olimpia non puoi fare certe figure. Bagatta ha fatto la sua carriera ormai, ha ancora paura di dire che Messina non è un dirigente per questo livello, che ha fallito il suo progetto personale?

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