Mario Fioretti: I loro rimbalzi d’attacco ci hanno ucciso. E’ mancato poco

Alessandro Maggi 5

Così Coach Mario Fioretti ha commentato la partita di Vitoria: Siamo partiti giocando decentemente in attacco ma troppi errori difensivi

Mario Fioretti

Così Coach Mario Fioretti ha commentato la partita di Vitoria: “Siamo partiti giocando decentemente in attacco ma onestamente abbiamo commesso troppi errori difensivi.

Nel secondo tempo in generale la nostra difesa è stata migliore ma in troppe situazioni non siamo riusciti a finire i possessi. I loro rimbalzi d’attacco ci hanno ucciso. Poi nel finale abbiamo gestito male qualche possesso offensivo.

Alla fine in una partita così tirata queste cose hanno fatto la differenza. Dimitrijevic è uscito a tre minuti dalla fine perché aveva giocato tanti minuti consecutivi ed era stremato. Li abbiamo cercato di sostituire difesa e attacco nei possessi conclusivi. Peccato, è mancato poco”.

5 thoughts on “Mario Fioretti: I loro rimbalzi d’attacco ci hanno ucciso. E’ mancato poco

  1. Dichiarazioni totalmente condivisibili del nostro tecnico che ha avuto pure il buon gusto di non tirare in ballo errori arbitrali molto marginalmente influenti sul risultato.

    18 rimbalzi offensivi del Vitoria hanno avuto un impatto devastante su una gara che potevamo pure vincere se alcuni singoli episodi ci fossero stati favorevoli nel finale.

    Non credo al valore delle sconfitte onorevoli, perché alla fine non portano fieno in cascina, ma continuo ad intravedere piccoli segnali positivi che invitano ad essere moderatamente ottimisti per il futuro.

    Lasciamo stare al momento discorsi su obiettivi futuribili,guardiamo passo dopo passo dove saremo a fine dicembre ed a quel punto tireremo le somme.

    Confesso invece di essere piuttosto meravigliato del livello tecnico di questo torneo,almeno per quanto visto nelle prime partite.
    Squadre che consideravo piuttosto scarse non lo sembrano affatto ed il raggiungimento del decimo posto pare avere un numero di pretendenti ben superiore a quello che avevo calcolato.

    Prossima sfida da portare a casa in qualsiasi modo.
    La lieta sconfitta di Bologna in casa mi ha parzialmente smorzato l’incazzatura ma contro di loro non sarà una passeggiata se Daniel e Beli non giocheranno per l’avversario come stasera.

    Grande partita di Shabazz,chapeau.

  2. Coach Fioretti è pronto per prendere il timone del natante Olimpia (poi sta a vedere se sia trimarano da America’s Cup o semplice scialuppa di salvataggio……)……una mezza idea ce l’ho

  3. Ho anche io questo presentimento …. A dicembre ? Saremo ultimi , a forza di aspettare sempre più ultimi …. Partita lievemente migliore solo perché non c’era shields

  4. Da che mondo è mondo nella palla al cesto se in difesa non fai tagluafuori i rimbalzi non li prendi nemmeno se giochi contro Biancaneve e i 7 nani (con Biancaneve in panca)
    Noi non tagliamo fuori nemmeno la nostra ombra

  5. I problemi di rimbalzo difensivo sono un sintomo che nasconde sempre qualcosa di piu’ e andrebbe spiegato nelle sue cause, che di solito sono tre: 1. Energia e concentrazione (per chi non taglia fuori), 2. Difesa sbilanciata e fuori posizione e costretta a arrancare, 3. Lentezza in recuperi e rotazioni (figlia del #2 sopra).

    E per tutti e tre le cause spesso trovi la mancanza di una vera “ancora” difensiva in grado di tappare buchi e spazi (in passato lavoro ingrato spesso caduto sulle spalle di Melli, ora contributo lasciato aperto in quanto nessuno si e’ fatto avanti per rivestirlo) e l’asenza di vera comunicazione da parte dei 5 in campo.

    Finche’ vedremo progressivi sostanziali su quei fattori, penso continueremo a soffrire attacchi con armi plurimi di offesa, alto movimento di corpi e palla (che in eurolega sta migliorando visibilmente) e sistemi di blocco sequenziale che ci mettono facilmente fuori posizione.

    Quindi quello che sembra su carta un “quick fix” (prendiamo piu rimbalzi) risolvibile con la prestazione di uno o due “lunghi”, in pratica affonda in discorsi piu’ profondi e complessi che riguardano un po’ tutti, oltre alla necessita’ che emerga almeno un “leader-ancora” che funga da collante finche’ il resto della squadra non converge.

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