
L’Olimpia Milano torna in campo in Eurolega, dopo la pesante rimonta subita la scorsa settimana contro lo Zalgiris. Il riscatto va cercato contro l’Anadolu Efes Istanbul, che domani sera arriverà all’Unipol Forum (ore 20.30), per il quinto turno della massima competizione continentale. I biancorossi sono 1-3 e devono rimettersi in linea di galleggiamento, i turchi hanno iniziato la stagione con un record di 2-2.
Olimpia Milano-Efes | La presentazione di Ettore Messina
Così Ettore Messina ha presentato la partita: “L’Efes è una squadra di grande talento offensivo ed esperienza, con tanti giocatori che sono insieme da anni prima con Coach Ataman e ora con Coach Mijatovic che lavora su quello stesso solco. Per noi è una partita da affrontare con calma, che dovremo costruire possesso dopo possesso con attenzione difensiva e la ricerca del miglior tiro possibile in attacco. Per riuscirci dovremo giocare tutti con freddezza soprattutto nei momenti difficili”.

lo dice per se stesso ?
ci pensano dimitrievic e bolmaro i super play
Certo un coach che sa già che ci saranno momenti difficili è motivante. Dopodiche vorrei capire se la calma è quella che gli ha fatto chiamare il timeout dopo 8 minuti dell’ultimo quarto contro lo Zalgiris e la freddezza invece quella che lui crede di trasmettere dai minuti 1 di ogni partita con le sue plastiche rappresentazioni di insofferenza per ogni minima cosa. Per poi perdere di vista la rimonta degli avversari ad esempio, tutto concentrato sulle piccole cose perdendo di vista il quadro d’insieme
Interrompo la mia “tregua” ottimista che ha evitato qualsiasi critica a Messina da quasi l’estate scorsa, per un veloce commento che non ha nessuna intenzione di “gaslight” polemiche…MA…
Consentitemelo siccome l’NBA e’ cominciata ieri sera e dopo avere sofferto due anni di assoluto orrore con il nostro amato “Pocket Man” Darvin Ham, cacciato a male parole da giocatori e proprietà’ dei Lakers a fine stagione, e rimpiazzato dall’ottimo JJ….dopo due anni di assenza totale di vitalità’, gioco, sincronie in attacco, pressione difensiva assente….cambiando il coach con uno che sa infondere fiducia nel roster, liberare animi e skill, e installare un sistema di gioco moderno e adatto alla lega…
La differenza e’ SOSTANZIALE.
Scrivendovi qui da Los Angeles, non ho alcun interesse su quello che faranno Armani e Messina con il loro “giochino”, ma e’ indubbio che quando parli di esseri umani e di cultura di ambiente, dare sferzate forti e ringiovanire spesso da’ risultati.
JJ non e’ un “guru” NBA, non ha mai allenato prima, e’ un “rookie” e prende un team ESATTAMENTE identico allo squallore che abbiamo visto a LA nel corso degli ultimi due anni (nonostante la stupida “coppetta” di mid season che valeva – e vale – nulla nei grandi schemi)…e’ una grande scommessa senza alcuna “safety net”.
Ma la risposta del roster e’ totale: energia, voglia di correre, fiducia negli schemi, coperture difensive che tutto di un tratto funzionano, body language che si anima in positivo, facce in panchina che cambiano con i primi sorrisi che diventano contagiosi, una gioia di giocare persa che riaffiora dopo un lungo tunnel negativo…Nessuno garantisce che continuerà’ (le difficolta’ emergeranno nel percorso di certo) e nessuno dice che i Lakers sono ora un roster da Championship (presto per dirlo), ma la differenza e’ TOTALE e assumere che il cambiamento e’ “male” giusto perche’ e’ rischioso non penso mai sia una posizione costruttiva.
E dico cio’ augurando a Armani e Messina ogni successo che sapranno guadagnarsi durante la stagione, anche non volendo entrare in dettagli tecnici, che ancora in questo momento suggeriscono le solite lacune ormai visibili in Olimpia da anni.
Purtroppo quando parli di NBA si capisce poco….qui da noi non siamo così attenti al pianeta, all’oggetto celeste che NBA rappresenta; chesso’ JJ cu fu? E anche tutto l’intercalare di storielle da insider….mah, si capisce poco ….e forse frega anche poco; qui siamo focused sulla triste parabola dell’Olimpia Armani Milano, una storia commovente, a tratti strappalacrime ….
Ciao Fab…hai ragione!
JJ Reddick e’ una storia interessante..ex Duke (Coach K) e uno dei tiratori piu’ letali che la lega abbia visto nel corso degli ultimi 20 anni (livello sotto Curry e Klay Thompson).
Ha smesso di giocare 3 anni fa circa, facendo il commentatore TV per ESPN…assunto come head coach dei Lakers dopo il licenziamento di quello ORRORE che fu Darvin Ham, un totale sfacelo che rovino’ spogliatoio, struttura e chimica di squadra gettando la tifoseria in un “riot” virtuale, simile in parte alla diatriba “Messina” che leggo qui su ROM tra la tifoseria Olimpia.
Eccetto, qui a Los Angeles, non avevamo virtualmente NESSUNO “pro Ham” (pro coach).
Quindi hai i Buss che a fine stagione (proprietà’) licenzia il buon old coach e assume un “rookie” (JJ appunto).
Stessa squadra, nuovo sistema (motion offense vs. statico pick and roll), risultato: NOTTE e GIORNO, almeno sotto il profilo dell’energia, intensita’ e gioia nel gioco, chimica in panchina. Letteralmente hai due energie radicalmente opposte, senza aver assunto un coach da “Hall of Fame”
Lungo post per dire: a volte bisogna rischiare. A volte il mercato non ti offre un “coach perfetto” che sostituisca una barca che affonda (anche i Lakers, come l’Olimpia, potevano l’anno scorso vantarsi una “piccola vittoria” avendo vinto la Coppa di mezza stagione a Vegas, ma le fondamenta erano bacate). Il che non vuol dire che rischiare non possa dare risultato, almeno in termini di atteggiamento e miglioramenti nel sistema di gioco.
Scrivo tutto questo pienamente conscio che fra tre mesi i “miei” Lakers potranno ancora essere in alto mare, soffrendo lacune che ancora esistono in un roster che e’ stato confermato al 100%, ma cio’ che e’ cambiato e’ l’atteggiamento e l’impostazione di fondo. Il che fa ben sperare….
Per dire: chi vuole cambiare, anche in assenza di reali opzioni “top” di tecnici alternativi da prendere sul mercato (oggettivamente non disponibili per Milano), a volte non ha tutti i torti…muovendosi in alto nella curva di rischio trovi sempre qualche opportunità’ se vuoi andare in una direzione diversa.
Un saluto!
Ciao Mauro e grazie “del” rispondere anche alle mie punzecchiature (che ogni tanto ti riservo) dimostrando di essere una persona top-levelled; darò un’occhiata ai tuoi Lakers (prima o poi)….
Io lo metterei legato a una sedia con le pinze negli occhi, obbligato a non chiuderli – un assistente che fornisce la necessaria idratazione a gocce – a guardare e riguardare e guardare ancora e riguardare e ancora guardare e riguardare Partizan Virtus Bologna di stasera a nastro, senza sosta, per capire cosa sono le palle di una squadra e dove possono arrivare quelle palle!
Non mi rompete le palle, qualche contrarione di ROM, amo Bologna la città, la squadra è allenata da Banchi che amo, Cordinier e Shenghelia mi piacciono a bestia, Virtus sono corti e poveri ma giocano con le palle, seguire le loro partite è sempre un’emozione, non mollano mai, mai mai mai!, e tranne quando giocano contro Milano se qualche italiana vince in EL non posso che essere contento!
Quindi grande ammirazione per questa Virtus.
(Gli mancavano Pajola e praticamente Hackett, ma hanno vinto lo stesso, col cuore. Pensa quanto avrebbe pianto Messina, gli mancassero due fondamentali…).
Dopo Palmasco versione ” Arancia Meccanica”……non posso che concordare con Mauro C. Non bisogna aver paura di cambiare coach. Con lo stesso roster e un altro coach peggio di così non si può fare. Poi se il vero obiettivo è lo scudetto LBA che senso ha spendere 30/35 ml ogni anno ?
E sopratutto due stipendi onerosi a Messina.
@M.T. 😉