Pierluigi Pardo su Neno Dimitrijevic: Milano ha un play

Alessandro Maggi 6

Nel corso di Tutti Convocati, trasmissione storica di Radio 24, Carlo Genta e Pierlugi Pardo hanno anche parlato di Olimpia Milano

Nenad Dimitrijevic

Nel corso di Tutti Convocati, trasmissione storica di Radio 24, Carlo Genta e Pierlugi Pardo hanno anche parlato di Olimpia Milano.

Genta sottolinea la presenza di Neno Dimitrijevic, e Pardo non ha dubbi: «Milano ha un play ora». Il riferimento è ai roster degli ultimi anni.

6 thoughts on “Pierluigi Pardo su Neno Dimitrijevic: Milano ha un play

  1. Io mi fido di Pardo.
    Neno è uno dei pochi che riesce a passare la palla evitando il fuorigioco.
    Lo ricordo alla premazione dello scudetto 2022/23, lasciò la parola al ricciolino perchè non sapeva i nomi dei giocatori.

  2. Peccato che a livello di EL ci voglia ben altro rispetto al valore attuale di questo giocatore (comunque non più giovanissimo). Potrebbe essere un buon giocatore, ma deve essere affiancato da una “certezza” a livello EL per poter crescere tranquillamente in esperienza e personalità oltre che tecnicamente e tatticamente (soprattutto in difesa).
    Anche numericamente un solo play è molto poco, soprattutto se confrontato con la profondità e la qualità degli altri roster di EL in quel ruolo.
    PS: Bolmaro non è e non sarà mai un playmaker, è un giocatore atipico un handler utile nell’economia di una squadra di livello, ma non è ne un titolare (per ora) ne tantomeno un playmaker. Anche lui per crescere in esperienza e personalità oltre che tatticamente, dovrebbe essere affiancato da una “certezza” a livello EL.

  3. L’attuale allenatore dell’Olimpia Milano la pensa diversamente dai commentatori qua sopra e, come Pardo valuta positivamente il buon Neno che ha ancora una decina d’anni di carriera davanti a se

  4. Penso che possa essere fatto un commento più ampio e profondo riguardo a Nenad, che pure ritengo un ottimo “1”. Rifraserei il giudizio come “Milano ha un “tipo” di play”. Un play con buone caratteristiche (e probabilmente un futuro) dentro un tipo di sistema classico che ne esalti le caratteristiche organizzative e esecutive.

    Manca però a mio avviso in altre aree che fanno di un play moderno (benché personalmente non creda nel concetto classico di “play” che ritengo obsoleto nel basket di oggi) un reale asset che muove la bilancia.

    Senza voler a ogni costo trovare il pelo nell’uovo (di fondo apprezzo il giocatore ) Nenad dimostra polso ma non una personalità trascinatrice e in grado di cambiare partite in momenti caldi (non penso questo sia un problema di età ma di personalità). Tecnicamente non e’ una minaccia incontenibile ne’ in penetrazione, ne’ dall’arco. Manca di quell’esplosività’ che occupa spazi sul parquet anche prima che ti sei mosso (in quanto obbliga la difesa a coprire spazi in allerta temendo cambi repentini di ritmi, soluzioni e sbilanciamenti), esplosività e reattività che danno problemi difensivi anche nei confronti di guardie avversarie con vantaggi di velocità. Ha l’IQ di un Nash (che pure non era terribilimente atletico) ma non ha il senso del movimento per creare gli spazi che Steve, più basso e meno potente di Neno, sapeva creare semplicemente cambiando il ritmo le palleggio, con gli occhi, e con un footwork unico e superbo.

    In ottica positiva invece ha ottimo polso e senso del ritmo, capisce bene angoli e spazi per gestire con efficienza il pick and roll, sia di lato sul gomito che in alto, e’ in grado di offrire decenti percentuali nel tiro quando e’ in flow. Sa inoltre concretizzare a canestro fuori tempo e con entrambe le mani. In questo senso ha un buon fit nel sistema Messina più per capacità di gestire un sistema classico che per qualità uniche che cambino le carte in tavola.

    Non penso abbia la materia prima per avvicinare un Mike James, Rodriguez, Campazzo, Llull, Teodosic, o Calethes (personalità più che atletismo per quest’ultimo).

    E penso che soffra al confronto con guardie che “creano” con velocità e creatività come Francisco, TJ Shorts e simili, superiori nel creare spazi e spaccare difese ma inadatte però al sistema Messina.

    In quel senso (limitato) penso che il titolo abbia la sua verità’: Milano ha forse trovato quel “tipo” di play che Messina poteva accettare nel suo sistema , anche se ancora grezzo e con margini di miglioramento.

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