Ettore Messina: Ripartire da principi base, ovvero difesa, uno contro uno, aiuti

Alessandro Maggi 17

Ettore Messina, coach di Olimpia Milano, presenta così la sfida di domani sera con lo Zalgiris Kaunas all’Unipol Forum d’Assago

Ettore Messina, coach di Olimpia Milano, presenta così la sfida di domani sera con lo Zalgiris Kaunas all’Unipol Forum d’Assago.

“Affrontiamo una squadra che viene da una vittoria in trasferta, mentre noi siamo reduci da una prestazione, contro una formazione di altissima caratura, che non è stata del livello che ci aspettiamo. Dobbiamo fin da subito ripartire dai principi base, la difesa, l’uno contro uno, gli aiuti difensivi, tutti concetti in cui siamo lontani dall’eseguire come pretenderebbe l’identità che abbiamo costruito negli anni.

E sulla base di un miglior rendimento difensivo, dovremo giocare una migliore partita in attacco ampliando i momenti buoni, in cui la palla di muove velocemente, e ridurre quelli meno buoni. Ognuno di noi è chiamato a giocare la miglior partita che possa giocare in questo momento con il sostegno del pubblico soprattutto nei confronti dei ragazzi più giovani che ne hanno bisogno”.

17 thoughts on “Ettore Messina: Ripartire da principi base, ovvero difesa, uno contro uno, aiuti

  1. Ma come fa a parlare di “l’identità che abbiamo costruito negli anni” se ogni anno ha smantellato mezzo roster?? E il bello è che ci crede pure.

  2. Questo è l’ABC del basket che qualche giovane deve imparare e altri meno giovani devono riscoprire ( vero Mirotic? ) purtroppo non ci sono più Melli e Hall ma se non si torna al primo non prenderle, non si va lontano.

    1. Hai cambiato abito perché l’altro si è bagnato? Noto che stai sempre peggio. Sarà la cura Messina…….

    2. Se si voleva mantenere il primo non prenderle, bisognava far di tutto per trattenere Hall e Melli.

      1. concordo, ma la pistola alla testa non si può ancora puntare…si farà anche senza.

        ma intervenendo sul mercato per me.
        quello che c’è ad oggi non basta.

      2. Non c’era bisogno della pistola alla testa per confermare Melli e Hall, bastava molto meno.
        Sto aspettando ancora un tuo commento critico per una prova penosa di ieri sera visto che hai affermato di non essere Messiniano.

  3. Un po’ come alle giovanili. Ricordarsi di difendere, passare la palla….. in effetti quando giochiamo sembra che certe cose non siano ancora assimilate

  4. Dato che la squadra è nuova non ci può essere un’identità “costruita negli anni”, soprattutto difensiva dato che non è insita nella maggior parte dei giocatori del roster per caratteristiche fisico-tecniche e per età e comunque, se mai ci fosse questa identità di gioco (offensiva e difensiva), i risultati europei di questi 3 anni dicono chiaramente che (come direbbe Guzzanti).. è quella sbagliata! Anche la questione del gruppo giovane è poi un poco strana. Forse si può parlare di un gruppo inesperto a certi livelli o con alcuni (2) giocatori alla prima esperienza europea, ma stiamo parlando comunque di giocatori di 24-25-26 anni nel pieno della propria carriera agonistica. Comunque lasciamoli lavorare e vedremo anche se, conoscendo le tempistiche solite di reazione nell’inserimento di nuovi giocatori utili alla causa EL e il tempo necessario per l’adattamento dei nuovi giocatori al contesto europeo e/o a palcoscenici importanti un eventuale “cambiamento di rotta” (se effettivamente questi giocatori dimostreranno di avere le risorse tecniche e caratteriali sulle quali si è investito) non arriverà prima del girone di ritorno di EL, quindi probabilmente troppo tardi.
    Per questo motivo sarebbe stato intelligente, sensato ed efficace costruire un roster con giocatori di EL già pronti in tutti i ruoli dando ai Neno, ai Brooks, ai Bolamaro, ecc… il tempo di crescere senza pressioni nei loro ruoli.

    1. In teoria in EL non c’è più la regola che se prendi un giocatore questi può giocare solo dal girone di ritorno.

      1. Ne ero a conoscenza grazie.
        In realtà facevo riferimento allo storico delle tempistiche di acquisizione di giocatori negli ultimi anni da parte della società e dello staff tecnico di Olimpia Milano.
        I tempi di reazione (prescindendo poi dalla bontà o meno dell’acquisto, spesso non così azzeccato) sono sempre stati molto lunghi ed i giocatori necessari sono sempre arrivati (se sono arrivati) ben oltre il tempo massimo necessario per poter rimanere in corsa in EL.

  5. Già, direi la sacra trinità del credo messiniano equivalente a Dio Patria e Famiglia, le solite parole al vento che non ci portano da nessuna parte, ma d’altronde povero diavolo che deve dire?

  6. Identità costruita negli anni? Sono rimasti Ricci, Tonut, Shields, Mirotic, Caruso e Bortolani (gli ultimi due panchinari fissi). Per parlare di identità di squadra doveva tenere Melli e Hall.

  7. Non mi piace criticare le dichiarazioni semplicistiche date in pasto ai media per il consumo della massa, perche’ spesso trovi in spogliatoio e nella video room ben altri discorsi (non sempre ma spesso) e idee affrontate dallo staff tecnico.

    Il discorso rotazioni e’ un problema che penso sia sotto gli occhi di tutti, qualcuno di voi l’ha menzionato sotto il concetto di “amalgama”, ed e’ generalmente normale (ogni coach lo può’ confermare) in gruppi in cui inserisci vari elementi nuovi avere problemi di sincronie difensive a inizio di stagione.

    Sul resto penso’ pero’ il discorso tecnico debba andare oltre gli aspetti fondamentali (1vs1 e difesa sulla palla), che darei per assodati in professionisti di questo livello. E se non “assodati”, i miglioramenti che ci si può’ aspettare su un giocatore con 10 anni di esperienza (contando gli ultimi anni di giovanili in cui quegli aspetti si affinano) sono relativamente marginali (over per marginale intendo un 10%).

    In 1vs1 hai questioni atletico tecniche che non vedo ovviabili “in season”, hai giocatori che tendenzialmente hanno go-to-moves e tendenze costruite negli anni e difficilmente modificabili quando giochi 2-3 volte la settimana con minimo lavoro individuale. Anche volendo considerare la “off season”, generalmente i miglioramenti individuali si possono costruire su 1-2 skills al massimo (tiro, movimenti in post, primo passo..fate voi e scegliete a seconda dei bisogni). Nulla che puoi radicalmente modificare in corsa.

    In difesa vedo ancora preoccupanti gap sul contenimento del palleggio, sopratutto contro guardie esplosive (MJ in apertura, CJ Short altro buon esempio, ma anche McKissic che pure non e’ un fulmine ieri sera). Vedremo domani contro Francisco…Bolmaro sembra in grandissima difficolta a difendere l’ “1”, a occhio mi sembra la sua transizione dalla difesa sui “2” (shooting guards”) cui era abituato al nuovo ruolo lo trovi un passo indietro, lento e non in grado di contenere i cambi di direzione, creando problemi dietro dove la seconda linea deve andare in aiuto aprendo gaps di ogni tipo. Nenad al pari sembra avere stessi problemi di lentezza e reattività’ che a mio avviso sono riflessi atletici (problema strutturale) e non qualcosa di radicalmente modificabile in palestra. Non che non siano possibili miglioramenti, ma dubito vedremo un 360.

    E rimane a mio avviso il vero aspetto centrale di questa squadra in costruzione: l’assimilazione di un playbook classico che rispetto a altri di EL paga una stasi di fondo e una carenza di movimento (movimento e permutazioni in blocco e DHO, e poca circolazione di palla) che vediamo in atto da anni.

    Non mi e’ ancora chiaro (per cui non giudico ma mi limito a osservare) se quello e’ un problema di esecuzione e intensita’ di chi va in campo (che va elevata), o se di fatto e’ una scelta tecnica della panchina di limitare le opzioni di flusso e i movimenti di squadra per consentire a Mirotic e Shields di avere il 60% delle opportunità’. In quel caso esisterebbe di fatto un “ordine” di lavorare in attacco per 10-12 secondi fino a creare 1-2 opzioni che portino a Shields o Mirotic e lasciare a loro prendere le decisioni. Quest’ultimo e’ un po lo stile NBA (fatta eccezione forse di Golden State che lavora su concetti di motion offense spinti), ma non lo stile Eurolega messo in atto dai team piu’ di successo (Pana, Oly, Real e fino a un certo punto Barca). Anche qui, non giudichiamo…c’e’ solo da prendere atto (anche assumendo che l’ipotesi sia corretta)

    E se (sottolineo ancora se) fosse quella l’intenzione di fondo, di fatto va accettato che si emerga e si crolli in funzione di quanto rendono Miro e Shields, facilmente passando da blow outs in qui veniamo obliterati di 20 punti se i due non girano, o vittorie in qui la squadra sembra girare (perche’ in realtà sono loro due a girare) quando sono in serata.

    Ma nulla a mio avviso che sia necessariamente ovviabile (salvo il concetto di rotazione difensiva che e’ migliorabile con il tempo) con lavori sul 1vs1 o altri fondamentali individuali.

  8. Sono sincero: con questi giocatori avete una difesa di forte mi pare parecchio difficile, specie se manca ancora l’amalgama.
    Io continuo a sostenere che fondare tutto sul cambio sistematico e gli aiuti non possa essere la soluzione, che per altro ti espone tanto al rimbalzo offensivo degli avversari. E poi si responsabilizza poco il piccolo che sa che può anche non reggere il primo passo avversario, tanto interverrà il lungo. Se durante il match si rispolverano un po’ di pressing o qualche zonetta spot, sarebbe utile. Ma tutto ciò non rientra nella mentalità del coach.
    Stesso discorso per l’attacco. Noi facciamo p&R orizzontale, solo per spostare la palla da un lato all’ altro, quasi mai oer andare al ferro. Abbiamo un tiratore come Brooks: possibile non disegnare due blocchi per liberarlo?

    In sostanza: la filosofia del coach può essere un valore ma la squadra dovrebbe giocare anche per quello che sono le caratteristiche dei giocatori. Invece da noi non succede….

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