Gianni Petrucci: Il basket italiano è in salute. Guardate la finale di Supercoppa

Alessandro Maggi 6

Gianni Petrucci, presidente FIP, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco alcuni passaggi

Gianni Petrucci

Gianni Petrucci, presidente FIP, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco alcuni passaggi.

SULLE ELEZIONI

«Sento troppi pettegolezzi e falsità. Dico solo che per vincere ci vogliono i voti».

SUL RUOLO DEL PRESIDENTE

«Per essere eletto conta soprattutto come ti comporti. Sul risultato in sé un presidente non incide».

SUL BASKET ITALIANO

«In salute? Sì, la finale della Supercoppa Milano-Bologna dell’altro giorno è stato uno spot meraviglioso. Ma sono sicuro che non sarà un campionato con due sole squadre protagoniste, ce ne sono anche altre che possono inserirsi al vertice».

6 thoughts on “Gianni Petrucci: Il basket italiano è in salute. Guardate la finale di Supercoppa

  1. Ci sono troppe partite in un anno e cominciano subito col proporre la Coppetta Scrimmage da due partite in due giorni. Bisogna tornare alle sfide uniche, per la Supercoppa, non raddoppiare le partite quando ne basta una.

    PetrucciOUT, che è ora.

    1. In generale nello sport si sta assistendo ad un allungamento di qualsiasi competizione, sempre più partite, sempre più incontri, perchè più partite = più incassi (almeno così credono).
      La Supercoppa di basket non fa eccezione e si inserisce in tale contesto. Per altro si disputa con uguale format anche altrove (tipo in Spagna, dove il Real dopo aver sconfitto in Barcellona in semifinale è stato poi a sua volta sconfitto da Malaga in finale).

  2. “Mi permetto umilmente di dissentire”. A livello di nazionale maggiore siamo a zero. Inspiegabili le scelte di Pozzecco.

  3. 181.253 spettatori per la finale di Supercoppa (fra visione in chiaro e in streaming) e questo dice che il basket italiano è in salute ! Ma si faccia da parte, per favore

  4. Il presidente FIP, chiunque sia, dovrebbe fare solo una cosa: abolire la controproducente regola del 6+6.
    Se un italiano vale il livello della Nazionale significa che può giocare in LBA e ovunque anche senza tale regola, anzi, piuttosto che vivacchiare “protetto” in LBA bloccando la propria crescita è meglio che si metta in discussione andando in giro per l’Europa confrontandosi in contesti che non guardano in faccia a nessuno come i casi dei miglioratissimi Melli e Fontecchio dimostrano.

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