Vigilia di Supercoppa. Un trofeo, quando tutto è in costruzione, è ancora più importante

Alessandro Maggi 1

Vigilia di Supercoppa: tra poche ore, a esattamente 100 giorni dalla notte dello Scudetto numero 31, l’Olimpia Milano tornerà in campo

Olimpia Milano post Fenerbahce

Vigilia di Frecciarossa Supercoppa 2024: tra poche ore, a esattamente 100 giorni dalla notte dello Scudetto numero 31, l’Olimpia Milano tornerà in campo in una gara ufficiale per dare il via ad una stagione di rilancio europeo.

Parte lontana dai riflettori la squadra di Ettore Messina in EuroLeague, complici i clamorosi colpi di mercato di greche e turche, ma sempre con le massime attenzioni addosso in LBA, e non potrebbe essere altrimenti.

Non che la Supercoppa, di recente, porti con sè felici ricordi. La Virtus Bologna ha, nelle ultime tre stagioni, sempre battuto i biancorossi: nella finale di Casalecchio di Reno (teatro anche di questa edizione), e nelle due semifinali di Brescia.

Il bilancio nel triennio sono due vittorie, con Treviso e Brindisi nel 2021, e tre sconfitte consecutive, con la formula tornata a quattro squadre dal 2022. Il tutto con prestazioni sottotono, figlie inevitabili di preparazioni spezzettate da assenze e infortuni.

Non è il caso di quest’estate 2024, vissuta all’insegna della serenità e della piena disponibilità degli effettivi. Dopo due stagioni da cielo plumbeo sopra il Forum, pare essere tornato il sorriso, quello del fresco entusiasmo.

Un gruppo più giovane, con voglia di emergere, che si riconosce in due leader tecnici chiamati ad un nuovo senso di responsabilità. Molto di questa stagione, e anche di questa Supercoppa, passerà dalle prestazioni di Shavon Shields e Nikola Mirotic.

Ma i fari, soprattutto in avvio, saranno puntati sulle prestazioni di Neno Dimitrijevic e Leandro Bolmaro. In pre-season hanno acceso e spento lampadine, si sono alternati come conduttori o realizzatori, si sono concessi del tempo per prendere in mano la situazione.

Il banco di prova è subito di livello. La Reyer non è dove voleva essere, ha registrato qualche acciacco e non si è mai ritrovata completa davanti allo specchio. Ma ha talento. Tyler Ennis, che un anno fa mise a ferro e fuoco Milano alle Final Eight di Torino, non è forse un play ma un attaccante eccellente questo sì.

E ancora di più Xavier Munford, sicuramente uno dei volti più interessanti sbarcati in Italia. Bolmaro e Dimitrijevic dovranno equilibrarsi tra di loro e equilibrare l’Olimpia in campo, alternando scelte individuali e coinvolgimenti collettivi.

E’ certamente questo lo spunto più interessante di una competizione che necessita di rilancio simbolico dopo essere stata trattata alla stregua di una finale di pre-season.

Per il resto, Olimpia e Napoli paiono essere oggi le più in forma del poker. Contro la Reyer per Ettore Messina sarà necessario imporre il ritmo, non più solo controllarlo, cercando un giusto compromesso difensivo contro il reparto esterni di Spahija.

Oltre ad Ennis e Munford, anche Moretti, Parks e Weathle. Numeri non eccessivi, come eccessivo non è il talento, ma oltre a Tonut anche Shields, Flaccadori e forse Ricci (out, oltre a McCormack, quasi certamente Causeur e Brooks) dovranno dare una mano per non trascinare troppo l’incertezza. Partire con un trofeo, quando tutto è in costruzione, è ancora più importante.

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