Alessandro Maggi a Canale88: Difficile oggi pronosticare i playoff per l’Olimpia

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Alessandro Luigi Maggi di Sportando e RealOlimpiaMilano è intervenuto questa mattina a MadeInBo su Canale88, nella trasmissione condotta da Massimo Guerrieri

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Alessandro Luigi Maggi di Sportando e RealOlimpiaMilano è intervenuto questa mattina a MadeInBo su Canale88, nella trasmissione condotta da Massimo Guerrieri. Si è parlato anche di Olimpia Milano.

SUL ROSTER ATTUALE

«Olimpia Milano vive una specie di contraddizione. Ha stelle come Mirotic e Shields, che sono al dunque della carriera e devono puntare alle Final Four di EuroLeague, dentro un contesto meno “esperto” con giocatori emergenti. Non possiamo escludere una grande stagione, però può capitare che alcuni elementi non raggiungano già il giusto grado di maturazione in pochi mesi. E’ nell’ordine delle cose. Al momento è impossibile pronosticare una presenza nei playoff di EuroLeague, anche in considerazione del grande mercato di alcune rivali».

SUL REPARTO LUNGHI

«Diop è stato tesserato dopo l’addio di Melli, ma è un giocatore che prima o poi doveva arrivare a questo livello. Ha un corpo che può essere speso per alcuni minuti anche in Europa. Su McCormack resto in attesa. Vista la presenza di LeDay e Nebo, giocatori non perimetrali, si è cercato a lungo un centro con mano dalla distanza. Non trovato l’accordo con Motiejunas si è puntato su di lui. Me lo aspettavo in EuroLeague, ha discreta precisione dalla media, ma deve crescere in difesa».

SUL MERCATO DEGLI ANNI PASSATI

«Non parlerei di mercato “delle figurine”. Mirotic e Melli potevano giocare insieme, qualcosa non ha funzionato a livello umano. L’errore è stato puntare su Kevin Pangos, l’anno scorso, senza che ci fosse la reale fiducia». 

6 thoughts on “Alessandro Maggi a Canale88: Difficile oggi pronosticare i playoff per l’Olimpia

  1. E lo dice uno che è notoriamente vicino sia al coach che alla società; quindi dopo lo sfacelo europeo degli ultimi 2 anni, oggi si ricomincia la lunga marcia verso i po di Euroleague, con la ragionevole certezza di non riuscirci; era questo l’obiettivo della società? Non avere obiettivi….perché se non si raggiungono mai i po, ha senso partecipare? Sorprendenti le parole di Maggi…..almeno uno spiraglio di ottimismo?….se non altro vista la prematurita del giudizio dopo solo poche amichevole…..

    Mi riservo di esprimere la mia opinione, che comunque sarebbe anch’essa prematura, dopo le partite di supercoppa

  2. Volenti o nolenti la finestra dell’ultimo quinquennio si era chiusa, ricostruire era una necessità.

    Se Melli fosse rimasto (probabilmente trattenendo con lui Hall) penso che si sarebbe tentato di dare un ultimo respiro a un progetto che comunque stava mostrando le gambe corte, almeno guardando a Eurolega e ai risultati in declino degli ultimi 3 anni.

    In termini di ricostruzione (e/o eventuale contraddizione del momento) non mi e’ totalmente chiaro intorno a chi o che cosa il piano di lungo termine ruoti. Non intorno a Mirotic che e’ in declino fisico-atletico (non me ne vogliano i fan, ma Mirotic all’apice era cosa diversa da quello che vediamo oggi) e non intorno a Shields, che benché ottimo giocatore con grandissime qualità, non lo considero come “catalyst” di un roster (senza che il mio vada letto come giudizio negativo). Su Shields mi rendo conto ci siano opinioni diverse (rispettabili), semplicemente in ottica di F4 non lo vedi come elemento chiave e decisivo che lo possa elevare a pedina chiave intorno a cui ricostruire un gruppo.

    Il resto del gruppo attuale ha a mio avviso buone pedine, fungibili ma in gradi di stupire lungo il corso della stagione. E’ una situazione in netto miglioramento rispetto allo scorso anno (e si vedranno solide differenze in fluidità e intensità da parte di
    questo gruppo in campo) ma ho l’impressione che questa sia una parentesi di transizione, almeno in euro lega. E rimane difficile da fuori intravedere in che modo strategicamente questa “ricostruzione” sia stata pianificata, soprattutto non avendo chiarezza su trend di budget (ridotto?) e aspirazioni associate.

  3. Penso che una delle due scommesse sulle quali penso che si basi questa stagione, Dimitrjievic, possa rivelarsi azzeccata e buona, ma è il resto della squadra che ha bisogno di bilanciarsi intorno alle possibilità di questo giovane di presenza e talento.
    Lasciatemi quindi esprimere dei forti dubbi sulla conduzione di Messina come prima cosa, e fino a prova contraria.

    Vedo per esempio che riprova il “quintettone”: mi sembra che voglia dire che proprio non ha capito. Che si ostina in un’idea per la quale non ha uomini adatti, né schemi.
    E soprattutto un’idea che richiede tantissimo a Shields, secondo me chiaramente troppo.
    Questo è il primo punto che lascia molto perplessi. Almeno me.

    La stortura Bolmaro è il secondo, altrettanto grave, secondo me.
    Chiedergli di fare qualcosa che chiaramente non è portato a fare, significa non soltanto ripetere l’errore Hall ai danni della squadra, ma anche impedire il pieno e armonico sviluppo di un ragazzo che ha fisico e talento, e che giocando nel suo sarebbe molto più utile alla squadra e a se stesso.

    Certo saranno amichevoli, delle quali ne ho vista solo una, però i numeri parlano chiaro: nonostante il reparto lunghi sia migliorato, parlo dei centri, non delle ali grandi, la palla non arriva dentro, come al solito.
    Così come alcuni hanno detto per difenderlo, che Messina sta provando in sede di preseason dei quintetti che ho criticato per la mancanza totale di logica, altrettanto allora mi sarei aspettato che provasse giochi che portano la palla dentro, visto che abbiamo fisici e attitudini adatte, stavolta. Ma niente.

    A tagliarci fuori dai po, almeno sulla carta è anche il paradosso Shields.
    È l’uomo che risolve, il faro dell’attacco, ma dicono in tanti che tiene troppo la palla, addormentando la squadra.
    La mia domanda, ancora senza risposte, è: è lui che tiene troppo la palla mandando la squadra fuori ritmo, o invece lui tiene la palla per tanto tempo perché non ci sono vie favorevoli di passaggio attorno a lui? Che quindi deve sempre risolvere da solo?

    Se poi vogliamo davvero parlare di costruzione del futuro, siamo noi che faremo crescere i giovani DImitrjievic e Bolmaro, o sono loro che sono venuti in una squadra di seconda categoria per farsi notare e poi andarsene?
    Io non saprei dirlo.

    1. Sollevi punti interessanti per il dialogo, faccio solo un paio di osservazioni a meta’ fra l’opzione e il fattuale sulla base di quanto abbiamo visto sin qui per il confronto.

      Il tuo discorso “Bolmaro” penso diventerà’ un po’ il tema ricorrente di stagione, vista l’assenza (Dimitri a parte) di una classica PG nel roaster (al limite anche Flaccadori e’ un po’ una guardia “ibrida”, cresciuta come shooting guard e poi spostata verso un ruolo di “impostazione”, piu’ per oggettivi limiti che per scelta).

      La differenza che vedo rispetto alla “situazione Hall” dell’anno scorso e’ che abbiamo qui di fronte una scelta fatta consciamente da entrambe le parti, non una reazione a un’emergenza. Pur non conoscendo Hall nella sua crescita pre-Olimpia, la mia lettura del giocatore e’ che privilegiasse giocare “off the ball” in ricezione o scarico. Motivo: ha grande atletismo, abilita’ di essere una minaccia nel “pull-up” (perimetrale e anche mid range) e sa attaccare il ferro. Quando hai tutte quelle come giocatore d’attacco adori reagire in su qualsiasi “close out” (che ti da effettivamente quel nano secondo di vantaggio reattivo) o sbilanciamento difensivo. Penso che proprio in quelle situazioni (oltre ch win fast break) vediamo il migliore Hall al massimo del suo potenziale. Mettendogli la palla in mano all’inizio del flusso (obbligandolo a portarla oltre la meta’ campo), il che fu esigenza e non scelta, porta a snaturarne il ritmo.

      Bolmaro e’ un discorso diverso a mio avviso: ama creare in palleggio, e’ del tutto a suoi agio a creare “off rhythm” (inteso come fuori da un flusso già’ pre-impostato e in atto) e non soffre iniziare il flusso d’attacco in posizione “alta” e di controllo. Non e’ di fatto una classica PG alla Chris Paul (Steve Nash, o Shabazz per riportarla in termini Olimpia), ma può’ fungere da iniziatore di flusso offensivo senza pagare le conseguenze e il prezzo visto con Hall. Sono qui meno preoccupato di te sui rischi di saturazione, anche in virtu’ del sistema “Messina”, basato su alte dosi di blocchi che cominciano subito immediatamente passata la meta’ campo (lasciamo qui il discorso a future puntate per evitare di dilungarsi e diventare noioso, critica che faccio qui a me stesso).

      Il secondo tema che hai affrontato e che ha colto il mio interesse, perche’ spesso dibattuto in questo forum insieme ai rischi del “cambio sistematico” (problema/non problema a parte) e’ quello del “quintettone”.

      Penso qui ci sia un dialogo da aprire su cosa “quintettone” realmente significa. La realtà’ del playback di Messina e’ che c’e un grande movimento richiesto in entrata e uscita da blocchi in vari set, alcuni complicati da “double screens”, “staggered screens” e “spain screens” che di fatto richiedono fisicità nel bloccante e ampiezza di soluzioni tanto in “roll” (verso canestro, spesso richiede un 5 fisico per avere successo) che in “pop” (in cui il bloccante gira verso il perimetro per un tiro da 3, Mirotic o Melli l’anno scorso sono il perfetto esempio). Penso vedremo spesso soluzioni con “lunghi” in campo simultaneamente per offrire proprio variata’ di letture e spezzare il ritmo difensivo, il che non penso sia un male almeno sulla carta. Diventa un problema quando hai un Poytress che non riesce a crearsi spazio in roll, un Hines alla fine di carriera che non ha esplosività’ al rim in uscita dal Pick and roll, o un Voigtmann che e’ inefficiente in “pop” e nullo nel roll verso canestro. In quel caso non e’ tanto un problema strutturale di “quintettone”, quanto un problema di esecuzione da scarsa efficienza e pericolosità dei giocatori in campo, indipendentemente dalla stazza.

      il “quintettone” (se ho capito esattamente cosa intendete con il termine) potrà’ avere successo in alcune situazioni se sincronie, timing e letture miglioreranno con Mirotic piu’ efficiente in pop, Nebo piu’ aggressivo in roll, e Nenad (o Bolmaro/Shields) piu’ sincronizzati in letture e reazioni. Sarebbe facile da provare con l’uso video, siccome penso i “set” di attacco non cambieranno molto quest’anno: basterebbe confrontare una serie di esecuzioni dello scorso anno e paragonorle con situazioni simili della stagione attuale e il tutto salta alla vista facilmente. Le fanno generalmente i video coordinators del team (almeno per la stagione corrente) e portano via tempo, ma sono utili per fattualmente dimostrare le differenze.

      Chiaro ipotesi le mie tutte su carta al momento, e tutto da dimostrare nel corso della stagione. Ma penso vedremo dei sensibili miglioramenti in fluidità’ (incluso Bolmaro e il “quintettone” sin dalle prime uscite di EL. O almeno cosi’ spero…

      Cari saluti sempre,

  4. Inizia una nuova stagione, con un roster rinnovato ed un’idea un po’ diversa, cui bisogna dare un minimo di fiducia. E, credo, si debba avere un po’ di pazienza, affinché l gruppo esprima al meglio le proprie capacità.ci sono scommesse (Dimi e Bolmaro) e certezze (Nebo e Leday). Molto dipenderà da come il coach li farà giocare, se riuscirà davvero a farli rendere al meglio. Certo è che all’ inizio vedremo ancora tanta palla a Shields e Mirotic, perché sono una discreta certezza.
    Per i playoff non credo ci siano molte possibilità, soprattutto per la forza degli avversari che si sono rinforzati molto. Questo rinnovamento porta inevitabilmente ad avere obiettivi più limitati, ma è un passaggio fondamentale se si vuole creare un ciclo. Perché comunque, quello appena concluso è finito. Il bilancio lo conosciamo.
    Vedremo cosa salterà fuori. Io ho poca fiducia nella capacità fi cambiare del coach, ma sarò lieto di essere smentito.
    Buona stagione a tutti.

  5. Pienamente condivisibile la disamina del signor Maggi.

    Io resto sempre piuttosto ottimista su un posto tra il nono ed il decimo,oltre mi pare solo pura fantasia.

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