
Olympiacos e Panathinaikos nelle ultime due stagioni hanno stravolto il mercato europeo con investimenti ingenti e colpi a sensazione. E questo fa molto discutere in Europa.
I “verdi” hanno messo mano al roster la passata estate, arrivando a conquistare l’EuroLeague sotto la guida di Ergin Ataman. E come “premio”, Giannakopoulos ha portato ad Atene giocatori come Lorenzo Brown e Cedi Osman.
Sull’altro versante, conquistato un posto fisso alle Final Four, nelle scorse settimane i “rossi” hanno risposto con il ritorno milionario di Sasha Vezenkov e l’arrivo di Evan Fournier.
I tifosi delle altre squadre d’Europa mugugnano, ma c’è chi in Grecia la pensa diversamente, e sottolinea come non sia solo “una questione di soldi”.
E’ il pensiero di Aris Barkas, storica firma di Eurohoops e certamente uno dei giornalisti più sul pezzo del continente.
Ecco il suo tweet: «Quello che stanno facendo l’Olympiacos e il Panathinaikos indica la strada per il basket europeo. I giocatori europei che sono stelle nel loro paese possono finire in un ruolo limitato nella NBA e i grandi soldi non sono sempre la prima priorità. I ritorni di giocatori come Osman e Fournier lo dimostrano».
What Olympiacos and Panathinaikos are doing shows the way for European basketball. European players who are stars in their country may end up in a limited role in the #NBA and big money is not always the first priority. The returns of players like Osman and Fournier prove that.
— Aris Barkas (@arbarkas) September 7, 2024


Si, ma se non gli dai un minimo, magari si accontentano di un ruolo da comprimari in nba, ma comunque ben pagato. Quindi, i soldi non fanno la felicità, ma aiutano. Io sono per il salary cup, anche se con le diverse fiscalità nazionali, non è facile da realizzare
Fournier è tornato perché non è riuscito a trovare un contratto in NBA o ha ritenuto finita la sua esperienza negli USA, lo stesso farebbe il Gallo, ma non sarebbe una scelta di vita, ma un prendere atto della situazione data e comunque per far ciò, caro Barkas, i soldi ci vogliono, non è solo una questione di filosofia dell’agire
molto dipende dalle aspettative, dai compagni di squadra, dall’allenatore, dalla tipologia di gioco, i soldi non sono tutto e poi i campioni attraggono altri campioni.
Fournier ?? Manco fosse Jordan…..mah
Ho già scritto troppo su questo argomento e mi rendo conto di rischiare di diventare noioso (anche per quelli per cui non lo sono già’).
Budget e fiscalità hanno un peso ma quando vai a spulciare proprietà e bilanci (parzialmente già fatto in post passati troppo lunghi e pedanti per essere letti) devi concludere che le differenze (almeno in teoria) non sono abissali. Ho stimato un delta netto tra Milano e Atene di circa 5-6m (relativi alle operazioni basket) di fronte a net worth relativi tra le proprietà che vedono la Grecia aggirarsi a 1-1.2b mentre Armani viaggia intorno ai 10-13b in termini di proxy per capacità teoriche di investimento.
In perfetta onesta’, i ritorni finanziari in Grecia sono superiori, fonte di un sistema televisivo e di sponsor che ancora paga cifre di rilievo rispetto all’italia e di arene che sono più capienti e vanno in sold out automatico a ogni uscita.
Ma di base penso li’ ci sia ancora uno spirito competitivo di un’altra epoca e il rifiuto di accettare la sconfitta, che attrae tanto campioni intorno cui costruire quanto giocatori solidi élite (starters altrove) che accettano ruoli di secondo piano pur di aggregarsi a un treno vincente.
E’ un po’ la formula vincente dei club di successo in ogni sport da sempre, fa specie vederlo in atto in un paese piccolo e relativamente svantaggiato economicamente. O forse, spirito e massima competitività ,emergono proprio perché esistono quegli svantaggi di sistema/nazione di fondo che trovano sfogo in uno sport (favorito)
ad oggi oly ha circa 20 milioni di ingaggi NETTI, solo per i giocatori.
tutta la struttura milano (coach, dipendenti, giocatori etc.) lo scorso anno valeva 26 LORDI.
la differenza è notevole.
oly 20 NETTI solo giocatori (no staff e dipendenti).
milano 26 LORDI per tutto.