Clamoroso Panathinaikos: firmato anche Cedi Osman

Alessandro Maggi 8

Il Panathinaikos firma un colpo di mercato incredibile: il numero uno del club Dimitris Giannakopoulos ha annunciato l’accordo con Cedi Osman

Il Panathinaikos firma un colpo di mercato incredibile: il numero uno del club Dimitris Giannakopoulos ha annunciato l’accordo con Cedi Osman.

Colpo pazzesco del Panathinaikos

Cedi Osman (29 anni, 2.04 metri) è un nuovo giocatore del Panathinaikos, come annunciato da Dimitris Giannakopoulos tramite il suo profilo Instagram.

I “verdi” rispondono così ai fuochi d’artificio dell’Olympiacos con Evan Fournier annunciando l’ala turca, che ha collezionato 476 presenze in NBA con le maglie dei Cleveland Cavaliers e San Antonio Spurs.

Secondo media vicini al Panathinaikos la trattativa è stata lampo, e decisivo sarebbe stato il colloquio tra Osman e Ergin Ataman, che è anche suo CT nella nazionale turca.

Nel passato di Osman ci sono cinque stagioni di EuroLeague, dal 2012 al 2017, poi  sette in NBA, con 72 partite nella scorsa stagione a San Antonio, registrando una media di 6.8 punti, 2.5 rimbalzi e 1.7 assist in 17 minuti e 30 secondi di gioco a partita.

Dimitris Giannakopoulos ha lanciato la notizia bomba così sul suo profilo Instagram:

“Buongiorno per tre motivi. Il primo è che i nostri rivali in EuroLeague si sono rinforzati molto quest’anno.

(…) sono lieto di annunciare che da questo momento Cedi Osman è un giocatore del Panathinaikos.”

8 thoughts on “Clamoroso Panathinaikos: firmato anche Cedi Osman

  1. Cavolo sono riusciti a portarlo via a Trapani .. 🤣🤣
    Scherzi a parte mi sa che sulla carta 3/4 squadre faranno una EL diversa dalle altre … noi cerchiamo di fare il meglio possibile .. ne sono certo ..
    peccato non avere un giocatore di peso tecnico in più che speravo ci fosse al pronti via

    Forza Olimpia

  2. Mai sentito, mai visto con la Turchia, tutti fenomeni per ROM….

    Quanto alla NBA, 479 presenze ormai non si negano a nessuno, figurati ad un fenomeno, mai sentito prima di oggi, come sto Osman…….avanti il prossimo

  3. Ennesima dimostrazione che al momento Pana, Oly, Real, Barca rappresentino una dimensione di forza economica e monopolio sul mercato anche superiore a quello di Olimpia e Virtus in LBA. Se ci aggiungiamo Monaco, Fener e Efes ci rendiamo conto che per Milano la sola possibilità di avere una continuità economica idonea a mettere insieme squadre che possano quantomeno provare a competere per i playoff di EL per più anni di fila sia un lusso pagato e firmato da una persona e solo una: Giorgio Armani.

    Dando un’occhiata ai bilanci della spa ai evince che sono state fatte svalutazioni per oltre 12 milioni di cui 6,5 milioni riguardanti le partecipazioni con il writeoff più importante (2,5 milioni) che ha riguardato l’Olimpia. Lo scorso anno Armani ha sostenuto la società versando 5 milioni con aumento di capitale.

    Poi capisco benissimo che per alcuni il sogno è che Milano fallisca o si fonda all’Urania diventando una piccola realtà semi provinciale e perdendo qualsiasi dimensione globale, poiché (come qui sopra la famiglia Addams ci illustra ogni giorno ) l’invidia sociale e il rifiuto della meritocrazia in luogo di populismo, familismo e clientelismi vari restano fra i principali limiti culturali di una larga parte della società italiana.

  4. Forse non molto conosciuto ai piu’ (per un passato recente un po’ in ombra agli Spurs, e ai margini della NBA in un team (Cavaliers) poco competitivo negli anni precedenti, e’ un ottimo inserimento nell’impianto “Pana”, oltre che una risorsa “rodata” in termini di esperienza FIBA (e EL). Presenza fisica notevole, viene da una scuola di fondamentali che conosce spazi e angoli per un’altra “screen madness” (amorevolmente parlando)…Pana ha a mio avviso il playbook (ampiezze e profondita’) e l’esecuzione (varietà) in pick n roll e letture/variazioni piu’ solido (insieme a Real e Oly) d’Europa.

    Penso tra l’altro che Cedi, oltre all’IQ in screen ball, offra ottima efficienza nel mid range e in “stretch” (da 3). Non sono sicuro lo giudicherei “clamoroso” (parola che intuitivamente userei per i “needle movers”, ma senza dubbio garantisce ulteriore spessore e affidabilità’.

    Questo a prescindere da discorsi di budget e investimento, che pure sono importanti in quanto aprono opzioni (non so l’ingaggio di Cedi, ma viene da “alti” NBA nel suo ruolo di circa 6-7m, e precedente ramp da rookie e freshman di lega tra i 2 e i 3, sarei stupito se prendesse meno di 2.5m.

    Sul tema budgets, che penso sia il naturale sviluppo del discorso dopo i “colpi” estivi di greche e spagnole….e’ un discorso noto a tutti, sopratutto per chi contribuisce e legge qui su ROM. Ma anche un discorso complesso e con soluzioni pratiche per portare piani di sviluppo dalla carta alla realtà’.

    Lasciando stare i risvolti fiscali (che non sono completamente neutri soprattutto in EU, ma che alla fine non spostano le decisioni forti sull’essere o non essere competitivi, almeno nella mia esperienza pregressa), Giannakaopolous ha (dovrei dire “aveva” siccome la mia memoria risale a qualche anno fa da un lavoro di benchmark per un fondo fi Private Equity che stava valutando operazioni di “credit” in Eurolega e mi assunse come advisor) un net worth rilevante ma non inarrivabile (diciamo intorno ai 900 milion-1.1 bilioni di valore, in gran parte associate alle holding familiari nel farmaceutico e nel settore dei supplementi). In Grecia, hai altre famiglie con net worth superiori che arrivano ai 5-6 billions. Armani, benché’ la mia sia un’ipotesi senza conferme e vetrificazioni, si aggira sui 10-12 bilioni minimo. Circa dieci volte superiore. Il discorso Giannakoupolos a mio avviso e’ un discorso di competitiva’ e passione, voglia di vincere e di non accettare di essere relegato nelle retrovie di rankings (chi lo conosce ha la stessa impressione a livello di “energia” del personaggio). Da li’ nasce quello che alcuni potrebbero considerare “over investment” (nel basket), l’andare oltre, lo spendere piu’ di quanto oggettivamente abbia senso economico. Se volete quello e’ il business dello sport moderno, dove i conti non sono la crescita di profitto e le attività’ ma i trofei che porti in bacheca a qualunque costo.

    Sul discorso Olimpia-Armani, affrontato da molti in questa sede, sembra che il consenso di fondo sia quello di volere tenere il budget sotto controllo e misurato in un’ottica di “sanità’ economica”. Nessuno lo ha confermato pubblicamente (salvo Messina che ha piu’ volte ammesso di non avere le disponibilità’ delle top 5), ma sembra quella sia la linea di fondo. Rispettabile e anche condivisibile da alcuni (su quello ognuno e’ libero di opinare, che i soldi siano suoi o no), e comunque un dato di fatto e variabile inamovibile (sembra) a questo punto vista la cultura di club.

    Esistono soluzioni anche se cio’ fosse la linea operativa: aprire l’azionariato e estenderlo a partners compatibili e’ una delle idee spesso valutate e messe in atto da clubs che vogliono diventare piu’ competitivi (recentemente vi rimando all’operazione Adelson/Dumont a Dallas con interessamento e riduzione della quota di Cuban per aprire spazio a un progetto piu’ ambizioso di lungo).

    Un esempio semplice per dire: se esiste fuoco competitivo e volontà’ di emergere, esistono soluzioni (in campo e in finanza) che sono sempre trovabili per chi punta al top. Basta volerlo e sentire la spinta dentro per farlo.

  5. @Mauro, Bene, Osman avremo modo di conoscerlo in TV, quanto al resto, tu anteponi 2 “se”……io, ne aggiungerei un terzo, forse il più importante: vi è in Italia e segnatamente a Milano uno spazio socio-culturale di predisposizione popolare verso il basket(e parlo in termini numerici assoluti) pronto ad accogliere e a far fruttare chi ha intenzione di allargare in maniera significativa i “cordoni della borsa”?

    A mio avviso non c’è, in Italia rimaniamo uno sport di nicchia, non di massa, cosa che invece è in Grecia e forse anche in Turchia, l'”isola” Real Madrid fa storia a se…..

    1. Ciao fab, capisco e sono le tue domande ben poste e oggettivamente importanti…sulla realtà’ locale non ho commenti utili da fare non vivendo in Italia da 30 anni, quindi lascio a voi il giudizio ch avete voi il polso della situazione locale. Forse la risposta e’ proprio quella che offri tu, nel senso del basket come un fenomeno di nicchia che va parametrato e gestito di conseguenza dal punto di vista degli investimenti.

      Sulla Grecia (e Turchia) c’e’ il discorso che hai avanzato nel tuo post, di un movimento storicamente forte in cui il basket sta piu’ in alto nei ranking sportivi. I flow finanziari da diritti TV in Grecia girano intorno ai 4-5m (anche se poi EL ribilancia con transfers da shareholders che uniformano un po’ le cose), a cui aggiungi “sold outs” in arena costanti (pensa a PANA con media di 14,000 fans a partita, vs. Armani circa 9,000) e che creano altri gap economici (un altro differenziale di circa 1-2m per le greche da fatturato di arena fra EL e competizione regionale). In sostanza, hai vantaggi competitivi “paese” di circa 5-6 mil all’anno per il fatto di provenire da un paese in cui il basket ha piu’ alta forza comparativa di “movimento” (rispetto a essere “nicchia” come l’Italia).

      La domanda vera che se fossi “assunto” di nuovo per una “review” dell’opportunita’ di mercato (cosa che fui da altri in passata carriera, ma non da Armani che sia chiaro) porrei e’ la seguente: di fronte a un potenziale di investimento pari a 5-10X le proprietà’ “top” di lega (Only, Pana, turche e spagnole, considera il Real multisport ha revenues di circa 1b, pari al net worth della proprietà’ Pana), uno “svantaggio” competitivo finanziario di 4-5m annuali a conto economico (piu’ eventuali “svantaggi fiscali” comunque difficili da quantificare) sufficiente per “accettare” di fare un discorso diverso e priori meno competitivo?

      La risposta e’ sempre individuale e non giudico in un modo o nell’altro. Oltre che (lo ammetto) sia dibattibile assumere a riferimento il differenziale di “potere di investimento” basato sulla differenza di “net worth” di partenza (alcuni potrebbero osservare che l’Olimpia per il gruppo Armani e’ un progetto piccolo che e’ in grado solo di accedere solo al budget di “Fondazione” e non alla totalità’ del net worth familiare, prospettiva invece assunta dai Giannakopoulos).

      Ma se quelli sono i numeri (e anche assumendo che sia 10m invece che 5m il gap strutturale competitivo di movimento fra Grecia e Italia), penso che alla fine sia lo spirito che ti faccia propendere in un verso rispetto all’altro. In un caso (accettare la situazione di “nicchia”) investi meno, vai in pareggio finanziario e accetti di giocarti un posto tra il 6 e il 12), nell’altro, investi 5-10m in piu’, colmi il gap con le top, scommetti di allargare la nicchi,) perdi magari 4-5m l’anno ma ti dai le chances per salire al top.

      La risposta finale e’ sempre della proprietà’, da “advisor” farei quella domanda di fondo da cui poi dipendono i piani strategici.

      Detto cio’ sono d’accordo con te sul fatto che Milano forse non ha sufficiente interesse per stare dietro ad una storia del “vincere a ogni costo” (Giannakopoulos), o persino apprezzarla a tutto tondo e appoggiarla in spirito e partecipazione. Per cui e’ possibile che abbia piu’ senso impostare il discorso in un’ottica piu’ misurata e di opzionalita’ di “entertainment” cittadino senza assumere la maniacalita’ del vincere come linea guida.

      1. Bene, se così stanno le cose, come sembra che entrambi siamo d’accordo che così siano, un unico fattore potrebbe cambiare le carte in tavola: che Armani trasformi il suo (di ArmoniGroup) impegno in Olimpia in puro mecenatismo, cosa che non mi sembra (per niente) in agenda

        Poi può accadere che, anche in un contesto svantaggiato rispetto alle citate realtà estere, una squadra, magari L’Olimpia, abbia, come per magia, un rendimento clamoroso…..come quello di 4 anni fa, perché, se i miracoli forse non esistono,…..le sorprese si!

        Saluti!

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