«Messina “Un’Armani più giovane per vincere”» titola Repubblica-Milano

Alessandro Maggi 4

«Messina “Un’Armani più giovane per vincere”» titola Repubblica-Milano a pagina 1. All’interno: «Messina “La mia Armani da corsa per lo scudetto e playoff di Eurolega”»

Ettore Messina

«Messina “Un’Armani più giovane per vincere”» titola Repubblica-Milano a pagina 1. All’interno: «Messina “La mia Armani da corsa per lo scudetto e playoff di Eurolega”».

Così nel suo attacco Luca Chiabotti: «Sesta stagione alla guida dell’Olimpia Milano, sesta Armani diversa da allenare. Probabilmente, quella di quest’anno più di altre che l’hanno preceduta.

Ettore Messina ne parla, facendo spesso riferimento alla sua squadra del 2021, quando Milano si fermò a un tiro dalla finale continentale, impresa mai più sfiorata».

4 thoughts on “«Messina “Un’Armani più giovane per vincere”» titola Repubblica-Milano

  1. Ascoltando interamente il video rilasciato da Olimpia Milano TV, ho notato che Messina reiteratamente ha citato, forse per scaramanzia, forse perché, alla fine, è l’unico buen recuerdo che lui serba, che noi serbiamo, dell’esperienza in Euroleague, il mitico anno in cui raggiungemmo le f4…..appunto, sono passati 4anni, e lui citava sconfitte con la Stella Rossa che io manco ricordavo…..ma lui si, perché lui sa bene che il posto che ci compete, sono quelle atmosfere, quelle situazioni…..non quelle che, negli ultimi 2 anni, le sue gravi colpe, ci hanno costretto a frequentare

    4 anni, 4 anni, torneranno quei fasti? Lo stesso Messina sembra avere qualche dubbio….lo si evince perché, tra le sue frasi, spesso ricorrono concetti quali: SE tutto andrà bene, SE la sfiga non si metterà in mezzo, SE gli infortuni….insomma una marea di se, quasi che lui sia certo del fatto che qualche “SE” si intromettera’ tra lui (e l’Olimpia) e la gloria

    Noto una scarsa fiducia nei propri mezzi a scapito di una propensione, come già fatto nel recente passato, ad aggrapparsi ad una delle scusanti (scuse) citate; questo ad una prima analisi, poi…..la parola al campo!

    1. Ciao Fab, hai fatto delle osservazioni e dei punti interessanti…..non ho ascoltato l’intervistata, ma ho girato in un altro post alcuni punti per capire la differenza fra quegli anni e il passato piu’ recente (per chi vuole vedere e confrontare aspetti tecnici).

      Molti tecnici hanno in mente come vogliono impostare una squadra e hanno “sistemi” e filosofie di pallacanestro che anche inconsciamente pensano siano il modo piu’ probabile in cui vincere…in alcuni casi sono disposti a fare aggiustamenti per calzare il proprio sistema alle risorse disponibili, ma nella mia esperienza personale non ho mai visto un tecnico che abbia rivoluzionato completamente la propria filosofia per adattarsi a metodi e approcci creati ad hoc per la squadra che il mercato ha consentito di costruire (a volte di fatto le risorse che veramente vuoi o non sono disponibili, o non rientrano nel budget complessivo).

      Avendo guardato il playbook classico di Messina (circa 40-50 schemi base con cui tende a impostare l’attacco, e anche guardandone l’evoluzione…il sistema richiede grande mobilita’, velocità’ e intensita’. Se guardi l’impostazione di blocchi e giocate (zipper, flares, spain e altri, tutti inclusi nel playbook di base di Messina sia chiaro), i box sets e altre strategie che predilige, unito al suo creare in difese asfissianti e a rotazioni impeccabili, e pronte a lanciare il contropiede in propulsione e a ogni occasione….e’ un sistema estremamente affaticante che necessita di risorse fresche, giovani (o mid career ma con preparazione fisica suprema), quoziente intellettivo di basket top (vedi: Chacho, Hines, Melli , Micov etc), e sincronie perfette.

      In quel senso secondo me vanno letti commenti di Hall “Messina e’ un coach esigente”. E in quel senso vanno visti i fallimenti di giocatori importanti che non hanno saputo integrarsi in un sistema che e’ complesso e richiede massima integrazione, grandissima capacita’ di lettura della difesa, aderenza e devozione (fisico e atletica).

      Ora, vedendo la squadra di quest’anno, le novità’ e i ritorni….penso che i suoi “SE” e i suoi “caveat” nascano da un confronto fra il suo playbook ideale (che e’ sempre quello) e come lui pensa queste risorse possano adattarsi e performare. A mio avviso e’ ancora un po’ tutto da vedere, e se fossi in lui avrei gli stessi punti di domanda: riusciranno i lunghi a inserirsi nel playbook ampio di picks, screens, box, e nei vari sets di attacco che richiedono fisicità’, aggressività’ nei roll, capacita’ di passing e lettura al nano secondo? La mobilita’ di Mirotic migliorerà’ nel corso della stagione per offrire alternative al “pop” o ai “flares” che sono letture “limitanti” se lasciate a se stesse e ripetute azione dopo azione (a questo punto della carriera Miro sostanzialmente gioca in pops e rolls in post al 70% del suo attacco)? Come reagiranno le PG di quest’anno nell’impostazione del flusso offensivo a meta’ campo (vedi esempi del Chacho e di come in 4 secondi dopo la meta’ campo aveva già’ creato fluidità e pericolo, cosa mai riuscita a Pangos, Flacca, a Lo).

      Quelle (e molte altre) sono le domande tecniche aperte in questa stagione…il primo indicatore importante sarà’ osservare l’intensita’ e la mobilita’ di attacco, entrambe mancate nel corso della scorsa stagione (salvo parzialmente nella finale di Bologna). La struttura di gioco e i sets esistono e non sono cambiati, ma impostarli e farli girare richiede sincronia, preparazione atletica, IQ, personalità’ e mobilita’/velocita’ di lettura (frazioni di secondo).

      Sara’ interessante vedere come la nuova struttura si plasmerà’ intorno al playbook di base, e avremo alcune prime risposte penso entro fine ottobre/meta’ novembre

      Salutino

      1. Errata corrige: Salutoni (typo da keyboard autorrect, funny things i software modernI) lol

      2. Ciao Mauro, ovviamente lascio a te tutte le letture tecniche e le tecnicalita’ degli schemi (non posso certo competere ai tuoi livelli); come certo avrai capito la mia era solamente una “lettura” del pensiero di Messina espresso attraverso le sue parole, cercando di entrare nella psicologia che, quelle parole, fanno emergere del Messina uomo, più che di coach Messina…..li’ lascio il campo a te e a chi ne sa più di me

        Ricambio il saluto

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