L’Olimpia Milano di Shavon Shields. Versione vintage, ma sempre al centro

Alessandro Maggi

Si riparte da quindici uomini, senza ulteriori aggiunte. Per ora. Si riparte dall’Olimpia Milano di Nikola Mirotic e… Shavon Shields

Shavon Shields

Si riparte da quindici uomini, senza ulteriori aggiunte. Per ora. Si riparte dall’Olimpia Milano di Nikola Mirotic e… Shavon Shields. Il classe 1994 di Overland Park inizia la sua quinta stagione in biancorosso con grandi aspettative.

Una stagione non semplice dopo i tanti stop

L’ultima stagione non è stata semplice per Shavon Shields, come per tutta l’Olimpia Milano. Ma i numeri sono quelli di un rilancio a livello fisico.

Dopo le 53 gare del 2021-2022, e le 35 del 2022-2023, nel 2023-2024 sono state 63, senza grandi acciacchi. 15.7 i punti di media in LBA, 14.1 in EuroLeague.

Qualcosa non ha funzionato, la squadra non ha impattato in Europa, e anche il linguaggio del corpo del danese non è stato sempre dei migliori, per quanto siano state solo quattro le gare non in doppia cifra nella massima competizione continentale.

A far discutere anche e soprattutto quel che è successo fuori dal campo. La rottura con la vecchia agenzia, quella di Messina e Mirotic, e il passaggio a Sigma, ovvero la “casa” di Nicolò Melli. 

Da lì tante voci di addio, per quanto mai confermate, e qualche parola a fine stagione che ha lasciato aperti vari scenari: «Il mio futuro? Godermi l’estate».

Ma in fondo le settimane successive sono passate senza scossoni. Shavon Shields è ancora all’Olimpia Milano, e assolutamente al centro del progetto.

Shavon Shields, un nuovo rilancio

Come detto, la stagione di Shavon Shields è stata comunque ottima nei numeri. Nelle finali Scudetto il giocatore non è arrivato al meglio, ma ha comunque “cambiato” le sorti della serie decidendo gara-1 in overtime.

Ora, la nuova missione, è trovare una via comune in campo con Nikola Mirotic. Sono queste le due punte del sistema di Ettore Messina, ma con qualche modifica.

Dopo due stagioni spesso da “2”, la volontà è riportare Shavon Shields in ala piccola. Lasciando il pallone in mano agli altri, riducendo le opportunità in isolamento ad inizio possesso, ma al tempo stesso non tarpando le ali offensive del giocatore.

Qualche possesso iniziale in meno, qualche opportunità in più sugli scarichi, sempre a scenario offensivo aperto, in avvicinamento al ferro o da fuori. Sfruttando mismatch e vantaggi creati dai compagni. Il tutto, ritrovando anche una dimensione difensiva più continua, come all’inizio della sua avventura milanese.

Uno Shavon Shields “vintage” insomma, come nel primo anno con Kevin Punter. Ma sempre al centro del progetto di Ettore Messina, e dell’Olimpia Milano.

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