Rudy Fernandez, ieri l’ultima partita: Me ne vado con tristezza ma in pace

Ieri Rudy Fernandez ha giocato la sua ultima partita nel ko della Spagna con il Canada a Parigi 2024. Si chiude la carriera di un grandissimo

Ieri Rudy Fernandez ha giocato la sua ultima partita nel ko della Spagna con il Canada a Parigi 2024. Si chiude la carriera di un grandissimo del basket europeo, vincitore con la Nazionale di due ori Mondiali e quattro Europei, oltre che di due argenti olimpici e un bronzo.

Classe 1985 di Palma di Maiorca, ha giocato con Badalona, Blazers, Real Madrid e Denver Nuggets, conquistando 7 ACB, 7 Copa del Rey, 9 Supercoppe, 1 Fiba Europe Cup, 1 Uleb, 1 Coppa Intercontinentale e 3 EuroLeague.

Le sue parole: “Me ne vado con tristezza e pace. Pace perché è arrivato il momento di essere in pace con la famiglia e tristezza perché ho vissuto tante cose con questa nazionale e con il basket, anche a livello di club. Il fatto che non ci siano più tornei e viaggi ha un’atmosfera di tristezza e la squadra mi mancherà”.

8 thoughts on “Rudy Fernandez, ieri l’ultima partita: Me ne vado con tristezza ma in pace

  1. Un altro degli ultimi grandissimi del basket europeo si ferma.

    Magari non sempre ineccepibili sono stati i suoi comportamenti in campo ma si tratta di uno di quei giocatori che vorresti sempre avere nella tua squadra.

    Chapeau.

  2. Ma erano forse grandi uomini Maradona,Rodman,Buffon,Hunt,Lucchinelli ?

    Omuncoli da due soldi probabilmente ,ma se si parla del loro mestiere lo hanno saputo fare,e pure piuttosto bene.

    Rudy non sarà certo stato un esempio totale di correttezza in campo ma non si chiude una carriera sportiva con tutti quei titoli se non sei un campione,e lui lo e’.

    Aggiungo in ultimo che se fosse stato uno dei nostri i commenti ora sarebbero stati di ben altro tono.

    1. Come sempre concordo con te carissimo DLB.
      Rudy è un campione assoluto e i trofei che ha portato a casa sono li a dimostrarlo.
      Ed è stato anche un atleta attaccato alla maglia visto che è stato per 13 anni di fila al Real e nel mondo del basket è un evento più unico che raro.
      Concordo ancora di più con la tua chiosa finale.

    2. Come giocatore sapeva il fatto suo (la lunga carriera ad alti livelli parla per lui); come persona l ‘ho sempre trovato insopportabile, parere condiviso dai più, e nulla c’entra dire: se fosse stato con noi…..l’etica non ha bandiere…..poi uno, tu, puoi anche essere affascinato, non dico dal male, ma dal politically uncorrect, che nel caso di Rudy però, era apertamente “scorrect”; quanto ai paragoni con quelli che hai citato, non lo assolve da essere stato, per i suoi atteggiamenti provocatori e molto al di sotto della sua classe, un vero ommemmerda

  3. Ma sono per caso simpatici Phelps, la Pellegrini, Tyson, Rodman?
    I campioni sono campioni e lo sono anche perché sono pronti a tutto per vincere, anche a qualche piccola scorrettezza.
    Fa parte dell’ essere affamati, di alzare sempre di più il livello della competizione.
    Magari non è stato sempre irreprensibile, il suo comportamento in campo; spesso è stato duro. Ma ha dimostrato di saper giocare a basket mooolto bene, pur con un fisico “normale”, passatemi il termine, attraversando decenni in cui il basket è cambiato, si è evoluto. E lui era ancora li, a giocarsela contro guardie più rapide e fisicate. Complimenti, campione!!

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