Danilo Gallinari: Spiace per l’addio di Melli. Ma gli ho detto che conta essere felice

Danilo Gallinari protagonista sul Corriere dello Sport. Ecco le sue parole riportate dal quotidiano romano

Danilo Gallinari

Danilo Gallinari protagonista sul Corriere dello Sport. Ecco le sue parole riportate dal quotidiano romano.

SUI SUOI INFORTUNI

«Non mi piace chi si piange addosso. Facendo il professionista so che può accadere e che, se succede, bisogna subito guardare avanti. Invocare sfortuna o altro serve solo a deprimersi. Il mio primo pensiero è stato sempre: tornerò più forte di prima».

SULL’ADDIO DI MELLI A MILANO

«Da tifoso, avrei desiderato un altro epilogo. Però si vede che dappertutto non ci sono più bandiere, si considera poco il loro passato, il valore e ciò che rappresentano. Nik ora ha fatto una scelta, tornare al Fenerbahce. Gli ho detto: l’importante è che tu sia felice».

SUL FUTURO

«Sì, nella Nba. Vedremo cosa succederà, ma ci penserò più avanti. Il dubbio che ho ora è: cosa mangerò a pranzo? Speriamo nella cucina italiana perché quella locale è così così»

11 thoughts on “Danilo Gallinari: Spiace per l’addio di Melli. Ma gli ho detto che conta essere felice

  1. Traduzione:conta solo il conto in banca,il resto e’ mancia.

    Meditate gente,meditate.

  2. Il professionista va dove guadagna di più, certo se va dove si vince, in futuro guadagnerà di più. Non ci sono altre motivazioni.

  3. Il Gallo ce l’abbiamo sempre tra i piedi semplicemente perché i porgitori di microfoni fanno a lui sempre domande su Olimpia e dintorni

  4. In NBA può ambire ad un contratto di un anno al minimo salariale che grosso modo coincide con lo stipendio di una big europea, quindi chi come al solito cita motivi economici alla base della scelta del Gallo parte prevenuto

    Io credo stia aspettando la chiamata da una contender (come role player ovviamente) per provare a mettersi al dito il famigerato anello che gli manca, non credo accetterebbe un’ eventuale offerta di squadre tipo Charlotte, Chicago o Sacramento…

    1. Appunto che se ne stia pure in NBA così non rompe le palle da noi.
      Solo l’anello gli manca? Veramente gli manca tutto perché finora non ha vinto un cazzo né in Europa né in America. Ma ti rendi conto dei strafalcioni che scrivi?

      1. Che il Gallo ha preferito i soldi piuttosto che portare a casa qualche trofeo non lo dico io ma la sua storia cestistica. Che poi tu scrivi “il famigerato anello che gli manca” vuoi far intendere che in carriera ha vinto tutto quello che c’era da vincere tranne l’anello quando in realtà non ha vinto un emerito cazzo.

  5. Penso @Marco, @whaleshark in sostanza abbiate entrambi ragione. In superficie ci sono due fattori in considerazione: una championship e l’aspetto finanziario. Ma non solo quelli.

    Sull’anello, quando vivi in America per lungo tempo (ne parlo per esperienza personale): conta solo quello che vinci e i risultati. Null’altro. Relazioni, divertimento, pubblico…zero. Te ne rendi conto dopo circa sei mesi che sei qui. E penso per Danilo, dopo esserci andato vicino in un paio di occasioni “perse” (prevalentemente la situazione ACL/ginocchio con i Celtics che ex-post gli avrebbero dato il risultato che cerca). Si tratta non solo di vincere ma di dare “coronamento” e “significato” a un’esperienza. Avendolo vissuto (in altri ambiti professionali) anch’io lo comprendo.

    Sugli aspetti finanziari, Marco ha ragione. Danilo può’ ambire a uno stipendio “veteran” che si aggira in range tra il top europeo (la scala e’ fra i 1.8 e i 2.5m di dollari circa) e qualcosa di piu’. Potrebbe essere vantaggioso restare in NBA, ma se uscisse dall’Europa un’offerta top (2-2.5) considerando vantaggi fiscali e altro la differenza sarebbe minima.

    Ci sono pero’ altre considerazioni che qualcuno nella situazione di Danilo penso farebbe: l’NBA come mondo non e’ solo l’aspetto finanziario, ma un ambiente e un’energia radicalmente diversa da quella europea. Lo senti nello spogliatoio, quando viaggi con il team, quando entri nelle arene, rapporto con i media e un certo lifestyle (basketball secondo sport dietro la NFL) che per un professionista con una certa personalità’ può’ avere il suo appeal. Odiato da gente come Jokic per esempio (che preferisce un lifestyle meno spinto e piu’ misurato), amato da altri. Non so dove si colloca la personalita’di Danilo lungo lo spectrum….posso pensare pero’ che comparativamente ad altri sia sensibile allo stare sotto i “riflettori” (piu’ di quanto piaccia a una figura come il Joker per un esempio stupido).

    Quelli sono elementi “intangibili” (chiamiamoli di “lifestyle”) che possono per alcuni pesare parecchio.

    Rimango dell’opinione che: 1. La possibilità’ “anello” per Gallo sia virtualmente chiusa (i top contender per il 2025 sono squadre in cui ha già’ militato salvo Miami)., 2. Offerte di secondo livello potrebbero essere scarse a meno che non provi alle Olimpiadi (assumendo che ci vada) di essere rinato e ritrovato fisicamente.

    Ho la sensazione che per Armani/Messina, se l’obiettivo e’ quello di riportare Gallinari a Milano (per qualsiasi ragione, tattica o di marketing che sia e su cui non opino, scelta loro) dovranno predisporre “red carpets” non indifferenti…

  6. Da un punto di vista di scelte sportive non capisco minimamente le critiche nei confronti di Gallinari, il quale ha avuto la capacità di avere una lunga carriera in NBA di eccellente livello, la sfortuna purtroppo ha avuto un ruolo determinante in un paio di occasioni in cui avrebbe potuto lottare per ilo titolo ed invece si è ritrovato out causa infortuni gravi. Non stiamo parlando di un Melli o un Datome che sono andati di là un paio di anni, scaldavano la panchina e quindi han pensato bene di tornare di qua il prima possibile; stiamo parlando di un “vero” giocatore di livello NBA, la carriera del Gallo è interamente a livello NBA ed è logico che fino all’ultimo punti/speri a provare a vincere il titolo, ovviamente più passano gli anni e più avrà un ruolo secondario ma il suo desiderio è comprensibile e condivisibile.

    Sulle continue dichiarazioni circa un termine di carriera a Milano, ovviamente alla lunga stancano ma qui entra in gioco anche il giornalista di turno che mostra grandissima fantasia nel porre domande… da 10 anni gli domandano sempre la stessa cosa e lui bene o male risponde la medesima cosa, ossia che gli piacerebbe terminare la carriera a Milano e bla bla bla. Risposte ovviamente scontate, risposte che si danno in modo da far contenti tutti; nella sua testa la priorità è la carriera in NBA, Milano nel caso viene dopo, il giorno in cui in NBA non avrà più possibilità ritenute soddisfacenti. Nel frattempo, inoltre, il centro della sua vita quotidiana si è stabilito negli USA, motivo in più che lo spinge a stare di là.
    Ad ogni modo, 9 anni fa disse che sarebbe tornato, magari, dopo 10 anni, quindi la stagione del ritorno sarebbe il 2025/2026 🙂

    1. Nel 2025/2026 avrà 37 anni e da noi c’è sempre posto in infermeria. Già adesso è un morto che cammina figurati tra un anno ahahahaha

Comments are closed.

Next Post

Nico Mannion: Al futuro penserò poi, non ho fretta

Nico Mannion, pronto al via del Preolimpico di Porto Rico, parla anche di futuro con Piero Guerrini di Tuttosport

Iscriviti