27 giugno 2014-27 giugno 2024 | Dieci anni dopo possiamo solo dire “GRAZIE”

Sono passati dieci anni dallo Scudetto atteso 18 anni. Ancora oggi, le emozioni sono le stesse. Il ricordo di quella folle notte di gioia

27 giugno 2014

Se riguardate quelle immagini ci sono Luca Banchi, Mario Fioretti, Massimo Cancellieri. Ovvio. Anche Alessandro Magro, poi coach dell’anno con Brescia, in lacrime. O Michele Catalani, oggi responsabile del settore giovanile milanese, allora a Siena. Senza dimenticare Marco Crespi, che in fondo ha costruito sè stesso in biancorosso. 

Quando la telecamera si allarga si può notare l’abbraccio liberatorio di Flavio Portaluppi a Livio Proli. In panchina, Keith Langford inizia a toccarsi nervosamente il naso. Dirà che fu come vincere un titolo a New York. Poco più in là Bruno Cerella, al primo di quattro Scudetti, inizia a muovere le braccia come a liberarsi di un peso. Samardo Samuel al suo fianco resta piegato. Poco dopo Brunito si alzerà sui cartelloni pubblicitari impazzito.

In campo? Abbiamo tutti, credo, le stesse immagini. Il +8 senese sul 48-56 a 8’ dalla sirena. La tripla del 62-62 di Curtis Jerrells solo 4’ dopo. Il sorpasso di Nicolò Melli in correzione su Daniel Hackett. Il canestro e fallo di Daniel. L’urlo di Nicolò. La tripla di Moss. Gentile che prende fallo e inizia a chiamare il Forum. La schiacciata di Gentile. Il pallone calciato alla sirena da Daniel Hackett in tribuna. L’invasione di campo. Ale che chiede al pubblico di lasciare il campo: «5 minuti, poi distruggiamo il palazzo».

In quei minuti ci sono 18 anni, ci sono 6604 giorni di attesa. Quei 10 anni meriterebbero un libro, ma ancora oggi chi scrive non riesce a trattenere le lacrime. Forse è troppo presto. Verrà col tempo. Dieci anni si può ancora e solo fare una cosa. Dire grazie. 

A Giorgio Armani, che ha riacceso una storia. A Livio Proli, che ha messo in piedi una struttura. A Flavio Portaluppi, che ha portato una cultura. A Luca Banchi e il suo staff, che hanno reso possibile quel che pareva impossibile. 

A Bruno Cerella, che ha rappresentato lo spirito. A Nicolò Melli, e a al suo “ce l’abbiamo fatta”. A Daniel Hackett, che ha cambiato la squadra. A Marquez Haynes, che ci ha donato Daniel Hackett. A Keith Langord, che ha indicato la via. A Samardo Samuels, che ci ha dato uno scoglio per arginare il mare. A David Moss, che fu ministro della difesa e mise quella tripla.

A Curtis Jerells, che è The Shot, ma non solo The Shot. A Kristjan Kangur, CJ Wallace e Gani Lawal, mattoni di un muro che resta ancora in piedi nei ricordi. Ad Alessandro Gentile, perché si è preso un peso enorme sulle spalle, che vale 1, 10, 100, 1000 carriere. Mvp, per sempre.

10 anni fa, ad un certo punto, avevamo creduto davvero, sul 3-2 per Siena, che vincere a Milano fosse impossibile. Questi ragazzi, questi uomini, ci hanno dimostrato che non lo era. 10 anni dopo, l’emozione è incontrollabile come allora. 10 anni dopo, possiamo solo dire grazie a chi ci ha regalato quella folle notte attesa 18 anni. 

28 thoughts on “27 giugno 2014-27 giugno 2024 | Dieci anni dopo possiamo solo dire “GRAZIE”

  1. Ho ancora i brividi al solo pensiero,a meno di tre settimana dal mio recupero dal coma,il regalo più bello che #AleGent e l’Olimpia tutta potevano farmi!
    #MenInREDperSEMPRE

  2. Uno scudetto importante, importantissimo, emozionante, quando gli scudetti contavano perché non erano solo un conto, e vincerli era emozionante, non scontato.

    Poi è arrivato Messina. Gli scudetti sono diventati patacche, troppo facili, la festa è diventata un evento, il Forum s’è riempito, l’emozione s’è svuotata.
    Le maglie si sono stinte.

  3. Lo scudetto di Banchi emozionante dopo anni di digiuno contro una Siena nettamente più debole che quasi ci faceva lo sgambetto.

    Poi ci siamo abituati bene e quindi vincerne tre di fila contro una Virtus nettamente più forte di quella Siena non conta.

    Sono facili, sono patacche. Ma che dire di fronte a queste esternazioni….nulla

    1. Ciao Iellini, quello scudetto fù una vera e propria liberazione dopo 18 anni di digiuno.
      Da lì in avanti, sparita Siena, Milano in teoria avrebbe dovuto vincere lo scudetto ad ogni stagione, invece spesso e volentieri si subirono cocenti eliminazioni da parte di squadre nettamente inferiori, per esempio giusto l’anno successivo si venne eliminati in semifinale da Sassari, poi si perse con Trento (!!), poi ancora con Sassari, un anno si vinceva lo scudetto ed un anno si veniva eliminati senza manco raggiungere la finale…
      Adesso che sono 3 anni consecutivi che si vincono gli scudetti, sconfiggendo in finale un avversario di alto livello come Bologna, ci si affretta a sminuire tali vittorie, alla fine era meglio quando non si vinceva, questo è l’assurdo.

      1. Effettivamente vincere contro una Bologna che ha il budget 10 volte superiore rispetto a quello delle squadre con cui solitamente si perdeva in semifinale (e superiore a quella Siena che fallì il giorno dopo) è una vittoria scontata.
        Bologna che, ricordo nuovamente, era candidata alla final4 di EL, squadra costruita bene, fortissima, grandissimi centri etc. etc. etc.
        Non come quando si vincevano gli scudetti contro Siena che da lì a 2 giorni falliva, dopo averla depredata dei giocatori migliori, quello sì che era uno scudetto dal grandissimo valore, difficile da vincere, uno scudetto che contava.

      2. Cmq ne hai di fantasia nel raccontare minchiate? Saranno felici i tuoi nipotini che hanno un nonno che gli potrà raccontare le barzellette. Speriamo che riescano a capirle perché se hanno preso da te sono messi male molto male ahahah

      3. O magari saranno felici i nipotini di colui che racconterà loro di essere stato un troll coglione in un blog di basket, ad ognuno le proprie gioie.

      4. Si racconterò i tuoi sproloqui almeno a differenza dei tuoi i miei rideranno per le tue stronzate. Le mie sono gioie i tuoi sono dolori ahahahaha
        Preso il maalox ahahahaha

      5. Ma di quali gioie e dolori parli? Ti dai troppa importanza, a me dei deliri di un coglione travestito da troll come te frega meno di zero, io provo gioia perchè la squadra per cui tifo è campione d’Italia, tu provi gioia nell’insultare e fungere da troll in un blog di basket, quello che ha problemi sei tu non di certo io che parlo di basket e vivo l’Olimpia come uno svago, non come te che è solo presupposto per insultare chi non gliene può fregare di meno di Messina e del dargli contro come se si stesse parlando di questioni di vita o di morte.
        Poi ai tuoi nipotini racconta pure che eri un troll coglionazzo in un blog di basket che si metteva ad insultare gli altri perchè non si allineavano alla squallida ricerca di un capro espiatorio con conseguente deriva di ogni commento, contento tu contenti tutti, a me chemmefrega.

      6. E qui che ti sbagli cerebroleso. Tu vorresti spacciatti per un nostro tifoso quando in realtà sei un fanatico di Messina. Oggi Milano ieri Bologna, Treviso Real Madrid e Cska Mosca a seconda dove va il vento in questo caso il tuo pastore.
        Per te si che sono importante mi hai dedicato un pippone dei tuoi ahahahaha
        Mi leggi e mi rispondi pure ahahahaha
        Mai una volta coerente con quello che scrivi. Se un giorno colleghi il cervello alla testa fammi un fischio ahahahaha

      7. Come sempre hai zero argomenti e ti riduci a insultare tirando in ballo, ovviamente dato che è un tuo assillo, Messina.
        Io almeno un cervello ce l’ho, a differenza tua che vieni qua a fare il troll.

      8. Magari ce l’hai ma a quanto pare non lo usi ahahahaha
        Messina non è un mio assillo ma purtroppo è il coach della mia squadra.
        Vedi io ti rispondo con piacere tu invece vuoi fare il superiore cercando di fare l’indifferente ma poi talmente schiatti dal rosicare che non ce la fai più e spari ancora piu stronzate del solito ahahahaha

    2. Provo a prenderti sul serio. Ti faccio una domanda: se per Milano è obbligatorio vincere in Italia per il budget più alto delle altre squadre perchè in Europa, dove se non sbaglio abbiamo il sesto o settimo budget, dovremmo competere per vincere la EL? non mi rispondere che negli ultimi due anni non siamo entrati nei play-off perchè concordo sul fatto che siano stati due anni fallimentari. Ma quando si parla di EL sembra che se non si primeggia è un fallimento. Grazie per la risposta.

  4. Quoto il finale di Iellini (Scudetto sempre bello) ma anche Palmasco nel dire che quello fu più emozionante, più vissuto, più intenso

    Vinto da Hackett ?? Per favore……inutile per 4 gare e mezzo (ovviamente perché a lui fregava zero di Milano e lo disse , in dichiarazioni che difatti gli causarano la antipatia che tuttora resta dei tifosi milanesi a cui si rivolse con quel calcio alla sirena)

    Altra cosa bella : la sparizione dei ladri senesi che adesso sono nella categoria di competenza ma che un giorno spero di rivedere in A con magari Pianigiani in panchina o Crespi il venduto che sputó veleno sulla Società che lo aveva “cresciuto”

    Ps: Quanto non mi mancano Portaluppi il servo e JG l’incapace

    1. intanto portaluppi scoperse gudaitis e lo andò a vedere giocare………..

    2. Non dissento con il tuo spirito competitivo, ma ti offro l’esperienza personale se può’ dare un filo piu’ di informazione.

      Sono stato compagno di squadra nelle giovanili con Flavio e sono stato allenato per anni da Marco Crespi in Olimpia. Due persone fantastiche (almeno nei miei ricordi di gioventù’) e gente con cui avrei sempre piacere di lavorare.

      Sai, vari fattori poi incidono nei comportamenti e non e’ mai facile giudicare da fuori. Marco ha incredibile competenza (e non ha bisogno di me per sottolinearlo) e una competitivita’ incredibile, qualità’ a mio avviso lodevoli. Quando vai via e hai un altro team, il tuo ruolo e’ di mettere da parte il passato e competere dall’altra parte. E’ successo a me quando venne il mio turno…non “sputi” su chi ti ha cresciuto ma volente o nolente devi andarci contro. E’ la legge dello sport. Le emozioni del momento poi’ possono portare a eccedere in un verso o un altro.

      Non commento su Flavio perche’ ho troppo rispetto sulla base di ricordi, ma mi e’ dispiaciuto leggere di una contestazione nei confronti di chi ha dato una vita per i colori bianco-rossi, sin da quando aveva 15 anni. Per chi ha lavorato in Olimpia durante l’amministrazione Armani, e con Proli come watchdog…beh’ hai delle dinamiche “corporate” che non e’ il mio posto giudicare. Faccio solo notare, per esperienza, che quelle dinamiche esistono e influiscono su come dall’esterno più percepire l’operato di chiunque, non avendo mai la reale verità’ sulle situazioni interne.

      L’ambiente Armani non e’ per tutti, ha le sue caratteristiche e il suo modus operandi….ad alcuni piace ad altri meno. Su Flavio e Marco posso spezzare una lancia a favore, se non altro perche’ ci sono cresciuto insieme per alcuni anni della mia gioventù’ e conosco gli individui direttamente.

  5. Quello era uno scudetto pieno di significati, il primo dell’era Armani 6 anni dopo il suo arrivo come proprietario. Scudetto che poneva fine allo strapotere di Siena e del suo doping finanziario, riconducendo alla legalità l’ambiente cestistico nazionale.

    A confronto con quella passione, gli ultimi tre scudetti mancano di epica, sembrano trofei di plastica perché sono trofei di plastica, artificiosi come quest’Armani Italytrotters show, ostaggio ormai da un lustro di Ettore Messina.

  6. Si rischiò di perdere contro una Siena sull’orlo della sparizione, la squadra era sfinita dopo un EL giocata ad altissimo livello, sul 3-2 per Siena si era abbastanza sicuri che nemmeno quella sarebbe stata la volta buona di tornare a vincere lo scudetto dopo un’attesa enorme, poi vi fù The Shot ed il resto è storia.
    Capitan Gentile al suo massimo livello, gran dispiacere per tutte le difficoltò che poi incominciò ad incontrare con conseguente carriera ben al di sotto delle proprie qualità, ragazzo che ebbe veramente l’Olimpia nel cuore dimostrandolo più e più volte sul campo. Un vero Fiero Guerriero.

    L’anno successivo si perse in semifinale contro Sassari (roba che succedesse adesso…), Banchi scaricò le colpe su Melli il quale pensò poi bene di andarsene a Bamberg. Ed anche qui il resto è storia…

  7. Una Siena già notevolmente ridimensionata e sulla carta nettamente inferiore all’ollora Olimpia, oppose una epica resistenza; fu l’unica edizione di Siena che, spogliata degli orpelli che poi la portarono al fallimento, sul campo meritò onore e applausi (mi ricordo un Crespi indemoniato); per noi arrivò uno scudetto sin troppo sudato

    Grazie, si, ma, aggiungerei: “vorrei anche vedere” (che non l’avessero vinto)

  8. Diciamo la verità: dal punto di vista emotivo (ero presente al Forum) fu una vittoria galvanizzante dopo decenni di sconfitte.
    Dal punto di vista tecnico vincendo contro una squadra a voi avevamo depredato tutto a che ci ha portato a gara 7.

    Chi disprezza il trittico con la Virtus è prevenuto o in malafede (vero Palmasco?)

      1. Aaaahhh che goduria essere campioni d’Italia alzando il trofeo in faccia ai bolognesi per la terza stagione consecutiva!!

      2. Come i provincialotti 🤣🤣
        Hai goduto come gli ultimi due anni di EL? ahahahaha

  9. @MauroC = Grazie per il tuo commento. Non discuto nè il Portaluppi giocatore (e ci mancherebbe) nè il Crespi tecnico (su cui concordo nelle capacità) nè ovviamente le persone extracampo ma critico comportamenti tenuti da entrambi a cui ho assistito o dal vivo o vedendoli in TV.

    Nello specifico :
    1) Portaluppi allontana a malo modo tifosi che a Palazzo “si permettevano” di contestare Proli o l’allenatore
    2) Crespi , che aveva sì il diritto di difendere la Società da cui era in quel momento stipendiato, avrebbe dovuto/potuto usare parole e toni meno “accusatori” nei confronti della Società in cui era cresciuto e che conosceva (ricordo frasi, più o meno, il cui senso era : si sa Milano come vince, lo ho vissuto da dentro….)

  10. mi ricordo una interruzione per fare spostare i giornalisti nel momento favorevole a siena……nonostante il mega budget scudetti vinti senza aiutini non ne vedo……

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