Olimpia Milano post Brescia#2 | Benvenuto Mirotic. Gli arbitri restano un cruccio

Olimpia Milano post Brescia, e due. Tra un paio di giorni la squadra di Alessandro Magro servirà per restare nel match

Olimpia Milano post Brescia

Olimpia Milano post Brescia, e due. Tra un paio di giorni la squadra di Alessandro Magro servirà per restare nel match, ma il +2 biancorosso è un bottino importante. La serie resta potenzialmente ostica, la tensione e l’attenzione devono mantenersi alte perché niente è oggi già scritto, ma i biancorossi sono sempre stati al comando senza dare la sensazione di lasciar spazio al rientro avversario.

Ci sono pecche, eccome. Dal 20-5 dopo 6’ di gara ad un parziale inverso di 15-30 che riporta Brescia in parità dopo quasi 16’. Una dieta troppo lunga, che la squadra di Ettore Messina ha saputo gelare con due triple di Mirotic, un recupero di Melli e soprattutto una difesa che non ha concesso punti agli avversari per i successivi 2’30’’.

Mentalità, difesa da EuroLeague, fisicità. Cui Brescia non trova contromisure per opporsi, ad oggi. 42-31 il dato a rimbalzo, ben 14 quelli offensivi biancorossi. Che perdono 15 palloni ma ne recuperano 11 imponendo 16 errori agli avversari. 

Regia confusa per Shabazz Napier, 6 perse, ma volenterosa, 4 recuperi e 4 assist. Basta oggi, non un’ipotetica finale con la Virtus Bologna degli Hackett e dei Pajola. Ci sarà tempo per pensarci, intanto basti Nikola Mirotic, che entra finalmente nei playoff anche e soprattutto grazie al coinvolgimento dei compagni, Shields e Melli su tutti. 

Messina lotta Tonut, altri 25’ in campo, lui che ne giocò 33 in tutta la serie di semifinale contro Sassari di un anno fa, 16’ nelle sette con la Virtus. Il suo spazio “Tonno” se l’è preso di forza, non solo per l’assenza di Billy Baron.

E ora? Brescia deve, come detto mille volte, alzare il livello dell’aggressività e della concentrazione nei momenti chiave. Dura con Nicolò Melli che prosegue la sua battaglia personale con Miro Bilan, 7 punti e 3 rimbalzi alla fine, lui che in stagione viaggiava a 13 e 8 abbondanti. E non si sente neanche Gabriel, 9’, a differenza di un Cobbins che comunque chiude con 6+8. Molto gira qui, senza un cambio di passo la Germani sarà fuori.

Ci sono poi le parole di Messina sugli arbitri. Poco da dire, più di qualcosa non gira, e mai tante polemiche erano emerse prima di una finale scudetto. Soprattutto parlando di Virtus-Venezia. 

13 fischi nel solo primo quarto. 6 liberi per Milano contro i 22 di Brescia alla fine del primo tempo, 15 a 29 alla sirena. Metro difficilissimo da comprendere. Un giro di vite sulla durezza troppo forte e improvviso. Serve confrontarsi.

13 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia#2 | Benvenuto Mirotic. Gli arbitri restano un cruccio

  1. L’eleganza sublime del lamentarsi degli arbitri anche dopo aver vinto dominando, senza pensieri, senza episodi contestati, e per manifesta superiorità individuale.
    Chi è che si riferiva all’eleganza pretesa da Giorgio Armani anche nelle vittorie?

    E poi: arbitri troppo duri ieri, troppo molli oggi?
    Cercare un centro di gravità permanente, per favore, non solo veline del potente sponsor.
    Il metro arbitrale, come sappiamo tutti, si decide e cambia gara per gara, ed ha un suo motivo d’essere.
    Sta a giocatori e tecnici comprenderlo e interpretarlo.
    Nel basket.

    Nel dorato mondo Armani invece è possibile pretendere di tutto, da tutti, senza fine, senza tregua, senza vergogna.

    E chi non lo capisce è schifoso anche se tifoso…

    1. Aldilà del tifo, è INNEGABILE che gli arbitri di quest’anno, in Italia, sono PENOSI. Fino a pochi anni fa non avrebbero arbitrato neanche in B. Ma il responsabile degli arbitri non se ne rende conto? Ah già, è uno che, a suo tempo, come arbitro, era vergognoso, mi pare (ma potrei sbagliarmi) che non è andato più oltre la serie B femminile ed ha fatto carriera grazie a un leccaculismo indecente.

  2. Brescia nell’intero primo tempo ha realizzato 29 punti di cui 22 da tiri liberi, solo 7 punti dal campo, di cosa stiamo parlando? Con un arbitraggio normale si terminava avanti in doppia cifra senza alcun patema. Ovvio che poi, invece, ci si innervosisca e si rischi di disputare spezzoni di partita confusionari. Dopo l’intervallo, a tranquillità riacquisita, la partita è tornata a scivolar via senza grossi problemi.

    Più che parlare di regia confusa, le perse di Napier mi son parse dovute ad un’eccessiva ed imperdonabile sufficienza nell’effettuare alcuni passaggi.
    Da ricordare, comunque, che 1 palla persa in realtà non era tale, dato che un arbitro ha fischiato infrazione di metacampo quando in realtà dai replay era evidente come la riga non fosse stata minimamente toccata. Da lì poi è scaturita un’azione di attacco di Brescia conclusa con due ennesimi tiri liberi… (a proposito del nervosismo di cui sopra).
    Napier comunque ieri ci ha dato dentro in difesa, da sottolineare questo aspetto.

    Altro aspetto da sottolineare, il fatto che Tonut sia ad oggi il giocatore più utilizzato in questi playoff con quasi 27 minuti di media. Sono molto contento per Stefano, grande crescita in questa stagione rispetto alla scorsa.

  3. Questa è una squadra che, nelle intenzioni, era stata costruita per giocare domenica a Berlino (indifferente quale delle due partite). Con il “gioco” espresso ieri, nella finalina avremmo FORSE vinto con il Fener, ma ne avremmo presi 20 dai greci. Alle 20 invece direi che lo scarto sarebbe stato un buon -30 (minimo) indipendentemente dall’avversario. Gioire perchè con fatica sei 2-0 con BRESCIA (davvero con tutto il rispetto!) è patetico.
    Per amor di discussione, proviamo a pensare alle due squadre finaliste di EL: tra le due, abbiamo visto 4 dei migliori 5 play e i 3 migliori centri. Noi abbiamo il 15° play (a essere buoni…) e nessun centro…

    1. concordo Andrea, il livello e’ scarso purtroppo. E meno male che melli c’e’.

      1. Non è questione di livello scarso. Non lo è. Per esempio nel reparto ali siamo forse i più forti di EL, e parzialmente anche nelle guardie, secondo me. Solo che non puoi giocare a basket senza testa (play) e senza gambe (centro).

    2. Caro Andrea, le ultime due stagioni, della massima manifestazione continentale, trascorse STABILMENTE, nella parte destra della classifica, hanno certificato l’inadeguatezza, dell’ ” uomo del ponte ” , a misurarsi su certi palcoscenici. La sua nuova dimensione, è l’orticello nazionale. I suoi contender, si chiamano Galbiati e Magro. Fine della storia.

  4. Milano è forte quando il livello scende (LBA) ed è debole quando questo ai alza (EL). Questa è la realtà degli ultimi 2 anni.

    1. Viste le sconfitte contro Napoli, Alba, Asvel, Valencia, Bayern non mi pare che queste siano squadre di alto livello

      1. Alba Asvel Valencia e Bayern sono cmq squadre di EL e hanno un tasso tecnico superiore a tutte le squadre di LBA ad eccezione di Milano e Bologna. La sconfitta contro Napoli la ritengo un incidente di percorso che se potessimo rigiocare la vinceremmo 9 volte su 10.
        Infatti non si è neanche qualificata per i PO di LBA.

  5. Infatti il problema principale non sta nei giocatori in sé ma per la tipologia di roster che è squilibrato. Non si possono avere 4 ali forti (Melli Mirotic Voigtmann e Ricci) due mezzi lunghi che non sono né carne né pesce (Poythress e Caruso) e un centro atipico e oltretutto datato (Hines) se poi ti mancano i due ruoli nevralgici play-centro senza contare un degno sostituto di Shields. E da qui sono partiti i risultati scadenti in EL.

    1. concordo, poythress e kamagate non facevano un lungo in due, comunque non so leggo che tanti dicono che il budget di milano per euroleague e’ basso, boh.

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