Gigi Datome: Giorgio Armani sempre ci sostiene. E chiede stile anche nella vittoria

Ospite di Area 52, Gigi Datome ha parlato anche del rapporto con Giorgio Armani, proprietario di Olimpia Milano

Armani Datome

Ospite di Area 52, Gigi Datome ha parlato anche del rapporto con Giorgio Armani, proprietario di Olimpia Milano.

«Lui viene e ci fa avere tutto il suo sostegno anche soltanto con la sua presenza in tante partite. E parlo, ad esempio, della tredicesima di ritorno in Serie A, non solo per le partite di cartello».

«Poi ci sono i suoi interventi, come capita quando vinciamo qualche trofeo. Era felice ovviamente per la vittoria, ma soprattutto del modo in cui arrivava la vittoria. Ovvero un certo stile».

«Questo mi è rimasto impresso. Sottolinea quando si vince senza eccedere nei modi in campo, nell’irruenza. Sono cose che nota insomma, l’eleganza, la finezza».

«Non è uno di quei proprietari che si fa sentire, ecco, che è presente con la voce, con la presenza. Ma è lì, sappiamo che abbiamo il suo supporto durante l’anno e anche l’anno scorso, durante una stagione così così, ci ha sempre fatto capire che credeva in questo gruppo di lavoro».

«Non è banale, come sappiamo, e quindi è una proprietà ovviamente che non ha mai fatto mancare niente a tutti i dipendenti e ha aiutato in modo fondamentale a creare questa bellissima organizzazione che adesso è l’Olimpia».

19 thoughts on “Gigi Datome: Giorgio Armani sempre ci sostiene. E chiede stile anche nella vittoria

  1. Non è un problema chiedere stile anche nella vittoria, tanto non ci sono vittorie

  2. Dispiace vedere Datome nei panni del buffone di corte: perché di titoli di cui parlare non ne sono venuti ma solo umiliazioni; e se vincere lo scudetto spendendo 30 e passa milioni e con campioni che nessun altro ha lo vogliono chiamare “stile del vincere”, la vadano a raccontare altrove.

    Lo raccontino a quelli che fanno tanto con poco, a chi ha grinta e intelligenza, a chi gioca bene, a chi lotta fino alla fine, lo stile era l’Olimpia, l’Armani è un’altra cosa, l’Armani è lo stile dei comunicati e del nulla in campo, l’arroganza, la prepotenza, e l’impotenza in campo.
    Coi campioni seduti in tribuna a guardare le partite, una vergogna! Altro che stile nelle vittorie.
    Patetici. Orribili.

    1. Potresti fare esempi concreti di “fare tanto con poco”? Corbelli ? Gino Natali ? L’Olimpia di Tacchini ? Tu esattamente chi sei per permetterti di fare la morale a un personaggio come Datome o fare vergognose allusioni sulla sua buona fede ? Chi o cosa te ne dà l’autorità morale ? Essere un mediocre fotografo dilettante, un incompetente in materia sportiva, un moralista invecchiato malissimo, una persona ossessionata da Messina ? Poi ?

  3. Per fare la morale ,ammesso e non concesso che sia possibile a un campione, come Datome servono doti umane e morali molto importanti
    E non può bastare l’anonimato dei social

    1. Parliamo di personaggi della caratura intellettuale e morale che si colloca fra i seguaci di Ital Exit e il bar sport di periferia al lunedì sera. Lasciamogli almeno lo sfogatoio social, è palese non abbiano nemmeno i soldi per andare oltre le prime sedute gratuite al consultorio.

      1. se spendessero meno nello staff forse qualche campione arriverebbe……ma l’importante e’ partecipare e perdere con stile.

    2. Perché tu non ti nascondi dietro l’anonimato dei social?
      Quali sarebbero le tue doti umane e morali? Quelle di andare al Forum a fare la marionetta? 🤣🤣

  4. Non so quanto c’entri la “finezza” e l’eleganza” nello sport di elite…i campioni non giocano per essere immortalati in pose statuarie o per la finezza del loro carattere. In realtà’ i piu’ grandi campioni che ho avuto la fortuna di avvicinare e conoscere per lavoro avevano altre caratteristiche: disciplina, focus maniacale, fiducia interminabile in se stessi, forza mentale, e un desiderio di vincere sconfinato, oltre che talento atletico e di skill….sono caratteri che si allenano 14 ore al giorno, vivono e respirano competizione e non sono disposti a piegarsi per nulla. Non e’ necessario fare nomi, tutti…chi piu’ da vicino che altri li conosciamo.

    Ora: il campione rispetta regole, valori etici e un certo ideale di “sportsmanship” che delinea l’arena in cui la battaglia e la competizione prende vita. Sono paletti solidi da rispettare per l’oggettività’ del risultato e il rispetto dell’avversario. Quelli non sono “valori Armani”, sono aspetti che trovi generalmente (salvo eccezioni) diffusi nelle organizzazioni e negli atleti di alto livello.

    Non ho idea a cosa Datome si riferisca quando cita “finezza” e “eleganza”. Lo sport può’ avere un’eleganza atletica, ma quello non e’ il punto…l’atleta non aspira a essere “fine” o “elegante”. le piu’ grandi vittorie spesso sono vittorie brutte, sudate, in cui ti sporchi le mani, ne esci graffiato, ferito e sporco. Quella e’ la bellezza dello sport che ho vissuto personalmente e che vedo implementato ancora oggi dai team e dagli atleti vincenti.

    Team e atleti che operano nel rispetto delle regole e dell’avversario, ma che non puntano alla “finezza’ e all”eleganza” come obiettivo finale. Puntano a vincere, costi quel che costi…basta andare a rivedersi alcune interviste di Kobe Bryant, atleta “elegante” (anche se gliene fregava nulla dell’estetica) e con valori ben precisi…ma un assassino quando si trattava di competere (da cui il suo nick: Black Mamba).

    Non so’ quanto la finezza e l’eleganza c’entrino qui, ma mi fa specie che siano valori cosi’ importanti per la “nostra” olimpia (con la O minuscola)

    1. Valori per l’armani Milano non l’Olimpia Milano. Quella aveva altri valori …brutti, sporchi e cattivi.
      Ps. Per Palmasco sopra. Datome per ora è stipendiato da Armani e quindi si adatta. Normale

  5. Purtroppo sembrano tutti un pó dei “burattini” incensando il padrone per tenersi stretto il cadreghino.
    Questo atteggiamento non aiuta a risolvere I problemi che ci sono e serve solo a giustificare gli errori grossolani fatti da dirigenti che non hanno il coraggio di fare un passo indietro. Si proteggono tra si loro…in modo piuttosto osceno.

  6. Purtroppo l’ Armani Milano per adesso ha imparato a perdere , con o senza stile è uguale. Mi riferisco alle due ultime E.L . Poi Datome e dice il vero” Armani non è uno di quei proprietari che si fa sentire” È questo il vero problema. Irrisolvibile fino a quando Armani sarà proprietario. Quando il gatto non c’è. .i topi ballano…….E il Pobo e company ….ballano alla grande

  7. Nello sport d’elite l’importante è vincere, specie se disponi ogni anno del più alto budget in Italia ed entro i primo 8 in Europa. Lo stile conta qualcosa, ma quello che contano sono i risultati sportivi, senza i quali le società sportive perdono la loro ragion d’essere. Ed Armani lo sa perché nella moda ha sempre vinto, col suo suo stile e la sua eleganza.

    Quello che si chiede a GA, nel ringraziarlo per il supporto costante all’Olimpia, è di tenere presente che le società sportive non prevedono doppi ruoli e dittature in stile Messina, e quando il management non produce il risultato atteso, che nello sport se sei l’Olimpia Milano è ,la vittoria, va cambiato.

    Così com’è stato cambiato Proli che ogni anno stravolgeva la squadra, ora andrebbe tolto dall’equazione Armani Ettore Messina. Poi se lo si vuole cambiare con stile con una stetta di mano oppure a pedate come questo signore meriterebbe dopo un biennio disastroso apparecchiato da EM POBO e gestito da EM coach come peggio non si poteva, lo decida Giorgio Armani.

    Non c’è stile nella sconfitta.

  8. Datome quando ha vinto lo scudetto, a Milano, ha pianto.
    Perchè era il primo scudetto della sua carriera vinto da protagonista.
    Il Chacho, prima di lasciare Milano per tornare a Madrid e concludere lì la propria carriera, ha dato tutto se stesso per regalare alla società ed ai tifosi la gioia della vittoria dello scudetto.
    Melli, il Capitano dell’Olimpia, non risparmia una stilla di energia nei playoff per cercare di raggiungere l’obiettivo scudetto.
    Lo scudetto rappresenta una vittoria, una vittoria degna di essere festeggiata ed apprezzata, lo festeggia la società, lo festeggiano i giocatori che fanno di tutto per cercare di vincerlo ed addirittura piangono quando lo vincono, lo festeggiano i tifosi.
    Se per alcuni lo scudetto conta zero, è tutto molto semplice: basterebbe non seguire le partite, perchè proprio non si capisce a che pro seguire delle partite di una competizione che si considera alla stregua del torneo dell’oratorio sotto casa, e di conseguenza basterebbe non commentare dato che è un qualcosa che non interessa.
    Invece si commenta, per il puro gusto di criticare, si da del buffone di corte a Datome, si tratta Armani e Messina come se avessero instaurato un regime stile Corea del Nord con la stampa nostrana, ogni parola pronunciata da un addetto ai lavori è fasulla e condizionata dall’alto, pure quando a pronunciarla sono persone del calibro di Sandro Gamba o Gigi Datome, persone che camminano con la schiena dritta.

    1. Infati Sandro Gamba nelle interviste quest’anno ha più volte attaccato pesantemente Ettore Messina, al limite ed anche oltre il fairplay in uso tra colleghi e nessuno l’ha contraddetto, chissà perché? (Perché lui è Sandro Gamba o perché diceva la verità?). E chi sono io per contestare Sandro Gamba che contestava apertamente Messina?

      Armani Corea del Nord? Nel momento in cui una società sportiva che punta a vincere dice che è disinteressata al risultato sportivo e nel momento in cui chi dovrebbe decidere la conferma del coach in base ai risultati sportivi è l’allenatore stesso in un altra veste (di POBO rookie), si capisce come la normale dialettica interna alle società sportive non abbia domicilio presso l’Olimpia Milano, ma frequenti la dependance Armani Milano.

      1. Ma Cap per far defluire il discorso a suo favore si ricorda naturalmente solo le interviste dove Gamba non criticava Messina.
        È un giochetto che fa spesso.

      2. Ci saranno stati come minimo 100 commenti ai vari articoli riportanti il pensiero di Gamba del tipo “eh ma Gamba è amico di Messina quindi non può criticarlo…”. Sono lì, basta andarseli a rileggere, non è un grande sforzo.

      3. Gamba usa il bastone e la carota per ovvi motivi, tu invece ricordi solo la carota ed è chiaro il perché…

  9. @Cap, non fare finta di non capire, qui nessuno sta offendendo Datome, Gamba etc… Lo stesso Datome si è espresso chiaramente dicendo che Armani è un proprietario che non si fa sentire. Non è difficile trarre le conclusioni.
    Certo, vincere lo scudetto per Brescia, Venezia , Tortona sarebbe una grande impresa considerato che hanno budget pari al 15/20 % di quelli di Milano e Bologna. Per Milano dopo tutti i fallimenti delle due stagioni di E.L. e quest’anno anche di Coppa Italia e Super coppa, con 33 milioni spesi ( meglio dire buttati nella spazzatura) sarebbe solo un pannicello caldo e un alibi per la conferma del Pobo . Non prendiamoci in giro.

    1. Non posso che quotare. Ancora non avete capito che Giorgio Armani ha 90 anni? A lui va bene lo show del Forum e la celebrazione del brand Armani a prescindere dai risultati.

      Messina se ne approfitta (si chiama captatio benevolentiae) solo quest’anno ha sprecato diversi milioni solo per la faccenda Pangos. Poi se vogliamo parlare degli inutili acquisti di Caruso, Kamagate, McGruder e Valentine, la conferma di Hines, il mancato acquisto di un centro dominante in Eurolega e il mancato utilizzo di Bortolani, ci sarebbe anche quello.

      Messina è indifendibile. Armani ha la scusa dell’età, ma Dell’Orco è relativamente più giovane, poteva metterci una parola decisiva e invece niente, anche perché di basket non ci capisce una mazza e gli basta bearsi della luce riflessa di GA.

      Morale: avanti con Messina fino al 2026

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