Il parere della redazione: “Inaccettabile”, “Il non fallo di Tonut…”, “Non ci sta”

Prosegue la nostra carrellata di commenti, e arriva il momento in cui a prendere la parola sia la REDAZIONE. Ecco le reazioni dopo il ko di gara-1

Prosegue la nostra carrellata di commenti, e arriva il momento in cui a prendere la parola sia la REDAZIONE. Ecco le reazioni dopo il ko di gara-1 di Olimpia Milano con Trento.

Andrea Maiocchi, detto Maio (ex Tre Uomini e l’Olimpia)

«Ennesima prova abulica di una squadra che squadra non è: scherzata in difesa dal pnr di Trento, non ha mai trovato il modo di difendere efficacemente questo fondamentale nel corso dell’anno. Il vero simbolo della confusione tattica e mentale è, tuttavia, il non-fallo di Tonut sul palleggio di Baldwin nell’ultima azione: una scelta incomprensibile e incommentabile».

Dario Destri, detto Deriu (ex Tre Uomini e l’Olimpia ed ex giornalista)

Ennesima serata inaccettabile in una stagione inaccettabile. “Squadra” che ancora una volta mostra un elettroencefalogramma piatto alla voce “carattere”. Zero energia, zero carisma, zero compattezza e zero voglia di sporcarsi le mani. Passivi in ogni momento chiave con un continuo hero ball che vive di egoismi personali e una difesa di pasta frolla che permette a Trento di arrivare serenamente al ferro.
Manca proprio la concentrazione e lo specchio è il finale con Tonut che non fa il fallo più ovvio della storia (come a Monaco col Bayern). Dov’è la consapevolezza dei proprio mezzi? Dov’è la lucidità?

Ma dov’è anche la gestione di questa squadra? Possibile che a maggio sia ancora utopia innescare mirotic offensivamente e nasconderlo difensivamente? Marcato da Alviti era così impossibile costruire qualcosa in fase di preparazione della serie?

L’elenco delle cose inspiegabili continuo ma la mia personale sensazione è che questa squadra non ha mezza possibilità di vincere qualcosa. Ma ne ha tantissime di andare a casa presto

Fabio Cavagnera, detto Cava (vice direttore RealOlimpia Milano)

Una sconfitta preoccupante. Sia per la serie che per il resto dei playoff. Resto convinto che l’Olimpia resti la favorita contro Trento, nonostante lo 0-1, però questo ko, ed il modo in cui è arrivato, porta ulteriori ombre sulla squadra di Messina. Sembrava, almeno in Italia, aver trovato qualche certezza, con il buon girone di ritorno, ma alle prime difficoltà è ripiombata nei problemi di tutta la stagione. Se non entra il tiro da fuori, l’attacco si riduce molto spesso a palla Shields e vediamo cosa succede.

Dietro non c’è la consistenza necessaria ed è bastato Cooke (un discreto giocatore, non certo Shaquille O’Neal) a far crollare la difesa. Insomma, siamo a maggio e non c’è una vera identità. Si vive alla giornata, sperando per l’Olimpia domani sia quella buona. Altrimenti saranno dolori.

Kevin Martorano, detto Martoriato (caporedattore RealOlimpiaMilano)

Una sconfitta che francamente non ci sta. Ieri era la partita per lanciare un segnale alle avversarie, invece sono tornati i fantasmi di un’intera stagione discontinua e deludente. Arrivavamo ai playoff con sensazioni non positivissime, almeno per quanto mi riguarda, e sono subito state confermate.

Per la serie, si può vincere a Trento e passare comunque il turno, ma questa squadra, quella vista fino ad oggi, non ha chance di alzare lo Scudetto. Serve più solidità, più idee, più qualità in entrambe le metà campo e più continuità di rendimento. Continuiamo a scioglierci come neve al sole dopo le prime difficoltà, una roba inaccettabile

14 thoughts on “Il parere della redazione: “Inaccettabile”, “Il non fallo di Tonut…”, “Non ci sta”

  1. Tonut via anche lui ha rotto le scatole la sua mancanza di carattere, di concentrazione e di coraggio .. non c’è stata una partita nella quale in un’azione nella quale abbia attaccato il ferro non vi sia stata paura del contatto .. non è da Olimpia sebbene mi sia ricreduto durante l’anno ma stavolta è imperdonabile .. sono troppo arrabbiato x essere obbiettivo .. a parte Messina responsabile in primis di tutto, ma a volte i giocatori devono avere gli input da qualcuno ? Non ci arrivano da soli ? Pazzesco .. ma sono cose che sostengo e sosteniamo da inizio anno .. sei ad ra sbagliata, manca c’è tri e play, manca un vice shields, mancava una assicurazione per Baron, non c’è gioco offensivo x mirotic .. manca un preparatore atletico e lo staff medico che lavori in sintonia .. non c’è staff tecnico che si confronti con Messina .. manca un GM vero obiettivo è indipendente .. manca la società .. manca una visione strategica x il futuro, manca la gestione degli italiani .. Caruso e bortolani in panca e Baron in campo, persino un hines ha sbottato ieri .. Napier che non da il 5 a shields che se lo da da solo, bellissima e divertente scenetta, manca psicologia nella gestione della squadra …

    Quello che non manca ma invece sono la supponenza, l’arroganza la saccenza di colui che non ammette le proprie responsabilità da maggio a maggio e incluso anno precedente .. io non credo di tornare a vedere la squadra quest’anno e rifletterò molto per rinnovare gli abbonamenti di famiglia x l’ennesimo anno basando tutto sulla fiducia ..

    Forza Olimpia ma non c’è più

  2. oh … ma dire che Messina è il principale responsabile di questo scempio è così difficile?

    perché se

    perdi la SCI

    perdi la CI

    non ti qualifichi nemmeno ai play in

    perdi il fattore campo contro le VN

    perdi la prima in casa ai PO contro una squadra rimaneggiata prendendo 28 punti da Biligha e Cook Junior

    sarà colpa di chi?

    1. Ciao Holden64, mi permetto di aggiungere un commento sotto il tuo post come veloce notazione: penso ormai quasi tutti, incluso EM stesso abbia buona cognizione delle responsabilità. Ho dubbi che GA avesse chiare le responsabilità che vengono dalla proprietà e dal management di un club sportivo di élite (sopratutto nei momenti bui), ma quella e’ un’altra storia per un altro giorno. Su Messina, per chi ancora non ha una diretta esperienza dell’energia che il nostro coach porta al club, suggerisco di andarci a vedere interviste e clinics allenatori da lui gestiti negli anni recenti (free su YouTube). Sono video lunghi e tecnici che aprono uno spiraglio psicologico per capire un filo di più le critiche qui rivolte da noi “schifosi” che “poco sappiamo”. Noterete (in quei clip di clinics e allenamento) una figura (EM) quasi ossequiosa verso L’audience cui si rivolge (chi paga/cliente/“datore di lavoro” in ottica estesa), gentile nei modi e ad apparenza collaborativa. Voltatevi poi verso il modo in cui si rivolge alle sue “risorse” in diretta posizione dipendenza (i giocatori a lui messi a disposizione per la dimostrazione pratica durante l’evento) e noterete un radicale cambiamento. Li si vede un’altalena di atteggiamenti, con punti di sdegno, mancanze di rispetto, nervosismi, e irritabilità. Potete fare un parallelo su quello che viene mostrato in telecamere durante il suo lavoro attuale in panchina di club. C’è in quei clinics, lo ammetto, anche qualità di insegnamento e concetti tecnico tattici utilissimi e validi, quello e’ indubbio. Messina e’ un professionista che ha vissuto basket ai massimi livelli per troppo tempo per non avere quello spessore. Ma ciò va oltre il mio punto: e’ l’energia iniettata sul campo dove vedo il problema. E l’energia del “management up” (gestione del datore lavoro e/o cliente) che lo protegge dalle critiche gli da’ uno scudo protettivo che intima paura e riverenza in chi da lui dipende (management by fear). In Olimpia EM ha avuto alcuni fattori di bilanciamento che ne hanno segnato un successo iniziale che fece ben sperare: 1. La figura solare del Cacho, leader in spogliatoio e sul campo, energico e ottimista, oltre che skilled come un wizard sul campo a guida di compagni e ambiente (e ammettiamo qui che Messina fu Smart dal dargli carta bianca e potere di leadership). 2. Il bilanciamento dell’energia pazza/umana di Pozzecco in panchina. Un “players coach” che agisce da “cuscinetto” per smussare e ridare entusiasmo e fiducia in se stessi sempre
      e comunque, ottimo fattore di colla per smussare la negatività rampante nel management by fear, 3. Un circolo di “senatori” affiatato e unito presieduto da Micov, Melli, Hines (più giovane e dinamico) e Datome. In sostanza un sistema di “check and balances” e una forza immunitaria di fronte a episodi cancerogeni che potessero venire iniettati da cattiva energia/sfiducia. Nel momento in cui quei fattori di bilanciamento si spensero, andando via, ritirandosi o semplicemente invecchiando (Hines)…il vero “dilagare” dell’energia Messina si libero’ rompendo la diga e seminando distruzione, senza che nessuno potesse (o volesse, leggi Armani) opporre resistenza. Non fidatevi delle mie parole, andate su YouTube a guardarvi quei clip (Basketball Coaching Clinics, Ettore Messina), sono produzioni FIBA e Associazione Allenatori e vi farete una vostra opinione. Poi si può (da “schifosi” che siamo) avere una discussione compiuta e fattuale, che non potrà essere attaccata come “frustrazione da sconfitta del tifoso da suburra”. Provate per credere, per chi ha tempo di andare un filo più a fondo. Un saluto, MC

  3. Beh, dai portaborse di Messina che vi aspettavate??
    #messinafuoridaicoglioni
    #rubiodirettoredirom

  4. Il disastro sportivo è (ed era) evidente già a dicembre, senza scuse.
    Nei mesi (ma direi, dallo scorso anno) nulla è cambiato, nel gioco, nei ruoli. Sempre e solo palla a Shields, sempre e solo cambio sistematico. Difese a zona nulle, pressing rarissimo. Italiani sempre panchinati. Se non cambi i fattori, come puoi sperare che cambi il risultato? È questo il problema più grosso di chi guida (su fa per dire) il gruppo.
    Il non fallo di Tonut (o di chiunque altro) è lo specchio della pochezza di coach, staff e giocatori, dela paura, della mancanza di lucidità. Tutte cose che non possono mancare a questo livello, a quest’ punto della stagione. Un Disastrissimo!

    Verissimo, quasi certificato, che manchi la voglia di sbattersi, di collaborare, di lottare insieme. E questo è certamente colpa dei singoli ma soprattutto del comandante, di chi li guida.

    PS tragico leggere che alcuni stanno sperando (legittimamente) di uscire con Trento, immaginando un cambio in panca già alla prossima stagione.

  5. Interessanti le statistiche di Kamagate a Tortona

    11 partite in RS 48 rimbalzi 18 stoppate 7,8 punti di media

    Ma a noi faceva schifo

    1. Se Messina, che l’ha comprato, gli avesse dato 10 minuti a partita in LBA da inizio stagione, ora Kamagate vestirebbe la canotta Armani e sarebbe tra i 6 stranieri per i playoff.

      Ma per Messina i centri non servono, e qui si spiegano un buona % di sconfitte stagionali e la differenza tra i play in e il disastro.

      Altro errore di Messina sui centri: aver tenuto Hines, che già era tascabile prima, ma ora con rispetto non ha più l’età e andava salutato assieme a Datome.

      C’è qualcosa di inutile in questa Armani. Non sono i centri e non sono i playmaker. L’inutilità fatta persona è Ettore Messina che si approfitta di Giorgio Armani solo perché novantenne.

  6. Non e’ mia intenzione spezzare una spada a favore dei giocatori, co-responsabili del declino della squadra dall’inizio di stagione (e forse da quella precedente volendo essere critici) e incapaci di reagire come gruppo…MA…ricordando esperienze personali dei tempi che furono, per chi il basket l’ha giocato a livelli competitivi, vi ricordate gli umori in spogliatoio durante i momenti bui in cui tutto andava storto? E individualmente, quando non ci si sentiva apprezzati e utilizzati a potenziale (reale o percepito che fosse), come fosse difficile “fare gruppo” e sentirsi sulla stessa barca? E il ruolo che i nostri coach avevano nel tenere la truppa unita quando i pezzi si rompevano e cadeva la fiducia, in se stessi e nei compagni? Andando indietro nel tempo quei momenti li ho ancora ben presenti, in cui lotti contro il senso di “impotenza”, sopratutto se non vedi la luce alla fine del tunnel, il nervosismo che cresce, e con quello l’appannamento mentale e il calo di riserve energetiche, che poi diventano scarsità di energie fisiche e reazione. Quindi, si’, come giocatore sei responsabile del tuo stato mentale e dell’impegno, ma a meno che non vi sia una “leadership” forte e ispiratrice nella squadra che scende in campo (il/i trascinatori di turno che gli altri seguono, cosa che in Olimpia caratterialmente non abbiamo in questo gruppo), e’ l’ambiente e lo staff tecnico a dover fungere da collante e fondamenta per rimettersi in piedi. Se questo “ambiente” (organizzativo) e staff tecnico rimarranno in Olimpia nell’immediato futuro (cosa che prendo come un dato di fatto, salvo prova contraria), sarà’ critico ritrovare una leadership di squadra (individuale) che ribilanci le mancanze di Messina & Co., e ripristinare quegli “equilibri” e dinamiche durante l’anno delle Final 4. Al di la’ di quello, se le cose rimangono come sono senza upgrades di struttura e carisma, siamo “in for a treat” nei prossimi anni, sia che perdiamo al primo turno o che vinciamo lo scudetto quest’anno.

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