Olimpia Milano-Trento, una storia firmata da Andrew Goudelock (The Block)

Olimpia Milano e Aquila Trento si sono affrontate 40 volte nella loro storia, tantissime considerando che il primo scontro diretto risale alla stagione 2014/15

Andrew Goudelock

Olimpia Milano e Aquila Trento si sono affrontate 40 volte nella loro storia, tantissime considerando che il primo scontro diretto risale alla stagione 2014/15, la prima in Serie A della squadra trentina. Di queste 40 gare, 36 appartengono al campionato di Serie A, due alle coppe europee (stagione 2015/16, Eurocup, 2-0 Trento nei quarti di finale), una alla Coppa Italia (campo neutro di Torino, in questa stagione, ancora quarti di finale, vittoria Olimpia, 80-57, 14 punti a testa di Shavon Shields e Johannes Voigtmann) e una alla Supercoppa (campo neutro di Forlì, inizio stagione 2017/18, vittoria Olimpia, 74-65, 24 punti di Andrew Goudelock). Nel solo campionato, il bilancio è favorevole all’Olimpia 26-10. In assoluto, il bilancio è 28-12. Nei dettagli, a Milano è 16-5 a favore dell’Olimpia, a Trento l’Olimpia conduce 10-7; 2-0 Olimpia in campo neutro.

Questa però è la quinta volta che le due squadre si affrontano nei playoff. Nel 2016 l’Olimpia vinse 3-0 nei quarti di finale sulla strada verso lo scudetto con canestro risolutivo in Gara 3 di Alessandro Gentile; nel 2017 vinse Trento 4-1 in semifinale (poi fu battuta da Venezia in finale 4-2); nel 2018 l’Olimpia vinse 4-2 la finale scudetto, risolta in trasferta; nel 2021 ha vinto sempre Milano 3-0. Nei playoff quindi l’Olimpia ha vinto tre serie su quattro mentre il bilancio nelle singole partite è 11-6. A Milano, è 7-3 Olimpia, e tutte le sconfitte risalgono alla semifinale del 2017. A Trento è 4-3 per l’Olimpia. Si tratta quindi della terza volta che lo scontro va in scena nei quarti di finale.

In questa stagione, le squadre si sono affrontate già tre volte. L’Olimpia ha prevalso in tutte e tre le gare precedenti. A Trento, 79-74, con 17 punti di Shabazz Napier, 16 di Devon Hall e 12 di Giordano Bortolani, mentre Andrejs Grazulis ne segnò 20 punti per Trento. Nell’80-57 di Coppa Italia, Trento ricevette 12 punti da Prentiss Hubb che non aveva giocato la gara di campionato. Infine, a Milano, terza vittoria dell’Olimpia ma in rimonta 91-86 con Nicolò Melli a quota 16 punti, Napier a 15 come anche Nikola Mirotic. Kamar Baldwin ne fece 24 per Trento, 19 quelli di Davide Alviti.

Fonte Olimpia Milano

2 thoughts on “Olimpia Milano-Trento, una storia firmata da Andrew Goudelock (The Block)

  1. Ah… The Block!
    Era un’Olimpia che stava crescendo, una squadra le cui ambizioni potevano crescere, e gesti atletici fenomenali come quello di Goudelock esaltavano, divertivano, e mostravano lo spirito Olimpia!
    Ho urlato di gioia e di garra per quella stoppata fino a restare muto per giorni. Bei tempi.

    Poi è arrivato a Milano Messina, ne sono stato veramente felice, le ambizioni sono cresciute a dismisura perché finalmente avevamo con noi un grande uomo di basket in panchina.
    Il suo discorso di arrivo mi aveva commosso e convinto: bellissimo! Non so quante volte l’ho rivisto.
    All’inizio è andata bene, poi il tramonto, il disastro, la vergogna, l’Armani e non più l’Olimpia.

    Cosa è successo?
    Sapete già come la penso.

    L’Armani ha fatto la sua fortuna sul marketing e politiche di vendita geniali.
    Non è quindi difficile pensare che abbia indirizzato in quel senso anche la gestione dell’Olimpia basket.
    In cambio dello zuccherino del doppio incarico – peraltro sbagliato e anomalo, soprattutto già provato inefficiente in NBA – Messina si è piegato ed è diventato uomo marketing, una logica che ha prevalso in lui su quella sportiva.
    Così il Forum pieno vantato come successo, “gli sponsor che lottano per stare sulla maglia” e infine oggi il nuovo sponsorone dell’intero Forum.
    Successi di marketing. Complimenti.

    Ne avevamo bisogno?
    L’Armani come complesso commerciale ha davvero bisogno di ammortizzare qualche milione delle sue spese per l’Olimpia a scapito dei risultati sportivi e della cultura di squadra?

    Molti commentatori qui ci vorrebbero imporre la gratitudine ad Armani, sulla base del ragionamento: dove saremmo oggi senza Armani?
    Beh, secondo me arrivare 12esimi per due anni di seguito, con budget stellare e campioni del calibro di Shields, Mirotic, Melli è già la serieB!
    Non so come non se ne rendano conto.
    L’affaire Valentine è talmente assurdo che è già la serieB! E quelli prima di lui.

    E non ditemi che ormai non è evidente a tutti che Armani non è arrivato per fare un piacere a noi sportivi, ma per certe sue logiche di convenienza improntate a un progetto di marketing che al momento sembra funzionare, ma a spese dello sport.

    Io guardo il Real che è alle F4 sempre e da anni, e vedo una cultura sportiva, guardo Ataman che prende le ultime e le trasforma in F4 in un solo anno, le mantiene a quel livello, e vedo una cultura sportiva, guardo Bologna che con Banchi fa le nozze dei pani e dei pesci e vedo una cultura sportiva.

    Nell’Armani di Messina vedo soltanto dichiarazioni chiaramente ipocrite di chi è, o è stato sotto di lui: i Caruso i Tonut i Baldasso tutti felici di aver imparato tanto. Ma davvero?
    Ma come si può essere sereni e felici in un club che ogni anno spende decine di milioni e dichiara obiettivi ambiziosissimi, che poi fallisce miseramente nonostante disponga dei campioni adatti a realizzarli?
    Davvero mi vogliono fare credere che l’ambiente è sereno e rilassato e fertile?

    Marketing.
    È la cultura di Armani, è diventata la cultura di Messina, sta diventando la cultura dell’Armani Milano.

    Se temevate di perdere l’Olimpia senza Armani, con Armani è andata persa di sicuro… 😞
    Quindi io ormai sono molto incerto sul valore di Armani per noi. Mi sento ostaggio di Messina e di questa logica di marketing, ho una grande nostalgia dei momenti come quello di Goudelock, quando eravamo più poveri e meno talentuosi, ma merda se tiravamo fuori grandi cose per le quali esaltarsi!

    (viva i commenti riaperti, e scusate se come al solito ne approfitto 😱)

    1. Penso che si possa essere riconoscenti verso Armani, che nel 2008 ha salvato la società e allo stesso tempo, 16 anni dopo, si possa fare una serena disamina della gestione Olimpia da parte di Giorgio Armani, senza tralasciare critiche urbane ma oggettive per la società consegnata a Messina col suo doppio ruolo.

      Anch’io mi sento ostaggio di Messina e di questa logica di un contratto prolungato fino al 2026 a prescindere dai risultati sportivi.

      Armani mi ricorda l’ultimo Milan di Silvio, quello che prendeva prepensionati di successo, Rivaldo, Ronaldihno, etc etc per incantare la sua platea di tifosi-elettori nel Milan in smobilitazione. Però prima di passare alle figurine Silvio aveva vinto tutto, nessuno come lui al mondo prima di lui per numero di trofei e tanti successi internazionali, con svariate Champions.

      Armani non ha vinto una beata mazza, 5 scudetti in 16 anni sempre col più elevato budget nazionale, in Europa zero tituli.
      Eppure ora siamo già alle figurine, Mirotic quest’anno, cui si aggiungerà Gallinari l’anno prossimo. Il primo accusa una tendinopatia cronica, il secondo starà in piedi un paio di mesi, poi salterà per infortunio il resto della stagione.

      Ma vuoi mettere lo show al Forum con le figurine in campo.

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