
Un Andrea Trinchieri anche commosso ha commentato così il successo del suo Zalgiris Kaunas su Olimpia Milano: «Che serata, che atmosfera, che partita, che giocatori ho. Nemmeno il miglior regista potrebbe scrivere una storia del genere. Abbiamo giocato contro la squadra più calda del momento dell’EuroLeague. Che ha appena vinto cin Monaco, Fener, mettendo a segno due colpi importanti. E nel primo tempo abbiamo tirato 4/16 da 3».
«Dieci tiri almeno erano aperti, ma non ce l’abbiamo fatta e abbiamo iniziato a faticare. Ho detto alla mia squadra: se mettiamo due triple, sarà “Arrivederci e grazie”. E via. Apriremo le nostre ali. È stato così».

15 partite dal suo arrivo a Kaunas,10 vittorie 5 sconfitte,avesse iniziato la stagione con loro avrebbe probabilmente raggiunto pure i play off.
Un grande tecnico che ha spesso fatto rendere al massimo il materiale umano a sua disposizione,un vero profondo conoscitore di questo gioco.
Interessante sarebbe pure vederlo alla prova in un top club,lo meriterebbe.
Ha la mia massima ammirazione
E ci piglia pure in giro: “se mettiamo due triple, arrivederci e grazie”. Conosce a fondo i nostri punti deboli….
Massima ammirazione e rispetto anche da parte mia per Trinchieri allenatore e, da quando l’ho sentito commentare in DAZN, anche grande simpatia.
La sua squadra è stata attaccata alla partita anche quando non gli entrava niente nel primo tempo, ma che gioco, che movimenti senza palla, che dinamismo: un allenatore vero!
Poi, come dice lui, appena gli sono entrati due canestri, “arrivederci e grazie”!
Quello che vorremmo poter dire noi a Messina, arrivederci e grazie – magari anche senza il grazie.
…ma pure senza ‘arrivederci”..
Direi solo prenditi il fucking plane e vattene dove vuoi ma sparisci
Un ‘arrivederci e grazie’ che di fatto è un ‘e questi si sciolgono’. Bingo, coach.
Sintetico ma profondo. Si’ perche a quel punto i suoi si stavano letteralmente mangiando i nostri uomini per energia, intensità e aggressività’ al ferro. Lo si sentiva nell’aria…lo vedevi in ogni palleggio duro sul parquet, in ogni penetrazione a testa bassa verso il ferro, in ogni lob & dunk a testa sopra il rim. Noi reggevamo con qualche tripla di Mirotic e Shield dopo 15 secondi di boriose esitazioni in palleggio e senza circolazione, il resto del team fermo a guardare (non una novità’ quest’anno). Li lo Zalgiris capi’ che un paio di tiri da tre e sarebbe stato il dagger finale che ci avrebbe messo in ginocchio. E cosi’ e’ stato.