Sandro Gamba ha firmato martedì il suo consueto “Tiro Libero” su Repubblica-Milano dal titolo: «Senza ferocia non si vincono le partite».
Così il grande Sandro: «Devo continuare a rivedere al ribasso la considerazione di questa Olimpia. Che non fosse una squadra fortissima lo avevamo capito da molto tempo. I risultati mi costringono anche a correggere quel “buona” che almeno a livello di campionato mi sembrava di poter spendere senza problemi».
«La classifica è quella che è, decente più per demerito altrui che altro, un quarto posto che potrebbe ancora migliorare per effetto degli scontri diretti in un livellamento che non per forza vuol dire emozione».

Ad essere spesi senza problemi non sono gli aggettivi di Sandro Gamba, ma i soldi di Armani. Messina ha il budget più alto in Italia per distacco e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Fatica persino in LBA.
Ed ora arriva pure questo Valentine che serve a poco dato che per inserire lui bisogna ecludere gente tipo Voigtman o Lò quando bastava optare per l’utilizzo di Bortolani che, quando schierato, le sue triple le ha sempre messe.
Ormai nemmeno Sandro Gamba crede più in Messina e si coglie la sua fatica nel tranciare giudizi negativi restando entro i limiti della cortesia professionale, che peraltro Messina con la sua arroganza di talebano che non ammette repliche dimostra di non meritare.
Gamba arriva piano piano ad una conclusione che nei fatti era già da tempo arrivata e non si può esimere nel farlo: la squadra non è all’altezza……..forza Sandro, prendendo il coraggio a due mani potrai persino dire che l’allenatore non è all’altezza, che la società ArmaniGroup non è all’altezza……beh, si, forse è chiederti troppo
Anche se lo pensa non lo dirà mai perché tra loro vige un “gentlemen agreement”.
L’allenatore può non essere all’altezza. È fisiologico che non lo sia più dopo una gestione quinquennale fallimentare, il problema Olimpia è che una sola persona ricopre tutti i ruoli e il coach rivelatosi incapace non può essere fatto fuori come fanno ovunque nelle società sportive, come a Bologna con Scariolo.
Se la proprietà non cambia Messina non gl’importa di sprecare soldi per niente nè dei risultati sportivi, a questo punto è la società che vuole insistere nel fallimento fino al 2026 a diventare responsabile dell’insuccesso. La stampa troppo di parte non lo fa notare e dimostra un eccessivo zerbinismo nei confronti di Giorgio Armani, cui nessuna critica verrà mai mossa nel campo della moda.
Ma se di basket ha dimostrato di capirci poco, a questo punto e solo relativamente al basket, non c’è nulla di male nel criticare Armani e Dell’Orco.
Cosa ha vinto l’Olimpia by Armani? 5 scudetti in 16 anni col maggior budget in Italia? Qualche coppetta locale? Troppo poco.
Tu non capisci che Armani senza Messina non sa che fare . Se non ci fosse Messina Armani avrebbe già lasciato . Senza Armani l’olimpia non esiste . Forse non ricordi i periodi di Corbelli o di Gabetti . Mettiti in ginocchio e spera che Armani non si stufi se no niente basket a Milano .
in ginocchio, altrimenti niente basket………ahahahah
Ti rendi conto del livello a cui siamo giunti caro Luca?
La cosa migliore che potrebbe succedere all’Olimpia e che Armani si tolga dalle palle
Messina dovrebbe avere il buon gusto di farsi da parte … cose che Armani da gran signore non vuole fare perchè per lui comunque va già bene così. Olimpia Milano per lui non è una azineda è un “gioco”.
Ma qui ci sono tifosi, gente di basket che invece giustamente guarda i risultati.
I risultati in questi anni di Messina dovevano essere ben superiori e una paio di scudetti sono davvero poca cosa. Sul tiro di Punter … coincidenza vuole l’era Messina che doveva iniziare e invece finita.
La meta è EL … e da allora le cose sono solo peggiorate.
Alla fine cosa si è fatto per cambiare rotta? Per raddrizzare il tiro? Si è proseguito solo sulla stessa strada con le stesse logiche che non hanno funzionato e non funzionano. No play no centro e giocatori fuori ruolo.
Ma perseverando in questo modo dove vuoi mai andare?
Non si vede un gioco in attacco se non un inutile giro palla con uno che tira a 3 secondi dalla fine.
Giocatori che dovevano essere ma alla fine non sono e lasciando stare Melli … il primo della mia lista come ho già detto, e mi dispiace, è Shields. Guarda caso l’uomo n. 1 di Messina. Non è il giocatore che doveva essere sopratutto se tutto gira intorno a lui. Forse caricato troppo di essere il salvatore della patria.
Non c’è nulla di male a farsi a da parte e non penso Messina abbia bisogno di soldi! Ma il suo orgoglio e la sua arroganza l’hanno portato fuori strada. E’ deragliato e non lo vuole ammettere. E’ più forte di lui.
E’ stato un grande allenatore … ora non lo è più. Molto semplice.
Valanghe di giocatori senza senso presi e lanciati l’anno dopo. Quelli da tenere mandati via … perchè con troppo carattere o presunta poca difesa. Bene allora tieniti quelli con i quali non vai da nessuna parte!
Questi anni alla fine hanno solo il nome di Hines, Rodriguez, Datome … Melli. Il resto conta zero perchè non hai saputo fare rendere nessuno degli altri.
Ora anche la difesa è crollata … ma ancora non vuole capire che nessuno lo segue più e che i giocatori aspettano solo la fine del campionato … sperando che lui se ne vada!
Con tutto il doveroso rispetto per Gamba, non è la squadra a non essere all’altezza, ma il coach/pobo e la proprietà.
PIERFRANCESCOZUCCHI HAI CITATO GABETTI, LEGGI CHI ERA GABETTI:
Gianmario Gabetti conosceva la pallacanestro. La famiglia aveva già sponsorizzato i rivali di Cantu’ e la passione gli era entrata nel sangue anche se nell’avventura Olimpia fece tutto da solo, senza il supporto del padre. Gabetti è stato il proprietario del club nel dopo Bogoncelli e di fatto l’uomo che rese possibile il grande ciclo degli anni 80 con Dan Peterson come allenatore e poi piazzando grandi colpi di mercato, dal più eclatante, Dino Meneghin prelevato dai rivali di Varese, a quelli più fantasiosi del mercato americano, Antoine Carr, che era una prima scelta, dei Pistons, Bob McAdoo, Joe Barry Carroll. Con Gabetti al vertice del club l’Olimpia vinse cinque scudetti, fece il Grand Slam del 1987, vinse due volte il titolo europeo. Con Mike D’Antoni in panchina, altra sua scelta, e Darryl Dawkins in campo arrivò la Final Four del 1992 a Istanbul ma non fu baciata dalla sorte, la squadra fu battuta in semifinale dal Partizan. Fu un po’ il canto del cigno perché anche dopo l’ultimo, grande colpo di mercato, Aleksandar Djordjevic, l’unico trofeo vinto fu una Coppa Korac e in seguito la società fu ceduta a Bepi Stefanel. Ma è innegabile che Gabetti con la sua proprietà abbia segnato un’epoca d’oro della storia del club milanese e del basket italiano.
Una proprietà vincente, un’epoca d’oro, leggi e impara.
Bravissimo Luca 👏👏
Abbiamo sgamato un altro voltagabbana 😂😂
Più che in voltagabbana uno che non capisce una minchia e che non conosce la nostra storia. Uno che va al forum per cercare di farsi inquadrare dalla kiss cam
Caro amico Doc Intendevo voltagabbana perché fino a ieri insultava il pastore e ora scrive che non esiste Armani senza Messina. E oltretutto non conosce neanche la nostra storia. Tipico di chi frequenta attualmente il Forum che ci va solo per cercare di farsi inquadrare dalla kiss cam stile obelix ahahah
Paragonare l’era di Gabetti a quella di Armani è un peccato mortale.
Se non si conosce la storia del club astenersi dal fare citazioni please.