Gianni Petrucci: Il nostro Sinner si chiama Nicolò Melli

Alessandro Maggi 2

Gianni Petrucci, presidente FIP, è stato intervistato dal grande Matteo De Santis su La Stampa. Ecco alcune sue dichiarazioni

Sinner Melli

Gianni Petrucci, presidente FIP, è stato intervistato dal grande Matteo De Santis su La Stampa. Ecco alcune sue dichiarazioni. 

SUL FUTURO SUO E DEL POZ

«Ora non se ne parla. Siamo tutti di passaggio. Anche chi pensa di prendere il mio posto. Nelle elezioni chi ha più voti vince. La regola del 66% c’era già prima».

SUI NATURALIZZATI

«Stiamo lavorando su Drew Eubanks, speriamo che ci siano i tempi tecnici. Solo negli ultimi giorni abbiamo appreso della disponibilità di Donte DiVincenzo dai media americani, ma non ci sono i tempi. Sono felice che ci sia interesse per l’Italia, vuol dire che non siamo scartine».

SU NICOLO’ MELLI

«Ce lo abbiamo. Il nostro Sinner è Nicolò Melli. Oltre a essere un grande giocatore, ha un carisma che ho visto in pochi. Melli sa toccare tanti argomenti. Come lui non c’è nessuno, un vero leader dentro e fuori dal campo».

2 thoughts on “Gianni Petrucci: Il nostro Sinner si chiama Nicolò Melli

  1. melli se cambia squadra forse vince qualcosa in ambito europeo, anche se nel quarto quarto punto a punto non si e’ visto………eubanks sarebbe da prendere, abbiamo poche ali grandi….

  2. Con tutto il rispetto per Melli, grandissimo giocatore, finito purtroppo per lui in ostaggio a Messina come Shields, Tonut, il tristissimo fine carriera di Hines, e francamente come tutti noi, queste dichiarazioni di Petrucci sono buone per gli allocchi che popolano il Forum con numeri record.

    Che applaudono per farsi lanciare la maglietta gratis, che sperano un giorno di farsi un selfie con Armani, non si chiedono mai perché siamo ultimi in Europa e tristi in Italia, ma come le scimmiette ammaestrate a stupirsi, applaudono, e applaudono e applaudono, e si sono scordati che esprimere il dissenso è sano, fischi buuu, ammesso che sappiano cosa sia il dissenso, ammaestrati come sono.

    Vólano su di loro gli avvoltoi che lottano per mettere il marchio sulla maglia, “fanno la fila per esserci” si dice, e il merito, si dice, è tutto di Messina.
    Però per fortuna il post celebrativo di Maggi della vittoria su Trento e poi Venezia, su questo blog va deserto di commenti.
    Perché non tutti sono allocchi, non tutti sono accecati, da Petrucci e da Messina, qualcuno ancora vede, capisce, soffre, e rifiuta di essere ostaggio senza provare a combattere – sia pure solo su questo blog.

    Petrucci?
    “Pura manipolazione mediatica”, ovvero una formula elegante che traduce il più efficace e sintetico “tutte stronzate”, ma che sugli allocchi funzionano, mentre in campo umiliano.

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