Olimpia Milano post Napoli | L’inspiegabile che sta uccidendo il lavoro di anni

Alessandro Maggi 40

Olimpia Milano post Napoli. Quel che non poteva accadere, e che resta impossibile da spiegare, è accaduto. I biancorossi cadono in finale

Olimpia Milano post Napoli. Quel che non poteva accadere, e che resta impossibile da spiegare, è accaduto. I biancorossi cadono in finale 

Ci si ritrova a commentare l’incommentabile. Si potrebbero usare le parole fallimento, disastro, flop. Le lasciamo ai tifosi, il nostro vorrebbe essere un commento propositivo, perché in fondo il tema portante resta il bene della Milano del basket.

Lo sviluppo, la cultura cestistica… che tuttavia deve passare anche per i risultati. Vi abbiamo parlato per mesi, per anni, del lavoro di Ettore Messina per strutturare il club Olimpia Milano. La cultura Olimpia Milano.

Non vi annoieremo oltre. Lo abbiamo detto. Lo abbiamo sottolineato. Ma è tempo di andare oltre, di stare solo ed esclusivamente sul campo. Perché, come detto, i risultati hanno la loro valenza. Non ci sono solo i risultati, ma ci sono anche i risultati (che è quello che ha detto anche Messina tempo fa).

Non faremo di tutta l’erba un fascio. Perché non possiamo dimenticare le due belle prestazioni dei quarti o delle semifinali, a meno che non si voglia innalzare Napoli oltre chi gli è stato, e gli è ancora, davanti in classifica.

Non parleremo di fallimento al cospetto di un Nicolò Melli indomito, combattivo, esempio per 40’, legato a quella maglia che da sempre vive come una seconda pelle.

Non metteremo nel calderone Kyle Hines, che non casualmente di questa squadra è leader come Melli. Stoppate e rimbalzi catturati di pura voglia, errori che ormai sono figli dell’età che avanza. 

E certamente non condanneremo la prestazione di Shavon Shields, che dopo una brutta serata quasi si porta a casa la Coppa Italia. O quella di Nikola Mirotic, giocatore che questa Olimpia non sa sfruttare, non sa cercare, ma che diventa certezza in quelle poche occasioni in cui si ritrova la palla fra le mani. 

E’ proprio in queste “citazioni positive”, o quasi, che ritroviamo i segni di una follia generalizzata. Perchè dopo Trento e Venezia, con il trofeo ad un passo, l’Olimpia Milano scende in campo senza cattiveria, senza piglio, per poi farsi travolgere a lungo dall’ansia quando pur l’avversario scende inevitabilmente di tono.

«Sono giocatori esperti» osserva Ettore Messina, cui possiamo attribuire poche colpe specifiche sul singolo evento di domenica sera. Problemi e colpe vanno oltre, hanno radici ormai lontane, e vanno ora affrontati per quello che sono.

Con prestazioni come quelle di ieri si rovina il lavoro di anni. L’Olimpia Milano, che esce come prima e massima sconfitta di queste Final Eight, sta buttando letteralmente all’aria quanto costruito. 

Il presente può uccidere il passato, perchè si può seminare ma quel che conta è il raccolto. Questa squadra ha mostrato ancora una volta di non essere in grado di inseguire un obiettivo comune.

Non si vede l’intento di lavorare di squadra. Non si vede la fiducia reciproca. Si è “insieme” quando le cose vanno bene, ma al primo vento di difficoltà emerge la diffidenza.

La colpa di Ettore Messina, ancora una volta, è non avere risposte e soluzioni. Non è più il tempo dell’inspiegabile, non è più il tempo di prendere atto di una difficoltà. E’ il tempo di cercare soluzioni. In prima persona o affidandosi al altri.

Non parleremo dei meriti di Napoli, perché per rispetto del gioco si può parlare solo di Milano.

Dopo mesi, sono sempre le stesse cose. Che si ripetono andando oltre il diavolo della perseveranza. Il nostro lavoro di analisi, diventa assolutamente ridicolo. Ci siamo stufati e non lo faremo più, limitandosi ad osservare solo quel che sarà differente. Nel caso.

Arriva la pausa, poi i confronti. L’obiettivo non è più salvare la stagione. Ma salvare l’era Messina. 

40 thoughts on “Olimpia Milano post Napoli | L’inspiegabile che sta uccidendo il lavoro di anni

  1. quando hai un allenatore che sa marcare a uomo, con sokolowski che ha cancellato shields, con un pivot leggero ma sempre meglio di quelli dell’olimpia, con hines che sa solo picchiare ormai, chiaro che l’olimpia perde anche contro giocatori sulla carta inferiori, hall a sprazzi, unico melli che ci ha messo l’impegno, ma senza schemi, dura portarla a casa, napier e’ quel che e’, non un vero play, alla fine giocatori pagati un decimo hanno sconfitto l’armata brancaleone, spiace per Armani per cui provo affetto e stima.

  2. Ottimo l´ultimo punto. la domanda era pienamente legittima. la risposta veramente da schifoso maleducato.

    1. ma avete cancellato l ultimo punto, quello sulla ineleganza della risposta al giornalista???

  3. L’inspegabile ….

    Il convitato di pietra ….

    e dilloooooooooooooo

    Perdere la SCI Fatto

    Perdere la CI Fatto

    Non entrare nelle F4 Fatto

    Triturare giocatori da lui senza soluzione di continuità Fatto

    Spendere 30 e passa milioni l’anno per fare sempre peggio e costruire un roster senza senso Fatto

    E dillooooooooooooo

  4. salvare l’era Messina???? Ma da salvare non c’è nulla. Nulla. Lui, Messina, potrebbe salvare la propria dignitá dimettendosi a fine stagione, dimettendosi al di la del risultato in campionato, che qualora vinto potrebbe rappresentare una terribile scusa per proseguire il calvario di queste stagioni disperate. Un altro anno di Messina sarebbe troppo per molti tifosi e credo anche per i giocatori. La storia della lettera dei giocatori a Messina post insulti a Pangos era vera, anche nello spogliatoio ci sono molte voci critiche. D’altronde noi tifosi ci rimettiamo poco, ma i i giocatori di Milano stanno buttando anni di carriera a causa di un coach che si é perduto tecnicamente e di cui rimangono solo rabbia. e acredine nei confronti della squadra.
    L’era Messina é insalvabile, speriamo finisca presto e di poterla dimenticare in fretta.

    1. tranquillo che l’anno prossimo con qualche innesto fuori ruolo e qualche bollito a caccia di grano di un ultimo contratto il triplete non scappa. Adesso in palestra a lavorare come sempre per non concludere un c.
      Non si capisce come si possa negare l’evidenza quelli che se ne sono andati o che il pastore ha cacciato hanno fatto bene, soprattutto gli sventurati Italiani ( anzi uno cacciato e ripreso quest’anno veramente si vede cosa riesce a rovinare tra palle perse e visioni da fantascienza ). Per fortuna ho visto il Lido e lo sputare sangue e sicuramente più emozioni da Lardo e la sua banda e per certi versi meglio come impegno anche la Pippo. Ultimo commento
      non ci sono più lacrime per piangere come diceva quel tale, speriamo un giorno di tornare al Forum, ma ci sarà
      ancora il Forum quando se ne andrà ?

  5. C’è solo un modo per salvare l’era di Messina: che si dimetta e si tolga dalle palle ma conoscendo il soggetto dubito che lo farà mai.

  6. Maggi sono con te e la tua analisi (senza risposte) al 100%.
    Non sei il solo a sperare e valutare correttamente con o senza Messina nel futuro è ilomento di agire e non sprecare il lavoro cominciato con Proli e proseguito con Messina.

  7. Caro Maggi, la tua analisi finisce proprio male.
    Salvare l’era Messina.
    Messina è e sarà solo un pezzettino di storia di una gloriosa società. Immagino che mio figlio fra 10 o 20 anni manco si ricorderà di lui.
    Bisogna invece salvare l’onore di questa squadra perchè continuare a fare queste figure di merda non se ne può più.
    Come ho già detto, sportivamente in questi ultimi anni abbiamo visto solo l’era del Chacho (2 anni e mezzo), quelli si indimenticabili.

    1. Non posso che sottoscrivere al 100 per 100. Messina è una meteora,buna sciagura capitata sulla gloriosa Olimpia. Lui passerà, noi tifosi, schifosissimi tifosi, saremo ancora qui.

  8. Salvare l’era Messina? IMPOSSIBILE. L’era Messina, si è chiusa a gennaio dello scorso anno, con quel – 20, contro l’Alba, con conseguente ULTIMO POSTO. ( con, secondo alcuni, l’Olimpia più forte, dell’era Armani…) Poi, qualcuno, ha voluto aspettare un ‘eventuale ultimo tiro, di un’eventuale gara 7, per giudicare…Poi, secondo LUI, l’arrivo di Mirotic, avrebbe imposto a tutti, di alzare l’asticella…Per il suo modo di essere, il suo modo di fare… per la sciagurata gestione delle risorse, economiche ed umane, rappresenta un’enorme zavorra, una gigantesca palla al piede.

  9. Dell’era Messina si potrà salvare l’organizzazione che ha contrubuito a dare alla società. Quello direi di si.
    Per quanto riguarda Messina allenatore non c’è da salvare nulla.
    Nel senso che doveva aggiungere e non togliere.
    Qualsiasi altro allenatore decente con l’organico di questi anni avrebbe vinto quello che ha vinto lui, cioè gli scudetti.
    Ma ha tolto il resto! Nel senso non ha portato quei risultati attesi.
    Abbiamo detto più volte che nessuno si aspetta di vince l’EL, ma nemmeno di fare le comparse a mo di Alba Berlino, perchè questo tiamo facendo.

    Ora “capisco” Armani … e la sua attesa! Probabilmente si saranno detti … ad un certo punto le cose inizieranno a funzionare.
    Purtoppo questo momento non è mai arrivato e sopratutto non può più arrivare.
    Non è finita fino a che non è finita: ma ora è finita!
    Penso che anche per Armani la misura sia colma e se Messina non si dimetterà … lo saluteranno comunque a costo di pagare quello che manca.

    Inutile ripetere cose dette e ridette 100 volte ormai da tutti! E’ stata ed è una gestione fallimentare.
    Messina è stato un grande allenatore ma ora non lo è più. Non c’è gioco … non c’è divertimento … non c’è voglia.
    C’è solo sempre una grande tensione ed un gran nervosismo; cose che fanno solo male per giocare a basket!
    Ha una tensione nel fare l’allenatore che probabilmente limita anche le sue reali capacità.
    Non c’è più bisogno di parlare alla squadra. Probabilmente Messina dovrebbe parlare a se stesso. Il suo vivere il basket in questo modo nemmeno per lui è positivo!

  10. Salvare l’era Messina?
    Francamente mi sembra una domanda lunare, arrivati a questo punto di sprofondo.
    Ma il Messina dirigente, dopo una ennesima debacle come quella di ieri, confermebbe il Messina coach?
    Perché se la risposta è “sì”, siamo rovinati anche per il futuro, visto che è tutto nelle sue mani.

    1. La risposta è “si” senza “se e senza “ma” caro Massimo altrimenti avrebbe già dato le dimissioni almeno da coach.

  11. Vedere il maggi che si arrampica sugli specchi pur di salvare il suo messia non ha prezzo!! L’ometto che si vanta di 35 tituli quante finali ha perso?? Quante figure di merda ha collezionato? Altro che 35! L’unica cosa che gl interessa salvare è il proprio culo. Era messina? Un disastro, una F4 e poi il nulla (rispetto al budget che aveva a disposizione). 5 anni che è a milano? Uno solo mi sono divertito a guardare la squadra, il resto miserie.. ok ha fatto crescere cone società, bene. Ma frega un cazzo se ha fatto crescere la società, il bilancio si fa dalle coppe che si alzano, dagli scudetti che si alzano. E anche se si perde dipende da come si perde. 4-0 da bologna finale scudetto, ieri sera, le supercoppe al primo turno. Senza mai dire una volta “scusate, ma anche stasera non ci ho capito un cazzo”.Uno schifo. MESSINA VATTENE.

  12. Non è “inspiegabile”, il pesce puzza sempre dalla testa. Il cambio di guida sia tecnica che dirigenziale è doveroso, perchè forse non cambierà nulla, ma un forse è meglio della certezza di continue umiliazioni.

  13. Continuate a prendervela con il povero Ettore. Ma lui cosa deve fare ? Dimettersi e rinunciare ad uno stipendio a 6 zeri con un probabile pensionamento? E’ scarso come allenatore e incapace come dirigente ma non è un pirla. Ovvio che si vuol far cacciare x buonuscita.
    L’unico colpevole di questa situazione è Giorgio A.

  14. L’era Messina come è stata pomposamente e devotamente nominata non è che una piccola parte dell’era Armani e un’infinitesima parte dell’era Olimpia.
    Di quest’era messiniana ricorderemo e verrà ricordato ben poco di bello: non certo il gioco, tantomeno il divertimento, men che meno i titoli, insignificanti in rapporto ai capitali spesi e al loro valore intrinseco: campioni d’Italia lo siamo stati prima e lo saremo anche dopo. In Europa abbiamo fatto molto di più che raggiungere una F4.
    Certamente ricorderemo alcuni giocatori, campioni che hanno onorato la maglia e scaldato le nostre mani: Chacho, Sir Kyle, Gigi, Il capitano. Punto.

    Riguardo a ieri, le partite decisive le vince chi ha voglia di vincerle, non chi ha paura di perderle. Vale per tutti, giocatori e allenatore. Se tieni in campo per quasi 40’ chi ha tirato 0/11 e monopolizza un attacco già di per sé asfittico, vuol dire che ritieni di avere della m**** in panchina e che non hai costruito un gruppo coeso (quell’insieme di cui ti riempi la bocca) ma la solita, squallida accozzaglia di gente che ci hai fatto vedere finora, gente che si squaglia, te compreso, al primo ostacolo, divorata dall’e insicurezze.

    In ogni caso, il basket non è solo difesa, schemi, gestione, tattica ma anche carattere, istinto, voglia, classe, fantasia, incoscienza, come ci ha mostrato Pullen con quella tripla che era tutto questo. Voleva vincere e ha vinto.

  15. Messina quindi arrivando a Milano avrebbe portato quella cultura cestistica ( della quale Milano era priva?); io, in verità, gli ho solo visto smontare, mattone dopo mattone, quel (poco o molto che fosse) che si era costruito nell’anno delle final4….e di certo, di ciò, non gliene dobbiamo rendere merito
    HA FATTO E DISFATTO TUTTO LUI

  16. Purtroppo, e il mio e’ un commento non totalmente bilanciato (per brevità), l’Olimpia a questo punto pare un’organizzazione di mercenari (giocatori) in transizione a Milano perché’ l’investimento offre una finestra in Eurolega e paga competitivamente. Un gruppo gestito da geronti (benché mi renda conto il termine può’ essere percepito come irrispettoso) con limitate energie e voglia per costruire seriamente su una piattaforma moderna, da una parte consci di essere arrivati al capolinea di carriera (Messina), dall’altra (Armani) in via di spegnimento (almeno lavorativo) e con energie e voglia limitata di imbarcarsi in sentieri di battaglia. Di mezzo (Dell’Orco) ci sta chi sa gestire a alto livello operazioni di brand marketing, in stile ma sa poco del polso necessario per impostare e dirigere un club vincente. I tre paletti hanno buchi e debolezze di mezzo dando al club uno spessore debole e una posizione che penso sia correttamente riflessa dai ranking in EL. Ho visto turnaround di ogni tipo, a volte inaspettati e miracolosi, ma qui da noi non vedo le energie per svangare uno stallo che sembra ormai stabilizzato. Non penso si possa andare piu’ a fondo da dove siamo (perdere lo scudetto sarebbe una semplice conferma di quello che già’ sappiamo, non un ulteriore crollo), i soldi e gli investimenti sono sostanziali e importanti per tenerci a galla. Ma non vedo strade per risalire nel costrutto in essere, sembra siamo fissati su un equilibrio di relativa mediocrità che sorpassa un minimo di decenza senza presentare nulla di eccitante per il futuro.

  17. L’assunzione di fondo che sia stato costruita una “cultura” per un “club Olimpia” penso vada messa sotto analisi in modo piu’ approfondito. Penso sia stata costruita un immagine di club solido finanziariamente, in grado di fornire un prodotto logisticamente accettabile per una piattaforma di EL che vuole branding, presenza nelle arene, e nomi in squadra che portino interesse al movimento. E’ un velo di immagine, finanza e organizzativo in grande preso a prestito dal Gruppo Armani, noto e rispetto in europa e che mai si e’ tirato indietro nel far fronte alle richieste di budget. A mio avviso la “cultura” si ferma li. Abbiamo dimostrato di sapere gestire un prodotto che può’ stare su un palco di EL? Penso di si. Abbiamo una cultura distintiva che produce vittorie ai massimi livelli, che attrae talento che vuole venire a Milano per vincere e sacrificarsi per rispetto a una maglia e una storia, un sistema replicabile di valori e punti di riferimento atletico per i nuovi che arriveranno in futuro? Quella e’ la mia idea di “cultura” e li’ penso abbiamo fallito. Culture solide si basano sempre sugli uomini che sono passati prima di te e sui valori che hanno dimostrato come players e esseri umani di spicco nella comunità’ locale. Motivo per cui Celtics, Lakers, GSW, ancora hanno una “patina” culturale vincente e un motore di lungo termine per guardare avanti. Ci sono i Curry, Green, Kobe, LBJ, Garnett etc. cha fanno da luce per attrarre talento che vuole far parte del “sistema”. L’Olimpia ancora deve “prendere a prestito” nomi come Meneghin, Peterson, McAdoo in quel ruolo di “value creation” e culturale. E quei nomi cominciano a essere lontani nel tempo….

  18. Senza la tripla di Pullen probabilmente l’avremmo anche portata a casa, ma non avrebbe cambiato la sostanza, di una squadra con problemi cronici e che alle prime difficoltà si sfalda completamente, e che per uscirne si affida alla classe dei suoi singoli, come in effetti è successo ieri sera quando Mirotic e Shields l’hanno pure ribaltata fino al +1. Alla fine però ha vinto la squadra che ha meritato.

    Sia chiaro non è che la Coppa Italia abbia tutta sta rilevanza, anche se vincerla è sempre meglio, ma il segnale dato ieri dopo 2 buone partite giocate, mostra ancora una volta l’incostanza e la fragilità di una squadra incapace di dare continuità e che fallisce sistematicamente nei momenti topici.
    E se l’anno passato poteva essere considerato come una stagione sfortunata, l’ennesima annata fallimentare sancisce la fine dell’era Messina, perché anche un eventuale scudetto, sul quale comunque nutro forti dubbi, sarebbe a mio modo di vedere un brodino riscaldato.

    Non credo che all’inizio della prossima stagione siederà in panchina l’attuale coach, mi meraviglierei del contrario, penso anche però che un cambio di panchina immediato non possa portare ad alcun beneficio, o quanto meno possa raddrizzare un’annata in cui l’obiettivo primario è praticamente sfumato, ed anche se l’aritmetica non ci condanna, quanto visto finora non lascia molte speranze.
    Quindi aspettiamo che arrivi giugno, sperando di tanto in tanto di vedere un sussulto d’orgoglio tipo vs Real o Barca, e speriamo che finisca in fretta, poi vediamo cosa offrirà il mercato allenatori questa estate…

    1. Tu sottovaluti la pervicacia dell’attuale gruppo dirigente nel continuare a commettere errori, nel continuare a percorrere strade sbagliate, insomma, nel nostro caso, nel proseguire il rapporto “tossico” con Messina; ricordo che solo pochi mesi fa, a fronte di una situazione già molto chiara (per chi ha occhi per vedere) gli è stata confermata l’estensione del contratto fino al 2026; non mi stupirei che, tenendo bordone alle loro logiche, continuassero a fare i “pesci in barile”: buttare qualche (per loro) spicciolo nel basket non è un problema per ArmaniGroup, i cui investimenti (nel basket) seguono altre logiche……di qui affermazioni che fanno il gioco (a perdere) di Messina, quali: i risultati non contano, vincere non conta…..e il coach ci sguazza in questo bagno di coltura……AHINOI!!

  19. In merito allo scudetto ritengo che quest’anno ce lo possiamo dimenticare.
    Lo scorso anno è stato vinto solo ed escusivamente grazie al fattore campo “regalato” da Bologna all’ultima giornata.
    Altrimenti avremmo perso 4-3.
    Quest’anno primi non ci arriviamo e sarà già tanto arrivare in finale.

    Come sempre a volte si da e a volte si riceve.
    Senza la tripla di Pullen forse avremmo vinto. Ok … peccato invece che abbia segnato!
    L’ho gia scritto ieri … loro correndo e tirando senza paura hanno vinto.
    Noi stiamo a centellinare i cambi … palla a Shields che non segna mai … mai la palla a Mirotic che segna sempre, uno non guarda il canestro … l’altro si ricorda di tirare una volta su 5 … e la perdiamo!

    Tutto qui! Il basket è uno sport a volte complesso, ma Napoli ha fatto vedere che è anche molto semplice.

    1. Non ha senso estrapolare una frase dal discorso senza contestualizzarla….
      Sono d’accordo con te quando affermi che spesso il basket è un gioco semplice, e Napoli facendo quello che sa fare ha meritato il successo. Il paradosso è che l’Olimpia pur giocando una partita orrenda è stata ad un passo per portarla a casa grazie ad un paio di giocate di classe nel finale dei suoi campioni, tanto per capire quanto poco sarebbe bastato per vincere. Ma anche vincendo di 1 con una prestazione del genere non avrei comunque esultato, perché ancora una volta sono emersi gli evidenti limiti ormai cronici di una squadra fragile, che non sa più emozionare.
      Questo era il senso del mio commento

      1. È inutile che ti attacchi ai “se” per cercare di lenire il tuo dolore. Anche i tifosi di Napoli potrebbero dire “senza l’ultima tripla di Shields avremmo vinto facilmente senza soffrire fino alla fine” visto che se non erro Sharon in quel momento era a 1/12 al tiro. Avresti fatto meglio a stare in silenzio ahahaha

      2. Sei talmente idiota che non riesci a leggere oltre la prima riga.
        Goditi il tuo momento di gloria

  20. Come ha ben illustrato Mauro C. e come ha specificato ancora di più Fab., Quale tipo di organizzazione avrebbe portato Messina a Milano ?
    1) Staff tecnico : Mai visto tante persone in panchina come nell’Olimpia attuale, mute come pesci . Contributo durante le gare pari a ZERO.
    2) Staff medico e preparatori : Mai visto, in ere precedenti, tanti infortuni muscolari e giocatori che si fanno male, rientrano e si fanno male di nuovo
    3) Staff delegato allo scouting ed al mercato : Ad esclusione del Chacho e del primo Hines quali sono queste grandi STARS approdate a Milano ? Mirotic (????) Invece sono stati mandati via giocatori di forte personalità(M.James, Leday etc . non graditi al coach.)
    3) Organizzazione del FORUM : dei 10.000 che spesso in E.L. riempiono il palazzetto, quanti effettivamente hanno acquistato il biglietto o sono abbonati ? Se arriviamo al 60% è grasso che cola . Ci sono circa 4.000 imboscati (biglietti omaggio, Scolaresche + accompagnatori etc…. che, non essendo veri appassionati di basket si accontentano di mangiare popcorn, collezionare magliette e cappellini e si godono lo spettacolo da circo Barnum, non la partita)

    Con il Budget messo a disposizione dalla proprietà, Messina avrebbe dovuto come minimo arrivare sempre nei p.o di E.L.
    e competere per arrivare alle F4. Nessuno ha mai chiesto obbligatoriamente di vincere la E.L. ma da qui a galleggiare sempre tra il 12 e ultimo posto ..ce ne passa….

    Ora la se proprietà, alla quale al momento non interessa vincere…ma partecipare……cambierà opinione, forse avremo la speranza di vedere un nuovo coach e un nuovo presidente l’anno prossimo.
    Se invece resterà ‘ nelle sue convinzioni ….la vedo molto dura.

      1. si tratta di altra testata giornalistica, un po’ più cruda nelle considerazioni, ma lucida quel che basta…..

  21. Leggendo qua e la, oggi forse l’ultima analisi da fare è quella inerente a quanti soldi si sono spesi e si spendono per ottenere, alla fine, questi risultati, basti pensare paradossalmente quello che spende Napoli per foraggiare la sua squadra, tutta al completo, basterebbe giusto per pagare uno stipendio di qualche stella di Milano.
    Non sono particolarmente incazzato sulla sconfitta della nostra beneamata, domenica lo sport, se ce ne fosse di bisogno, ha dimostrato che anche la classe operaia va in paradiso. La lucidità di Milicic, croato di passaporto polacco, ha surclassato il nostro Boss, ha dimostrato che con delle scelte giuste, con cambi appropriati ha messo sonoramente alle corde una corazzata come l’Olimpia, corazzata non tanto per il valore dei suoi giocatori, ma per il valore economico che il roster milanese rappresenta, per la sua organizzazione, per il brand che ci sta dietro. Non dimentichiamo che Milicic non è proprio l’ultimo arrivato, il tipo è anche commissario tecnico della Polonia a cui la sua federazione ha affidato l’arduo compito di portarla a risultati più decenti e comunque si è circondato di giocatori non certo di ciofeche. Sokolowski mvp della finale, Ennis play/guardia ex Phoenix Suns, ex Milwaukee Bucks, ex Houston Rockets e Los Angeles Lakers, Pullen ex Virtus, ex Brindisi, ex Barcellona, Owens centro non certo con tanta qualità ma con tanta voglia di farsi il mazzo, etc etc etc
    Insomma che abbia vinto una squadra come Generazione Vincente, il suo sponsor è tutto dire, è qualcosa che mi riempie di speranza, una città non proprio dedita alla pallacanestro ma un messaggio che premia realtà non certo amanti di questo sport.

  22. Dell’era Messina c’è da salvare solo qualche aspetto societario, ma anche lì se andiamo a vedere il doppio ruolo non è in sintonia con nessuna sana società sportiva.

    I troppi infortuni muscolari sono segno che lo staff di preparatori andrebbe cambiato, e sono segno che se hai un roster da 18 giocatori e impieghi solo i soliti 9-10 per lo più stranieri, extraminutandoli, c’è qualcosa che non funziona a livello head coach.

    I risultati sul campo non ci sono, nemmeno col maggior budget in Italia per distacco. Perché non c’è gioco. Niente play, niente centri, molti fuori ruolo, se sbagli viene cambiato subito e ti urla dietro, ma non vale per tutti vedi Shields.

    I giocatori non collaborano e sono giustamente incazzati con Messina che svilisce la loro professionalità schierandoli fuori ruolo ( ad esempio Hall e Melli) o schierandoli troppo (Melli Mirotic) o schierandoli troppo poco o quasi niente (Caruso, Kamagate, Bortolani solo quest’anno). Ciò pregiudica le loro remunerazioni successive al contratto in Olimpia.

    L’era Messina non si può salvare. Per andare avanti c’è un solo modo. Messina quest’estate dovrebbe lasciare tutti i ruoli in Olimpia e andarsene altrove, candidarsi in politica in qualche stato dal regime autoritario (riuscirebbe benissimo a tacitare sul nascere qualsiasi opposizione, basta vedere come risponde ai giornalisti) o andare in pensione aspettando la legittima Hall of Fame che ormai non si nega a nessuno, tributo alla carriera, non certo al periodo in Olimpia Milano.

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