“L’Olimpia s’è persa. Eurolega addio, rimane soltanto il solito campionato” titola Repubblica

Alessandro Maggi 19

«L’Olimpia s’è persa. Eurolega addio, rimane soltanto il solito campionato» titola la Repubblica-Milano a pagina 11

«L’Olimpia s’è persa. Eurolega addio, rimane soltanto il solito campionato» titola la Repubblica-Milano a pagina 11.

Così Massimo Pisa: “Accontentarsi”, ed è il secondo anno consecutivo che il tifoso milanese vede lo stesso cartello appeso all’esterno del Forum. Accontentarsi di stare a guardare le grandi continentali – e le aspiranti tali – mentre si giocano ai dadi l’Eurolega, di guardarle da vicino, qualche volta vincere, più spesso spaventarle. E poi sparire, mollare, perdere. 

Accontentarsi di aver ripreso un buon passo in campionato – 8 vinte nelle ultime 9, il podio riagganciato dopo una vita – e di portare a casa partite che all’andata venivano buttate via, come quella di Pistoia che a un certo punto sembrava destinata allo stesso secchio delle occasioni buttate. Accontentarsi di applaudire venerdì sera il Chacho Rodriguez, di sospirare alle sue fìnte, di lacrimare davanti alla sua leadership e a quella di Campazzo e Llull, all’estro di Musa e alla mole del rientrante Tavares: non stanno comandando in coppa, i blancos, stanno passeggiando. 

E se dovesse, per miracolo, arrivare il colpaccio per impennata d’orgoglio mista a peccato di presunzione altrui, il tifoso milanese ha già pronto un altro post-it. “Non illudersi”. Non più.

19 thoughts on ““L’Olimpia s’è persa. Eurolega addio, rimane soltanto il solito campionato” titola Repubblica

    1. Ma cosa pretendi di leggere scusa? Dietro a tuoi messaggi di facciata (che per inciso non ho mai preso per veri) si nasconde il tuo rosicare ahahahah

  1. Però il RM è così démodé con il play e centro forti e che giocano nel loro ruolo ….

    1. Diciamo che tutte le altre squadre sono demodè, giocano con almeno un centro forte, il playmaker e i giocatori utilizzati nel loro ruolo. L’unica eccezione è l’Olimpia del moderno Ettore Messina e negli ultimi due anni sta producendo solo disastri, là dove conta, in Eurolega. Specialità della casa: un terzo quarto al bacio (della morte), con parziali letali (per noi).

      E ci dobbiamo tenere questo fenomeno fino al 2026!

      Che fortuna eh!

      1. Per qualche sapientone lungimirante se non esistesse il terzo quarto saremmo primi in EL..

      2. Jimmy, ho letto anch’io il parere dei sapientoni per cui se non esistesse il terzo quarto saremmo primi in EL.
        Facciamo pure questo giochino di fantasia ed ammettiamo le partite togliendo il terzo quarto. A quel punto il quarto quarto diventerebbe in automatico il terzo periodo di gioco, ma sarebbe l’ultimo terzo, perché a quel punto secondo i sapientoni le partite andrebbero divise in tre terzi.

        Il risultato? L’Olimpia (quella di Ettore Messina per cui si vuole cambiare l’ordine del basket mondiale pur di non farlo risultare perdente) avrebbe sempre il crollo nel terzo periodo che però, in assenza del quarto periodo diventato terzo, risulterebbe fatale all’Olimpia di Messina facendo perdere alle scarpette rosse (di vergogna) ogni partita per rimonta degli avversari e ponendo l’Olimpia ultima in classifica di Eurolega con distacco dalla penultima.

        Non serve cambiare il basket per far risultare Messina meno perdente. Serve cambiare Messina.

        L’Olimpia non ha bisogno di un Messina manager, ha bisogno di un manager livello Messina coach del 2008, quello che vinse l’ultimo titolo che conta nella sua carriera, ormai 16 anni fa. Perché non ci serve un manager roookie come Messina. Ci serve un manager coi controcosiddetti, un Maurizio Gherardini per intenderci, e che sia persona diversa dal coach….della serie…. OGNI OFELÈ FA EL SO MESTÈ e il Mestè di Messina non è fare il POBO perché non è capace nemmeno di gestire il primo budget in Italia e costringe Giorgio Armani a ripianare i debiti di bilancio.

  2. Comunque, l’appuntamento con il Chacho, al forum, è giovedì e, non venerdì…per lui, SEMPRE e SOLO applausi. Senza di lui, in Eurolega, si è spenta la luce e, è calato il sipario.

  3. Evidentemente in questi anni Armani e company ritengono che per l’immagine del marchio vada già bene così. Che le vittorie non siano poi così importanti.
    Due scudetti sono anche stati vinti e si vuole forse dare un premio alla carriera a Messina tenendolo purtroppo al suo posto.
    Forse per una questione di stile “Armani” non lo si vuole allontanare.
    Resta il fatto che noi siamo tifosi e vorremmo vedere una squadra ben diversa visti gli investimenti fatti ed il budget a disposizione.

    Personalmente condivido veramente pochissimo della gestione incarognita di Messina. Evidentemente il suo è davvero un basket superato.

    Tempo fa riflettevo poi su una questione che sicuramente troverà pochi d’accordo.
    Shields: il suo ruolo.
    Temevo che il suo ritorno dall’infortunio potesse creare paradossalmente dei problemi.
    Per quello che vedo i problemi sono arrivati perchè Shields blocca l’attacco che è troppo vincolato a lui.
    La palla va a lui e tutti stanno a guardare. Poi non è un passatore e se la passa la palla 1 volta su 3 la butta nel cesso.

    Shields è un gran giocatore, ma lo si sta usando in modo non del tutto corretto.
    Meno 1vs1 perchè non è veloce e si avventura in complicazioni infinite e più tiri aperti che può mettere con meno fatica.
    Se un altro giocatore prendesse le iniziative che prende lui, Messina lo fucilerebbe.

    1. Penso che il tuo commento su Shield abbia un fondo di verità’. Personalmente, benché’ mi rendo conto suonerà’ blasfemo in questo forum, Shield rimane un ottimo giocatore, ma ha limiti visibili. Rimane un “threat” dal perimetro in grado a volte di fare la differenza (ma ha anche momenti di congelamento inspiegabili), ed e’ certamente un giocatore ad altissima efficienza in mid-range, sopratutto grazie a uno step back letale (altissima % e capacita’ di creare separazione con il punch dribble). Ha inoltre valore difensivo (quando vuole e quando il fiato glielo consente). Fatica a mio avviso a espandere quel box di skill, non sono sicuro se e’ un problema di utilizzo o semplicemente di inclinazione personale. Non fa del drive una forza reale, che lo limita mio avviso offensivamente. E’ peraltro possibile che la sua predilezione per perimetro e mid range sia una scelta subconscia legata al volere evitare infortuni e rischi, oltre che limiti atletici. L’abuso del palleggio in esitazione tende a bloccare la circolazione, creando quel classico problema per cui la palla rimane nelle sue mani e i compagni si fermano, effettivamente lasciando all’opzione ISO e tiro da fuori (spesso forzato) il compito di tirare la castagne fuori dal fuoco. In sostanza, ottimo giocatore MA non superstar come spesso dipinto da stampa, accolades tecniche e da una frangia di supporters incondizionati. Ripeto, commento il mio che può suonare impopolare a molti….ma se guardi oltre le statistiche e valuti l’influenza sul flow della partita e sul movimento, penso sia facile notare quei “mixed signals” cui faccio riferimento.

      1. Shields rispetto a due anni fa ha migliorato molto il tiro da tre punti. Nello stesso tempo ha perso, colpa degli infortuni??, velocità e accelerazione. Fa fatica ad attaccare il ferro come prima e in difesa non è più insuperabile come prima. Resta cmq uno dei top 3 nel suo ruolo in Europa

      2. Il punto è che da noi per merito del tuo pastore gioca poco nel suo ruolo. Non c’è un tuo commento senza dimostrare quanto tu sia idiota!

      3. @Mauro C mi fa piacere che bene o male tu condivida la mia posizione.
        Shields è sicuramente un gran bel giocatore ma ribadisco che inchioda a volte troppo il gioco.

        Certo è che se si trotterella in attacco con Hines o Melli e passi la metà campo a 17 secondi, poi inizia il giro inutile di ruota e arriva la palla a lui a 11 secondi e palleggia per 9 … non puoi che andare in cerca di una “invenzione” che a volte gli riesce anche ma che è anche il metodo migliore per non segnare!
        Purtroppo non ha velocità in 1vs1 e perde troppi secondi. Basta vedere come attacca il ferro Hall. cioè al doppio della sua velocità, o anche Tonut.
        Vero è che ha migliorato il tiro da tre. Proprio per questo utilizzarlo con la possibilità di tiri più aperti e meno incasinati sarebe meglio. Anche a livello di dispendio di energie.

        Un allenatore che ti vede palleggiare per 8/10 secondi anche se poi segni ti dice che non va bene! Lo potrai fare una volta ma non continuare così. Trovo molto strano che Messina glielo conceda. L’ho già detto dovesse farlo un altro lo fucilerebbe!

        Paradossalmente il nostro attacco è molto più fluido senza Shields.

    2. A shields la palla arriva quando è a 9mt dal canestro con difesa schierata e 10″ dalla sirena dei 24″… La colpa è del play che non sa fare il play

      1. La tua su Napier è proprio un ossessione. Tu sei malato. Cmq anche se fosse così ti rammento che il tuo pastore ha fatto carte false pur di riprenderselo. Quindi perché non attacchi il tuo pastore? Ah vero che tu e il basket sono due parole che non possono stare nella stessa frase.

  4. 1) l’articolo di Repubblica arriva a conclusioni in maniera tardiva, ma meglio tardi che mai.
    2) Messina lo si deve (solamente ) ringraziare per averci portato il Chacho.
    3) C’è stato il ciclo del Chacho. Non c’è mai stato un Messia o un suo ciclo
    4) Anche il miglior Shields lo abbiamo visto insieme al barbuto delle canarie. Se oggi è meno efficace …

  5. Aggiungerei per onesta’ comparativa che il “contentino” LBA (che per quest’anno metterei persino in “forse” visto la consistenza del prodotto Olimpia) ha progressivamente perso valore nel corso degli anni. Dovessi compararlo su una scala da 1 a 10 rispetto a 30 anni fa (con 1 equivalente al minimo), gli darei un 2. Motivo per cui titoli LBA oggi (e in futuro ancora di piu’) valgono quasi come medaglie di partecipazione, sopratutto quando hai soldi da spendere. Aggiungo il commento perché’ pone la valutazioni globali in ottica diversa: per chi come me accetta l’LBA come un cimelio storico di bassa rilevanza (nel panorama competitivo che conta), i “tituli” recenti assumono uno spessore smorzato e sottile. Fungono da semplice materiale di PR/Marketing e per le “headlines” (queste ancora per poco) per “salvare” una stagione quando tutto il resto fallisce. E le PR/Marketing usano il valore passato per “vendere” un/importanza che oggi si e’ persa. In quest’ottica, il lavoro e gli investimenti degli ultimi 10 anni vengono visti in modo completamente diverso, e direi onestamente deludente, e dovrebbero creare la voglia e la volontà’ per attaccare con un nuovo approccio, un nuovo progetto, nuove modalità’, nuove persone, nuova cultura e sopratutto nuova intensità’ e energia a tutti i livelli dell’organizzazione. Semplicemente perché’ Milano meriterebbe di essere competitiva dove essere competitivi conta. Non dove “contava” trent’anni fa. Capisco chi vuole prendere prospettive differenti e “salvare” la baracca tramutando il contentino in trionfo, ma la storia attuale e sopratutto il trend di settore parlano diversamente.

Comments are closed.

Next Post

Dubai sì o Dubai no? Tutto pare in mano alla ABA-League

La Lega ABA non ha ancora votato riguardo l'ingresso di Dubai nella competizione. Si attende l'Assemblea
Dejan Kamenjašević, ideatore del progetto Dubai BC, ha annunciato che il budget del club per la prossima stagione sarà di 4 milioni di euro

Iscriviti