“Siete una squadra fragile, come se lo spiega coach?”. La risposta di Messina

Alessandro Maggi 16

Ritorniamo sulla conferenza stampa di Ettore Messina venerdì sera a Sinan Erdem. Tutto gira intorno ad una domanda, che è la domanda di tutti

Ritorniamo sulla conferenza stampa di Ettore Messina venerdì sera a Sinan Erdem. L’Olimpia è appena uscita da una pensate sconfitta con l’Efes, un giornalista chiede se la squadra biancorossa sia fragile.

«E’ evidente. E’ successo molte volte». Il giornalista chiede quale possa essere il motivo: «Com’è se lo spiega? Avete buoni giocatori, un buon allenatore…».

Ettore Messina riflette e risponde: «Ne abbiamo parlato, parlato e parlato, ma non siamo riusciti a risolvere questo problema. Ma la domanda è pertinente ed è il nostro ‘elefante nella stanza’».

16 thoughts on ““Siete una squadra fragile, come se lo spiega coach?”. La risposta di Messina

  1. E’ come chiedere al depresso perché e’ depresso e perché non ne esce. Lui non ti saprà rispondere. Ma il motivo di fondo e’ una cozzaglia complessa di non credere al progetto e a se stessi, scontentezza de ruolo e del sistema, sconnessione umana di fondo fra i componenti del gruppo (o molti di loro), mancanza di leadership accettata, mancanza di vision e/o incapacità di venderla a chi la deve eseguire, carenza di energie e voglia di sacrificarsi uno per l’altro e probabilmente varie altre cose. In sostanza: l’anima di questo progetto non c’è e puoi cercare e cercare soluzioni pratiche ma se manca il cuore di fondo e a ogni livello, non ci cavi un ragno dal buco. Ma nella sua complessità le risposta alla domanda e’ semplice.

  2. Visto che la squadra o elementi di essa, sono irrimediabilmente non connessi, tanto vale cambiare subito, di tempo se n’è perso molto, troppo.

  3. Da una parte il candore dell’uomo, che se non si fermasse soltanto alle belle parole sembrerebbe perfino onesto, dall’altra mi piacerebbe davvero sapere quale altro manager, in qualsiasi altra azienda nel mondo, abbia ammesso di avere lo stesso identico problema da quasi due anni, abbia dichiarato che tutte le soluzioni tentate non abbiano funzionato per quasi due anni, e sia rimasto al suo posto a “parlarne”.
    No, davvero, ma di che cosa stiamo parlando?

    Del resto il progetto Messina purtroppo nasce avariato fin dal primo giorno, perché fare di un solo uomo il manager e l’allenatore è un’idea fallimentare, marcia, disfunzionale, almeno nel basket, come è stato dimostrato più volte in NBA, dove questa stortura è stata ormai abbandonata definitivamente.
    Messina lo sa benissimo, e lo sapeva sicuramente – perché credo che gli ultimi tentativi di quella soluzione siano avvenuti quando ancora lavorava lì, e siano stati terminati sempre quando lui lavorava lì: il ganassa potrebbe non averlo saputo, ma è davvero colpevole che nessuno lo abbia informato della circostanza, in un’azienda che comunque fattura una quarantina di milioni anno, ed ha un peso così rilevante in un’intera città e comunità.

    A mio parere “l’elefante nella stanza” è la corruzione che c’è in Olimpia Armani Milano, fondata sul doppio ruolo di Messina, che ovviamente uccide sul nascere qualsiasi vera discussione. Puoi parlare quanto vuoi, ma se tu sei la voce principale e anche l’orecchio principale, quanto credi che valga il “parlarne”?
    Mi sembra che i fatti milanesi testimonino ancora una volta che il doppio ruolo è corrotto e disfunzionale, non bastasse l’esperienza NBA che ci è arrivata molto prima di noi.

    La fragilità invece l’attribuisco all’uomo Messina, e non in via pregiudiziale – come forse credono alcuni – ma invece in via circostanziata e credo comprensiva, sia pure duramente:
    dimmi che ti diano in mano tutto, e i mezzi per comprare quello che vuoi, e hai le relazioni per accaparrarti gli uomini che vuoi, e hai carta bianca e nessun limite di tempo, una città calda che ti segue e di tradizione, una proprietà che ti stima e crede in te, un bellissimo palazzetto capiente, e in cinque anni non solo ti sei fatto rifiutare dall’Europa che conta per ben due anni di fila, ma non hai neanche messo le basi per correggere lo scempio che hai realizzato.
    Quale uomo, sul serio, non ne sarebbe scosso fino al proprio intimo più prezioso? Chi guardandosi allo specchio non vedrebbe spalancarsi una voragine terrificante di un insuccesso che fa veramente paura? Chi può tenere alta la testa di fronte a un fallimento così pubblico e così inaspettato e tonante?

    Quando ti succede tutto questo e hai l’età per avere avuto a Milano l’ultima chance, secondo me un po’ fragile diventi.
    Proprio dentro. Devi fingere di essere sicuro di quello che fai, ma dentro marcisci d’insicurezza.
    Essere fragile vuol dire questa spaccatura tra esterno e interno.
    Tutta la fatica che devi fare per apparire ancora quello che eri, mentre sai di non esserlo più, e lo vedi giorno dopo giorno, nel frutto del tuo lavoro.
    E siccome l’anima della squadra viene dalla panchina – anche se qualche ingenuo qui crede che gli allenatori facciano solo i disegnini sulla lavagnetta, e che i giocatori siano professionisti che siccome sono pagati potrebbero fare tutto da soli, anche se ovviamente non è vero – se sulla panchina l’uomo è fragile perché è affondato con un tonfo clamoroso, beh… è fragile anche la squadra.
    Le manca infatti la direzione. Perché il capo non riesce più a guardare oltre se stesso.

    1. Sebbene guardando da fuori si rischia sempre di non considerare tutti i fattori, mi sembra che la tua analisi ci azzecchi su molti dei problemi di fondo. Purtroppo difficile da accettare per molti, incluse le parti in causa che sono ormai perse e fanno fatica a riprendere coscienza. Poi si può discutere dei dettagli tecnici, dei se e dei ma, ma i motivi alla fonte nascono da quello spirito malsano che e’ ormai apparentemente pervasivo in Olimpia (e da tempo) e affossa ogni tentativo di reazione di chiunque ci provi. Motivo per cui, a mio avviso, chi arriva a Milano (players) sprofonda e affossa in un gioco inanimato, e quando se ne va riacquista spolvero e energia (più spesso che no). E’ triste dover commentare così, ma i dati sotto gli occhi di tutti parlano chiaro

    2. tu dici” il progetto messina nasce avariato fin dal primo giorno”. pero’ ce ne hai messo di tempo a rendertene conto e ancora di piu’ ad ammetterlo. difendevi il coac/manager e criticavi chi inveve vedeva la stortura dall’inizio. poi hai completamente cambiato casacca, ok, ci sta, ma atteggiarsi a chi ne capisce sempre piu’ degli altri?

      1. Sento del rancore personale in queste tue osservazioni, Nick, che non so spiegarmi da dove venga visto che non ci conosciamo.
        Quindi non credo che serva ragionarci sopra, una posizione preconcetta o avversa a priori, non c’è niente che io possa fare per cambiarla e non ci provo nemmeno.

        Mi preme soltanto contestarti quel fastidioso “completamente cambiato casacca”, che non si adatta alla situazione, ma è una frase da rivolgere ad altri contesti che non sono questo.

        Sono stato un accanito e felice sostenitore di Messina quando è arrivato, e vorrei vedere chi non lo sarebbe stato.
        Ho seguito la sua evoluzione e ho pensato, data la caratura del personaggio, che sarebbe riuscito a sanare il peccato originale, che pure avevo scritto già allora mi lasciava perplesso.
        I primi risultati peraltro furono incoraggianti, soltanto qualcuno di bassi pregiudizi poteva scrivere contro di lui. I pregiudizi però non m’interessano.

        Quando poi il suo progetto, ma soprattutto le sue scelte e i suoi comportamenti, e i risultati si sono rivelati fallimentari, non è che io abbia “cambiato casacca”, semplicemente ho seguito l’evoluzione delle cose, criticandola.
        Criticandola sempre con tanto di analisi e motivazioni, non limitandomi a insultarlo: tra l’altro lasciami dire che tutte le critiche che gli ho fatto si sono poi rivelate centrali nei disastri che sono avvenuti alla squadra – non che fosse difficile.

        Ho cambiato idea su di lui, ma non casacca, ed ho sempre spiegato le ragioni del cambiamento.

        Ti lascio quindi al malumore infondato nei miei confronti, e ti saluto.

    3. L’anno scorso (non al tempo delle F4), durante la lunga striscia negativa in EL, dopo una prestazione penosa in campo, Messina fece di peggio in conferernza stampa, io scherzando ma non troppo dissi che il coach sembrava un po’ rincoglionito in sala stampa, e tu mi rimproverasti questo termine, dicendo che uno con la storia di messina non se lo meritava, e bla bla bla. Tra l’altro Messina non è MAI stato un genio con le parole, neanche quando vinceva in EL. Poi ad un certo momento ANCHE tu ti sei reso conto che il progetto era sbagliato e hai niziato a criticarlo con espressioni che io non mi sarei neanche sognato (cane arrabbiato con la bava alla bocca, psicolabile, e simili). Posso capire chi preferirebbe un cambio di coach, è legittimo, ma tu pretendi che Messina, in disgrazia ma pur sempre un professionista, ASCOLTI QUELLO CHE DICI TU e faccia come dici tu. Ma ti rendi conto? Non è che ti prendi troppo sul serio? Ma tu eri tra quelli che gioirono all’annuncio di Pangos, che consideravano il roster dell’anno scorso a livello di F4, non vedendone i limiti che pure erano chiari ad altri che non pretendono di capirne quanto te. Tu ci rifili periodicamente lunghissime analisi tecniche, ma che valore hanno tali analisi da chi considera Bob McAdoo uno dei CENTRI storici dell’Olimpia? Ti ho chiesto altre volte lumi su questa tua affermazione, ma sto ancora aspettando.

      1. Io “pretenderei che Messina ascolti quello che dico io e faccia come dico io”???
        🙄
        Ciao Nick, auguri.

      2. “Del resto il progetto Messina purtroppo nasce avariato fin dal primo giorno”
        Detto da uno che dal primo giorno di insediamento di Messina a Milano e per i primi tre anni e mezzo ha sempre difeso il coach/POBO a spada tratta con lunghissimi monologhi noiosissimi e privi di significato mai un minimo dubbio e ha sempre insultato chiunque esprimeva una qualsiasi minima critica verso il pastore o non condivideva le sue idee.
        Un soggetto come questo non può che essere un comico.
        Appena i risultati sono andati contro Messina e sono venuti a galla tutti i suoi limiti il comico Palmasco è sceso da un carro per salire sull’altro facendo credere a tutti che lui ha capito tutto fin da subito e ora è sempre in prima fila con lunghissimi assoli ad insultarlo con epiteti ancora peggio dei suoi detrattori.
        Stai tranquillo che se per miracolo Messina l’anno prossimo dovesse fare una squadra competitiva e i risultati saranno ottimo vedrai che al momento opportuno riscenderá dal carro per risalire sull’altro come se niente fosse asserendo che lui stava scherzando. Lui è solo un falso ipocrita e bugiardo che si ritiene (erroneamente) depositario della verità, è un egocentrico che crede che il mondo giri intorno a lui. Ora vuol far passare l’idea che lui ha sempre saputo tutto fin dal primo giorno pensando di avere a che fare con degli scemi e noi glielo lasciamo credere e intanto ci divertiamo nel leggere i suoi soliloqui, perché ridere fa bene alla salute.

  4. Non se lo sa spiegare…
    Metti un cazzo di centrone sotto le plance e un cazzo di play,invece di continuare coi tuoi deliri cestistici e troverai quella risposta che hai davanti agli occhi ma che fai finta di non vedere mister gramigna35….

    1. Fosse così semplice non l avrebbero fatto? Si parla di uno staff di livello top in Europa non di una manica di imbecilli…. Stravo ha un CV che pochi hanno…

  5. E cerca di difendere 1vs 1 e qualche volta zona (magari mista) invece di mettere Hall e Napier sul 5 e Pythress sull’1 ,borioso incapace !!!!!!

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