Le speranze di post-season sono sempre più ridotte al lumicino, dopo le ultime sconfitte. Ma se l’Olimpia Milano vuole avere ancora una minima speranza, dovrà assolutamente vincere sul campo dell’Anadolu Efes Istanbul, nel secondo incontro del doppio turno settimanale. I turchi sono ancora più in difficoltà dei biancorossi, vengono da un’umiliante sconfitta a Kaunas ed hanno licenziato stamattina il loro allenatore. Oltre ad avere una vittoria in meno dell’EA7 in classifica.
Efes-Olimpia Milano | La presentazione di Ettore Messina
Così Ettore Messina ha presentato la partita: “Ambedue le squadre vengono da una prestazione deludente nel turno precedente per cui mi aspetto una partita piuttosto nervosa. La squadra che saprà mantenere maggior controllo sui propri nervi e giocare con più autodisciplina avrà sicuramente maggiori possibilità di vittoria”.

Taci,capra (cit.)
Quoto. E speriamo che domani questa agonia sia finita
Ma siamo sicuri che ste banalità’ servite come un brodino riscaldato non gliele genera l’algoritmo pre-impostato?
Messina ha fallito inutile girarci attorno. Il progetto ha solo funzionato per l’immagine del club e 2 scudetti sono una miseria considerando i presupposti e i soldi investiti. Ieri sera è andata in scena la peggior versione dell’Olimpia di quest’anno, nonostante la squadra fosse praticamente al completo, altro che emergenza.
Non si creano vantaggi per nessuno, non c’è un gioco che sia uno in post, si pompa il pallone 20″ e ci si affida all’iniziativa di qualcuno cercando il famoso coniglio nel cilindro.
Messina non sa che pesci pigliare, ieri ci ha perfino riprovato col quintettone.
McGruder, se è questo, è giusto che stia in panchina a guardare Tonut e Bortolani.
Voigtmann è un peso morto su entrambe le metà campo, Poythress non intimidisce manco mia nonna.
Questo il mio giudizio su ieri sera. Con buona pace della proprietà, che non guarda i risultati.
C’è una cosa però che non mi spiego: Grant da noi in stagione regolare non ha quasi mai giocato, in Eurolega pure. Fa le uova nei playoff dove viene messo quasi per disperazione e perché si gioca ogni due giorni. Va via da Milano, lo prende il Pana che vuole fare uno squadrone. Con Ataman gioca titolare in Eurolega ed è un giocatore super. Dove sta l’errore?? Andiamo avanti a far finta di niente??
A me fa abbastanza incazzare che per l’ennesima volta si sia scusato con tifosi e proprieta’ per la magra figura.
1 volta ok, 2 anche, 3 pure poi diventa inutile e anche un pó ridicolo e una presa per il culo in primis verso la proprietà che ti paga profunatamente anche più di quanto vali e poi verso noi tifosi.
Messina fa il coach di una squadra pro ed è normale che venga giudicato anche dai tifosi, che poi le decisioni le prendano altri è altrettanto ovvio.
In questa disgraziata annata l’unica cosa positiva è il miglioramento di Bortolani e Tonut, che ora non vedranno più il campo per l’ennesimo acquisto senza senso (poi quando c’è da scegliere play e centro non ci sono mai i soldi…), prima o poi si romperanno le balle e andranno a giocare in altri lidi…lamentiamoci poi che in Olimpia non riusciamo ad avere un discreto nucleo di italiani.
L’errore di fondo cui la struttura nella sua totalità’ continua a ribellarsi, e’ che un grande coach per vent’anni debba continuare a essere un grande coach fino alla fine. Chi ha vissuto il settore sa che non e’ affatto vero, salvo rarissime eccezioni. Quelle rare eccezioni hanno tre attributi: apertura mentale, umiltà’ e una incredibile capacita’ di stare al passo coi tempi, tanto culturalmente, quanto in termini di energia umana (per il contatto con lo spogliatoio) e tattica (quando il gioco cambia). Coach di successo che arrivano a fine carriera spesso sviluppano un ego che li tiene ancorati al passato, e a quanto hanno vinto con altri team e altri gruppi, in altri tempi. L’apertura mentale si blocca, il cambiamento e’ visto come una debolezza, aumentano le frustrazioni e crolla la pazienza e il bilanciamento, si spacca cosi’ il ponte di contatto energetico con le nuove leve e il team. E’ un processo lento e non necessariamente visibile da fuori, ma lo respiri nell’ambiente. Da li’ ci si rifiuta di ripartire con nuove premesse e nuovi approcci…e crolla la chiarezza mentale su direzione e identità’. E quando il team lo percepisce, trovare via di uscita diventa difficile. Ma l;Olimpia attuale mi sembra ancora persa nella storia di un coach da “35 titoli”, il “piu’ esperto e bravo” a disposizione, l’uomo cui dare non solo responsabilità’ tecniche ma anche totale autorità’ di gestire organigramma e business. E’ una struttura che ancora si aggrappa a “se” e “ma”, convinta di essere al top (di LBA al 100%, ma anche con chances europee, anche se in diminuzione), che basta una botta a destra e/o una a sinistra, un aggiunta qui e un rientro la’ e le cose si riaggiustino. La nostra Olimpia ancora non ha ancora realizzato qualsiasi siano i suoi veri mali. E quando non sai di cosa sei ammalato, fai fatica a guarire.
L’Olimpia non ha ancora capito quali sono i suoi mali perché non c’è nessuno in grado di capirli. L’unico che li conosce bene è Messina ma se ne guarda bene da prendere decisioni che andrebbero contro il proprio interesse.
Armani e Dell’Orco vivono sulla luna e credo che dell’Olimpia freghi il giusto. Completamente diverso Zanetti/Baraldi due che sono sul pezzo e si vedono i risultati.
La malattia della povera Olimpia continuerà ad esserci fino a che ci sarà Armani, che ha fatto il suo tempo.
Chapeau!
Hai perfettamente ragione e sottoscrivo ogni parola.
Poi parla per la partita di oggi di autodisciplina …
Si certo quella che porta ai suoi giochi e fisse mentali senza senso e ad incazzarsi ogni secondo con i giocatori.
Trinchieri in 20 giorni ha ribaltato lo Zalgiris … quindi vuol dire che l’allenatore qualcosa può fare!
in Messina vedo solo l’ottusità delle proprie convinzioni che ormai non funzionano più … ma non ne vuole prendere atto.
Caro mio un bel passo indietro … io sono certo che se se desse in mano la squadra questa sera a Fioretti e lui stesse in tribuna a fare i Presidente … la squadra giocherebbe meglio.
Sicuramente tutti più tranquilli e sereni. Anche perché solo Caruso e Bortolani si possono spaventare per le sue scenate, gli altri lo mandano mentalmente affanculo! E non vedono l’ora che se ne vada! Come succede in qualsiasi squadra dove l’allenatore ha rotto le palle e non lo vuoi più vedere. Molto semplice.
Mi scuso … mi riscuso … e altre banalità. Capisco che poi si debba rispettare l’avversario ma alcune ridicolaggini fanno davvero ridere.
Poi ormai è un personaggio incarognito e supponente. Basta vedere durante le interviste. Anche li lo vedi … sembra pensare … Ma che cazzo di domande mi fanno ? A me … che ho vinto 35 titoli.
EL orami se ne è andata e se ne andranno anche la coppa Italia ed ovviamente lo scudetto.
La Virtus non è quella dello scorso anno. Lo scorso anno in EL si è arrivati bene o mali a pari livello e per puro culo in LBA noi davanti a loro col fattore campo che in finale è stato assolutamente determinante.
Quest’anno non arriviamo prima di loro. Ammesso che riusciamo ad arrivare in finale … la vinceranno loro tranquilli. Già perdere 4-1 o 4.2 sarà tanto. Sempre se ci arriviamo alla finale.
Francamente non vedo perché la partita per noi dovrebbe essere “nervosa”: giochiamo contro una squadra a pezzi, che in classifica sta addirittura peggio di noi, e che praticamente non ha più un obiettivo a cui puntare – ed ha appena cambiato allenatore.
Per noi invece è una partita di grandissima importanza per non trovarci anche noi nella loro situazione, per stare attaccati a una speranza che per quanto vaga, è pur sempre ancora viva.
È una partita che si può vincere, sempre con fatica come tutte le partite, per noi in particolare, ma francamente i favori del pronostico sono molto più per noi che per loro.
Siamo molto favoriti, siamo più forti, abbiamo più motivazione. Basta mettersi a giocare – non che per noi sia facile – e la portiamo a casa.
Dunque perché essere proprio “nervosi” tra tutti gli stati d’animo possibili?
Me li aspetterei semmai carichi, frementi di riscatto, disponibili a dare tutto e più.
Ma “nervosi”?
Per questo io penso che attribuendo il nervosismo alla partita e alla squadra, in realtà Messina parli di se stesso, forse inconsapevolmente: nervoso nel senso di stanco, deluso, frustrato, depresso, e aggiungerei a questo punto anche inquieto rispetto alla marea di dissenso che sta montando sempre più giustificata, sempre più visibile, di cui certamente si rende conto anche lui, e forse perfino in squadra.
Fin qui i fatti.
Aggiungo che sulla base di questa ipotesi, per me si spiegano i cali improvvisi e immotivati della nostra squadra nelle sue partite, i minuti di assenza, l’incapacità di reagire, la perdita di qualsiasi senso d’orientamento, l’impotenza dei nostri campioni.
Qualcuno adesso mi obietterà con la carriera di Messina, con la sua supposta abitudine all’agonismo, la sua esperienza sulla panchina: a me invece pare che questo “nervosismo” che lui tradisce verbalmente nell’intervista, sia invece un’ulteriore prova di quella comprensibile psicolabilità che ormai lo possiede e che la squadra specchia.