Sandro Gamba, su Libero, ricorda il suo storico sodalizio con il marchio Simmenthal. In campo, e non solo.
«Mi alzavo alle sei del mattino, mi infilavo in una 600 blu con la scritta Simmenthal sulle porte e vendevo carne in scatola fino al pomeriggio quando iniziavano gli allenamenti».
«Fu uno choc quando la Simmenthal mollò. Anch’io lasciai l’Olimpia per andare ad allenare i nostri rivali di Varese e poi la nazionale. Con gli azzurri conquistai l’Europeo a Nantes nel 1983 e l’argento a Mosca 1980. E altre medaglie».
«Rischiai di diventare un astronauta per le operazioni Apollo. È tutto vero. Quell’anno la Nasa, studiando le attitudini psico-fisiche di molti atleti olimpici, mi invitò a un programma esclusivo negli Usa della durata di sei mesi. Passando gli esami finali, sarei diventato un astronauta per le spedizioni nello spazio. Ma come potevo accettare? Io giocavo a basket, e lo facevo per il Simmenthal…».
