Luwawu-Cabarrot, pessimo profeta: Messina non mi piace. Non voglio perdere contro l’Olimpia

Alessandro Maggi 14

Luwawu-Cabarrot non si è dimostrato grande profeta. Nella sua prima da ex contro l’Olimpia Milano prestazione negativa nonostante le premesse

Tim Luwawu-Cabarrot non si è dimostrato grande profeta. Nella sua prima da ex contro l’Olimpia Milano, l’ala dell’Asvel ha mandato a referto 10 punti, 4 rimbalzi e 2 assist, ma anche 8 palle perse. E il match è finito 84-61 per i biancorossi.

Alla vigilia, però, il giocatore francese aveva promesso su l’Equipe: «Non voglio perdere con loro, dare loro questa soddisfazione. Sono sempre al 100%, ma ora ancora di più. Sono pronto a fare di tutto per motivare i miei compagni, per comunicare loro la voglia che ho di vincere qui e di tornare a vincere con l’Asvel».

E su Ettore Messina, le parole sono state pesantissime: «È una squadra che non mi piace. Non mi piace il loro allenatore, che non credo sia una brava persona. Il suo nome evoca rispetto e una grande carriera. È stata una delusione. Non so se la sua ricetta funzioni ancora, anche se negli ultimi due anni i risultati hanno mostrato qualcosa». 

Una questione di rapporti: «Non ho capito il modo in cui sono stato messo da parte, senza spiegazioni, senza comunicazione, quando, nonostante le divergenze, avevamo sempre avuto un dialogo. Non mi è piaciuto sapere che quest’estate aveva detto cose negative su di me (ad altri club, ndr)».

14 thoughts on “Luwawu-Cabarrot, pessimo profeta: Messina non mi piace. Non voglio perdere contro l’Olimpia

  1. Troppe voci e lamentele di giocatori che se ne sono andati, troppo simili l’una all’altra. Fa male all’immagine dell’Olimpia, fa male al brand, fa male all’ambiente. Mi sono ripromesso di limitare le mie critiche a Messina, ma sia continuano a vedere sferrate di giocatori allontanati senza spiegazione, e che hanno ricordi brutti del tempo a Milano. Qualcuno per paura di ritorsioni si limita a frasi di circostanza, ma in somma totale i colpi di immagine ci sono. Non ricordo nei tempi recenti di avere visto giocatori che lasciano un team, parlare di un coach come di “non una brava persona”, o con un “non mi piace”, o peggio “non insegna nulla”, ma qui e’ un ritornello che non solo si vede da fuori osservando la squadra, ma che e’ confermato da chi lascia (o viene allontanato) e non ha paura di parlare. Brutto. Lo scrissi mesi fa, ma, anche evitando citazioni Disneyiane da Star Wars, questa e’ la “Dark Side” di Ettore Messina e i suoi limiti. Tutti hanno pecche e fanno errori, ma quella che viene esposta e’ una Dark Side importante per un coach leggendario che si sta muovendo in posizione generale di rappresentante di brand di un club leggendario. Non depone a suo favore, e incidera’ sull’ambiente piu’ di quello che abbia già fatto. E sarà’ da riparare per la gestione che verra’ dopo di lui. Scritto senza acrimonia, solo osservazioni razionali basate su fatti di fronte a tutti.

    1. Osservazioni razionali? Una dichiarazione di un giocatore escluso è un dato oggettivo. Ma chi credi di prendere in giro?

      Ci sono decine di attestazioni di stima nei confronti del coach ma questo non conta. Contano alcune dichiarazioni negative su cui costruire una immagine.

      1. As you please. Per me 6 casi (ci metto Thomas, Davies nel mix che non si sono espressi pubblicamente ma che hanno subito una gestione dubbia) su una trentina di giocatori passati in 3 anni sono una percentuale alta. Personalmente tutto quanto supera il 5% di negativo andrebbe gestito meglio, ma come ho espresso prima, opinioni personali. Non nego come tu hai osservato che il settore ha chiaramente una parte in supporto. Ma non e’ normale che un numero sostanziale di giocatori recenti si esprima pubblicamente con quei toni. Se per te e’ accettabile, we’re good. Semplicemente differiamo nella prospettiva. Pace

      2. Ciao Mauro, ma chi sono gli altri 3? Anche se su Davies e Thomas non sarei così convinto nel metterli nello stesso calderone. Perché un conto è non “trovarsi” con l’allenatore, e come con Messina ci sono centinaia di casi in cui la connection allenatore/giocatore non funziona bene, un altro è parlarne male, dire che è una delusione eccetera

  2. Caro cabarrot sei un talento ma anche un elemento perdente che non aiuta la squadra oltre che spocchiososamente presuntuoso , giusto allontanarti

  3. Ovviamente se ciò detto da TLC fosse vero non sarebbe una buona pubblicità per Messina, perché il rispetto per il prossimo viene prima o insieme ad altre cose…….effettivamente visto da fuori e da lontano il buon Ettore non lascia trapelare sensazioni positive sulla sua capacità empatica

  4. Il concetto di fondo per ogni gestione manageriale di “eccellenza” (valida in qualsiasi campo, sportivo, di business e organizzativo di ogni livello) dovrebbe essere: attenzione maniacale alla gestione del personale, sia chi resta, chi guida e chi e’ in uscita. Perché’? Perché’ quelli che escono diventano i tuoi”ambasciatori”. Li vuoi dalla tua parte anche quando le loro vite si muovono altrove. Solo cosi’ riesci a costruire un brand forte che nel lungo termine continua a attrarre talento a ogni livello. Perché’ chi arriva (i nuovi, o chi sta considerando di unirsi al gruppo) sempre parla con chi se ne e’ andato e la battaglia per il top talent al giorno d’oggi e’ spietata. Quando rovini la tua immagine finisci a rovinare le tue chances di costruire in un business, sopratutto dove gli individui sono il tuo unico asset competitivo. Questo e’ come un general manager viene valutato ovunque giorno d’oggi. Ora, Armani (Giorgioe famiglia) ha potuto in passato fare a meno di queste attenzioni, il suo marchio e il suo controllo totale della cassaforte glielo hanno consentito. Non per niente la Giorgio Armani S.p.a nel suo settore e’ sempre stata considerata come un’azienda dipendente dal genio di uno, e dittatoriale nei sistemi organizzativi e decisionali. E’ stato il motivo del suo successo negli anni 80 e 90. Ma i tempi sono cambiati (e Armani Proper non cresce piu’ come un tempo, marginalizzato in un sistema fashion ipercompetitivo e globale). Giorgio consente a Messina di fare quello che ha fatto lui con la sua organizzazione durante i momenti di limitata competizione e grande crescita. Dubito che i trend sistemici esterni possano essere arrestati, ma il tempo dira’ se entrambi sapranno stare al passo e emergere vittoriosi

  5. Sono stati trattati tutti cosi male che uno torna.
    Questa discussione è allucinante.
    In più LTC o TLC è francese con la mentalità di superiorità che hanno.

    Ma che cazzo scrivi, ” è sempre stata considerata una azienda dittatoriale ..ma che ne sai tu. Insegni tu ad Armani come creare un brand forte, ma scendi sulla terra.

    .

    1. Modererei i toni e il linguaggio, siccome io sono sempre stato bilanciato e rispettoso e non e’ molto chiedere di ritornare il favore in nome di principi sani di civiltà’. Mia moglie ha lavorato per Armani SPA a New York e quindi ho espresso un’opinione con cognizione di causa. Dittatoriale e’ inteso in senso di accentramento decisionale. L’Armani Spa per chi ha lavorato nel settore sa, come tutte le grandi fashion houses d’altronde, che lo stilista capo ha un peso grandissimo in ogni decisione di dettaglio. Come tale = decisione accentrata. Niente di piu’ e non un male in certe condizioni e periodi storici. Mia moglie e’ stata negli uffici di New York per 10 anni e a stretto contatto con l’Italia. Non voglio insegnare nulla a nessuno, pur avendo lavorato come advisor strategico per CEO e Amministratori Delegati per 40 anni. Quindi una cosa o due le ho imparate dal campo. La mia e’ semplicemente un’opinione personale e ritengo espressa con rispetto e logica. Rispetto la tua opinione in ogni caso e se hai fatti e dati da portare in supporto sono felice di discuterne apertamente civilmente. Ma lascerei il “cursing” e gli insulti fuori dal gioco, non aiutano un granché’ a creare un ambiente rilassato e pacifico per nessuno e su questo spero anche tu converrai

  6. Tlc un talento?? Abbiamo una idea di talento diversa. Per me è un giocatore normale. Discreto. Da squadra di centro classifica in A1.

    1. Tlc ha mezzi fisici pazzeschi, buone mani, se si applica difende anche molto bene. Però ha un q.i. basso basso, sbaglia tante scelte, è altalenante, non ha umiltà.

      1. Ah, tu saresti quello umile che da le patenti di Q.I., cui aggiungere magari cestistico…….basterebbe dire che è un pasticcione e non è da top-team di Euroleague senza tanti giri di parole, perché, ascoltando la tua definizione, potrei pensare che gli manca poco per essere giocatore da top-team……ma così non è

  7. Quando visioni un curriculum dopo colloqui non completamente convincenti, viene naturale domandare ai precedenti datori di lavoro informazioni relative al candidato esaminato e mi piacerebbe avere una risposta sincera, così come se interpellato a mia volta mi sforzo di essere sincero con i futuri datori di lavoro di un mio ex collaboratore e questo nel bene e nel male, cercando di essere il più possibile obiettivo.

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