Olimpia Milano post Barcellona | Una vittoria che vale. La vittoria del “Flacca”

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Barcellona. Con la Virtus era un brodino, a Barcellona invece ci si ritrova sul piatto un arrosto. L’arrosto più inatteso di sempre

Olimpia Milano post Barcellona. Con la Virtus era un brodino, a Barcellona invece ci si ritrova sul piatto un arrosto. L’arrosto più inatteso di sempre.

Non ci sono “se” dopo una vittoria simile. Non ci sono “se” quando ti presenti senza due play, una guardia e il tuo miglior giocatore. Non c’è crisi del Barcellona che tenga. Non c’è niente di “temporaneo”.

C’è sostanza, poi sta alla squadra rendere quel “picco” una “norma”. Un anno fa con il Monaco questo non successe. Oggi sta ad Ettore Messina, e ai suoi ragazzi.

Puoi trovare il Barcellona che vuoi. Ma dopo l’ennesima settimana di brutte notizie, andare subito a +15, rispondere colpo su colpo, tenere, significa strutturare la vittoria di domenica con la Virtus.

Forse, qualcosa c’è. Il simbolo è Diego Flaccadori. Che nel primo tempo sbaglia piedi a terra da tre, e allora, capita l’antifona, inizia ad attaccare l’uomo. E attaccarlo. E attaccarlo.

Nico Laprovittola, d’altronde, appena messo in campo ha iniziato a devastare. Giusto metterne in luce i difetti, piuttosto che esaltarne i pregi. 

Certo, la gestione Grimau ha aiutato. Da da Silva parcheggiato al primo momento di difficoltà, passando per un Hernangomez dimenticato dopo un primo tempo da 10 punti e 4 rimbalzi.

Poi c’è Satoransky che manca due triple aperte che potevano riportare ancora più sotto i blaugrana, o le scivolose mani di Nikola Kalinic.

Ma se Laprovittola produce, Vesely domina nel calo di energia milanese della ripresa, Parra ci mette i gomiti e Brizuela segna nove punti nell’ultimo quarto, questa volta l’Olimpia risponde.

Con gli uno contro uno del Flacca, con la personalità di Devon Hall dalla media, con la durezza di Nicolò Melli, con le piccole cose di Kyle Hines e Pippo Ricci. Esaltando un primo tempo in cui lo stesso capitano, e Shavon Shields, sono immarcabili.

E si arriva alle giocate chiave. L’attacco al ferro di Nicolò Melli per il 71-80, l’invenzione del capitano per Hall poco dopo, il 2/2 di Flaccadori sul 77-84.

Poi succede anche di tutto, a dimostrazione di quella paura che serpeggia. Quelle due palle perse, o quasi, negli ultimi due possessi, che trasmettono quel senso di urgenza di arrivare in fondo. La fretta che ti uccide. Ma, questa volta, non è successo. 

5 thoughts on “Olimpia Milano post Barcellona | Una vittoria che vale. La vittoria del “Flacca”

  1. Un grazie a Grimau per la difesa organizzata nel primo quarto! Bravissimi noi ad approfittarne, ed ancor più bravi a mantenere il vantaggio, restare sempre in partita, soprattutto nel “classico” momento di flessione. Ci siamo rimasti con la difesa e con la testa, fondamentali mancati nelle brutte sconfitte di quest’anno, e con un ottimo Flaccadori e un super Hall. E nel finale un Melli che ha fatto le scelte perfette, da vero leader! Ora speriamo si continui con questo spirito. Olé

  2. Di buono delle ultime prestazioni, perché non ci si può soffermare sulla singola partita avendo come obiettivo la prospettiva del futuro della stagione, c’è che la squadra va in campo con la faccia giusta e tende ad iniziare ed indirizzare bene la partita; alcune volte cala troppo di rendimento e si perde, altre volte, pur calando, si porta a casa la partita; certo con sti infortuni e rotazioni ridotte è difficile, ma il miglioramento c’è stato, e senza neanche cacciare il coach🤣

  3. Diciamo che non avendo tante alternative dopo 3 tiri da 3 sbagliati non lo ha potuto panchinare … per fortuna … e per fortuna il giocatore è stato intelligente da capire che non era serata con il tiro da fuori e ha attaccato il ferro o tirato da 2 …

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