



Episodio che inevitabilmente ha fatto discutere nel finale di Barcellona-Olimpia Milano. E’ discussione anche animata tra Ettore Messina e Shavon Shields. Perchè?
Secondo tempo complicato per Shavon Shields dopo il clamoroso avvio al Palau. Con poco più di un minuto da giocare l’ala forza un possesso offensivo e non trova la bomba.
Ettore Messina riprende la sua star. Credibilmente il coach biancorosso invita il giocatore ad attaccare il ferro e prendersi il fallo visto il +7 di vantaggio.
Shields non la prende bene e difende le sue ragioni. Ettore Messina cerca di placare il numero 31 con abbracci e pacche sulle spalle. Una discussione che ci può stare in partita. Animata. Ma comprensibile vista la fase delicata del match.

Aspettiamo con il fiato sospeso la spiegazione del genio palmasco 🤣
Ha ragione Messina. Shields non doveva tirare da 3 ma prenetare o scaricare e comunque far passare più tempo
Ovviamente Shields rimane un campione
Esatto, c’è poco da discutere. In quei casi Shields perde lucidità. Il primo che glielo deve dire e’ Messina sennò che ci sta a fare lì? Poi vengono i compagni.
Probabile che le ragioni di Shields fossero di quel tipo lì (se nessuno si muove e mi crea gli spazi che cazzo posso farci io?)
Quindi magari hanno ragione entrambi e torto chi era in campo con lui…
Le batterie di Shields si stanno drenando, il secondo tempo di ieri lo ha mostrato chiaramente per chi se ne vuole accorgere.
Drenando vuol dire esaurendo, per chi mi segue con aggressività, ma non conosce la lingua nè il gioco.
Del resto è comprensibile.
Non soltanto per i minutaggi: io l’avevo scritto per farsa, per sarcasmo, ma Messina l’ha fatto difendere davvero anche su Laprovittola…
(Farsa e sarcasmo significano per prenderlo per il culo, sempre per quelli di cui sopra).
(Ohmioddio, che volgarità! Signora
Mia).
Possiamo permetterci di abusarlo in questo modo?
Vedo bene che è necessario farlo, ma il punto è: ce lo possiamo permettere?
Perché se gli dovesse succedere qualcosa, allora sì saremmo nelle peste.
È ovvio, credo, che sia necessario spremerlo, ma è altrettanto ovvio che spremerlo non è sostenibile, perché il conto prima o poi arriva – non necessariamente nella forma d’infortuni, ma in quella mancanza di lucidità e di risorse fisiche che ieri s’è palesata piuttosto forte nel secondo tempo.
Shavon per i nervi da stanchezza e impotenza, era come “er cavaliere nero” di Proietti, per chi lo conosce: “ar cavaliere nero nun glie dovete rompe er cazzo!”. Così ha detto a Messina.
Se non lo conosci cercalo su YTube, si trova subito, morire dalle risate.
Per il resto io insisto: Flaccadori, Ricci, Melli hanno giocato negli spazi che gli competono, quindi hanno reso.
Spazi che la gestione ordinaria di Messina non concede mai, ma che ieri gli sono stati imposti dalle circostanze.
Quindi Messina senza Messina, lo stretto senza il ponte, il basket semplice.
Finalone: tanto per mostrare ai molti che sono stati più contenti di sbeffeggiarmi che della vittoria su Barcellona, poveri, dirò che il cambio di Shields l’avevamo in casa e l’abbiamo mandato via.
No, non soltanto Luwawu Cabarrot, come ho detto mille volte, ma anche un altro.
Un italiano, un italiano vereeroooo: Simone Fonteeeeecchio!
Ma noi, per difendere Messina, continuiamo a pensare che “non era adatto al suo gioco”.
Aggiungo la lista degli altri che non lo erano?
Forse non serve. Abbiamo battuto Bologna e Barcellona che avevano entrambe giocato 36 ore prima, ma siamo contenti così.
Tra gli ultimi, ma felici.
Perché lo sport è partecipare!
Lo trovi qui, nella sua versione migliore, secondo me. Dura 3 minuti 😀
D’accordo su Shields, però, ora come ora, alternative al suo sfruttamento come primaria risorsa energetica della squadra per tentare di risollevare le sorti di una stagione nata sotto cupissimi auspici, non ve ne sono; e tirare in ballo quel pasticcione di Cabarrot o, ancor peggio, la storia del Fontecchio in maglia Olimpia, non ha alcun senso
La soluzione? Facciamo giocare Shields 15′ prima che si infortuni, su Laprovittola mettiamoci Bortolani e poi proviamo a richiamare Fontecchio che sicuramente adesso che gioca 30′ a partita e segna, tornerebbe a piedi a Milano rinunciando al suo misero stipendio che percepisce ai Jazz…
Poi perdiamo, ma chissenefrega, almeno i giocatori sono freschi e riposati no?
Ribadisco, ogni tanto si può anche essere felici per una bella prestazione…
Non so chi abbia detto che Fontecchio non era adatto al suo gioco, in ogni caso Messina aveva fatto un “mea culpa” su Fontecchio, dicendo che non si sarebbe aspettato un’esplosione cosi(ma aggiungerei che a parte l’Alba Berlino, che per sua “mission” ha quella di scommettere sui possibili talenti europei, nessun’altra squadra europea sé lo sarebbe aspettato…) e in ogni caso non ce l’avremmo più in casa, perché sarebbe comunque in Ammmmerica