La Gazzetta dello Sport titola: L’Olimpia si è persa

Alessandro Maggi 3

«L’Olimpia si è persa» titola La Gazzetta dello Sport a pagina 33. Sottotitolo: «Maccabi tosto. Terzo ko di fila: “Ora siamo preoccupati”»

«L’Olimpia si è persa» titola La Gazzetta dello Sport a pagina 33. Sottotitolo: «Maccabi tosto. Terzo ko di fila: “Ora siamo preoccupati”». 

Così Paolo Bartezzaghi: «La terza sconfitta di Milano negli ultimi 5 giorni, dopo quelle di Berlino e in campionato contro Pesaro, è preoccupante ma è la meno sconfortante. Il Maccabi passa al Forum, dal loggione partono alcuni fischi, altri applaudono. Questo è il momento dell’Olimpia. Bene da una parte, male dall’altra».

3 thoughts on “La Gazzetta dello Sport titola: L’Olimpia si è persa

  1. Melli, Voigtmann, Mirotic, Poythress e Hines, la nostra batteria di lunghi, dalla quale per commozione ho escluso Ricci, fingendo che sia una vera ala piccola cambio di Shields, la nostra celebrata batteria di lunghi gioca complessivamente qualche secondo meno di 104 minuti della partita contro Maccabi.

    I minuti a disposizione dei due ruoli di ala grande e centro sono però soltanto 80.
    Dunque il sospetto che l’abbondanza di lunghi più che una risorsa sia invece un affollamento, si fa forte.
    E, mi dispiace, ma l’affollamento in genere indica confusione.

    Sappiamo benissimo dove vanno a finire quei 24 minuti eccedenti gli 80 disponibili per i lunghi: sono quelli che Mirotic gioca da 3.

    (E lasciamo perdere il fatto che del nostro glorioso pacchetto di lunghi due, Kamagate e Caruso, non solo quando sono in panchina vedono il campo poco o anche niente, ma spesso stanno in tribuna. È un settore nel quale c’è affollamento, più che abbondanza. Quindi confusione, sacrificio, spreco di risorse).

    Ora: Mirotic quei suoi minuti li gioca benissimo, statistiche perfette, punti, assist, rimbalzi.
    Un’eccellente ala piccola.
    L’altra ala piccola, che copre i restanti 16 minuti disponibili nel ruolo, è Shields, e mi pare che anche lui, tra punti e assist, e presenza in difesa, faccia molto bene.
    Fa molto bene anche negli altri 17 minuti in cui è stato in campo da guardia, perché Shavon di minuti ne ha giocati 33.

    Ma allora, se chi occupa quelle posizioni anomale rispetto al proprio tipo di gioco, le gioca comunque molto bene perché è un vero campione, ma la cosa non funziona lo stesso, perché comunque la squadra perde, a volte perché difetta in attacco, altre perché viene sfondata in difesa, qual è la domanda inevitabile che dobbiamo farci?
    Non sarà che non ci possiamo permettere quel tipo di gioco?

    Anche perché di tutti quei lunghi disponibili, la posizione di centro riceve in realtà pochissimi palloni giocabili in attacco, e in difesa è costretta a subire sciabolate che entrano attraverso la prima linea come il burro.
    In entrambi i casi un difetto strutturale d’impostazione che in quella posizione ha bruciato un giocatore del calibro di Brandon Davies, finito in tribuna nelle finali scudetto già l’anno scorso.

    In altre parole l’anno scorso si sono comportati come se il difetto fosse nel giocatore, quando invece a questo punto si può dire ormai che è nel metodo: o forse loro, lo staff, ci credevano davvero, tant’è che per ovviare hanno preso un’abbondanza di lunghi che però sono quelli che invece di risolvere il problema creano affollamento, spreco, sacrificio di risorse.
    Perché coi tre stipendi di Hines, che gioca 5 minuti a settimana, Kamagate che in EL non vede la panchina, e Caruso che non gioca mai, ma se gioca viene fatto corresponsabile della sconfitta (!), magari si poteva cercare di prendere una bestia di centro, e giocare a servirlo.

    Per tornare sulla partita di ieri, questa ci dice che Mirotic e Voigtmann non possono giocare 33 minuti ciascuno, perché la loro sovrapposizione ci espone troppo in difesa.
    Ma la squadra non può giocare senza Voigtmann in campo, perché in sua assenza si segna troppo poco, e ovviamente non è pensabile, né consigliabile giocare senza Mirotic.

    A questo problemino non da poco, che dubito possa risolversi col tempo e/o con l’affiatamento, si aggiunge quello del centro che viene servito poco, che “non fa parte dei piani d’attacco” già dai tempi di Brandon Davies, sempre ammettendo che il centro titolare di oggi, Poythress, sia un vero centro, o che lo sia davvero il suo sostituto più utilizzato, Nicolò Melli…

    Io direi che se non si aggiusta prima di tutto quest’idea di squadra che ormai da tempo si rivela impraticabile, fare discorsi di mercato è del tutto inutile.
    Se non vinci neanche facendo 90 punti in casa, cosa vuoi che cambi un ennesimo costosissimo campione in squadra?
    O non segui il basket NBA, quindi non sei al corrente di cosa succede ai Lakers, per esempio?

    1. No, non seguo i Lakers e ne mi interessa farlo; il centrone da servire? Chi c’era in giro, intendo eleggibile, forse solo Milutinov e se l’è papato qualcun’altro; e chi dovrebbe cambiare l’indirizzo tecnico della squadra? Lo stesso che per mesi la scorsa stagione ha creduto che NML fosse in grado di fare il play ad alti livelli e non solo nel suo backyard? Messina in quell’occasione perse il senno e non l’ha più ritrovato esattamente come quando perdi la verginità non puoi tornare illibato; sarebbe come chiedere al ladro che scassina la cassaforte per rubare i gioielli, di riaggiustarla prima di scappare: non lo può fare; Messina non può trovare soluzioni ai problemi che lui stesso ha creato e potrei continuare all’infinito con altre metafore…….spiaze, ma è così
      F

  2. Gent.mo Palmasco, ma non sarà che l’idea di basket di questo coach non prevede nè il ruolo di play nè quello di centro ?
    Ma vuole tutti giocatori interscambiabili, in grado, secondo lui, di ricoprire almeno tre ruoli sui 5 disponibili ?
    Ma così facendo cosa ottenuto ?
    Ha distrutto mentalmente i giocatori che hanno perso la loro identità giocando fuori ruolo.
    Hall ne è l’esempio lampante.
    Adesso sta cercando di distruggere Shavon e Melli, facendoli giocare da 2 e da 5 ….e presto ci riuscirà.

    Quest’anno ha anticipato al mese di ottobre la serie di sconfitte che l’anno scorso sono cominciate a novembre.
    La terza stella dello scorso anno ( col budget investito ) equivale al classico brodino caldo.

    Purtroppo chi potrebbe…e dovrebbe…non decide di conseguenza.

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