Ettore Messina su Pangos: E’ il play da cui ripartire

Ettore Messina, nel giorno del Media Day di EuroLeague, ha parlato anche con la Gazzetta dello Sport. Ecco due passaggi

Ettore Messina, nel giorno del Media Day di EuroLeague, ha parlato anche con la Gazzetta dello Sport. Ecco due passaggi.

SU KEVIN PANGOS

«È il play da cui ripartire. Ha fatto una buona pre-stagione e una Supercoppa mediocre, come tutta la squadra. Lo e Flaccadori lo aiuteranno».

SU NIKOLA MIROTIC

«È un ragazzo serio, si allena bene. Sta cercando di capire le dinamiche della squadra. È abituato ad avere un ruolo importante, non solo tecnico».

10 thoughts on “Ettore Messina su Pangos: E’ il play da cui ripartire

  1. Purtroppo la mia impressione personale è che questi annunci siano solo mediatici: non ho visto niente, in campo, disegnato per restituire a Pangos gli spazi di cui ha bisogno per provare a tirarsi fuori dalla buca nella quale obiettivamente purtroppo si trova.
    Non mi sembra affatto, per esempio, che il numero di possessi sia cresciuto.
    Una condizione che sarebbe favorevole al giocatore.

    1. Fino a quando non troveranno un sostituto, deve difenderlo per forza, a parole.

    2. Dimentichi che mancavano Lo e Flaccadori ed i nazionali,avevano nelle gambe un paio di allenamenti e come secondo play giocava hall e sopratutto avevamo. Troppo per giudicare sia pangos che il gioco. Se poi vogliamo essere negazionisti a prescindere…….

      1. Si, però è oggettivo che in 23 minuti di utilizzo, Pangos ha prodotto 2 punti e un assist.
        Difficile fare di meno.

      2. Lo non “mancava” caro Franco, ma facendo un errore che lo stesso Messina ha ammesso, non è stato scelto.

        La necessità di avere Hall come secondo play, che si è rivelata disastrosa già dall’anno scorso, disastrosa per la squadra e per il giocatore, deriva da quell’errore.
        Un errore di gestione incomprensibile, oppure inquietante se guardato sotto l’unica logica che può averlo generato: pensare (di nuovo; di nuovo???!!!) di poter fare senza play maker…

  2. Ma basta sparare a zaro su Pangos !
    E difendere sempre Messina !
    Io ho molta fiduciosa sia in Lo che Flaccadori.
    Cerchiamo invece : di non giocare a spara da 3, Shields pensaci tu visto e gli italiani entrano solo 5 minuti a partita (escluso Melli)

    1. Beh ma Milano è costruita molto sul tiro da 3, per tipologia di giocatori.
      Non abbiamo lunghi con un gioco spalle a canestro accettabile, Mirotic a parte, e non abbiamo guardie devastanti in uno contro uno.
      Ovvio che il tiro da 3 diventi la soluzione primaria.
      Chiaro che se sotto canestro avessimo Tavares e se in guardia avessimo Larkin, attaccheremmo in modo differente.
      Chiaro, peraltro, che se difendessimo a uomo e non con il cambio sistematico, ruberemmo più palloni e andremmo di più in contropiede a tirare da sotto facilmente ma non abbiamo atletismo difensivo per farlo.
      Messina è l’esponente principale di un tipo di gioco i per controllato, con una difesa posizionale e dove ogni azione offensiva dura 24 secondi, in cui per i primi 15 non succede praticamente niente.
      E se tu attacchi a partire dal 16esimo secondo, è se non vai mai in contropiede, gli avversari ti aspettano e ti fanno girare al largo, fino a quando tiri da 3.

      1. Visione un po’ semplicistica, quando c’era il chacho tutto ruotava sul suo p&r, che fosse Hines o Tarcisio di turno. Allo stato attuale per carenze oggettive con il play (mi auguro un’inversione di tendenza nelle prossime settimane) è vero che spesso si tira da fuori ed allo scadere dei 24 perché l’area è intasata ed il tempo stringe.
        È però altrettanto vero che la presenza di lunghi “mobili” come Melli, Voigtman, Alex, Miro e prima ancora Mitoglou, Bentil, LeDay permette di liberare l’area facendo uscire dal pitturato il lungo di turno e creare eventuali penetrazioni/missmatch piuttosto che la costruzione di un buon tiro per il lungo stesso o per gli altri.
        Quello che effettivamente manca sono i punti “facili” cioè in contropiede oppure da sotto canestro

  3. Ciao Marco, serve a poco liberare l’area se poi le guardie non vanno mai in uno contro uno e se il p&r si fa sotto ritmo.
    La migliore Milano degli ultimi 10 anni giocava con chacho e punter, due fenomeni in uno contro uno.
    Oggi negli stessi ruoli giocano Pangos (no comment) e Baron (tiratore purissimo, certo non grande penetratore) o hall che all’inizio attaccava il ferro mentre adesso nemmeno ci prova.
    Hai voglia a liberare l’area 😀

    1. Liberare il pitturato significa anche creare una migliore circolazione di palla, buoni tiri dal gomito (Davies lo faceva), prendere rimbalzi in attacco, non per forza arrivare al ferro, e quello spesso funzionava anche, il problema è che il p&r neanche si fa eppure Hines e Melli di blocchi ne fanno 2/3 per ogni azione offensiva senza mai che si costruissero vantaggi… così praticamente non hai piani b.
      Ora io mi baso su quanto visto l’ anno passato, la Supercoppa neanche la considero perché per me è preseason, mi auguro che Pangos si dia una sveglia e Lo crei un po’ più di imprevedibilità

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